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VISITA PASTORALE IN FRIULI-VENEZIA GIULIA

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
DURANTE LA VISITA ALL
’ISTITUTO PER HANDICAPPATI
«LA NOSTRA FAMIGLIA»

San Vito al Tagliamento (Pordenone) - Venerdì, 1° maggio 1992

 

“Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio... E prendendoli fra le braccia e imponendo loro le mani li benediceva” (Mc 10, 14-16).

1. Anch’io come Gesù, cari bambini, vorrei abbracciarvi e conoscervi tutti, personalmente. Purtroppo non mi è materialmente possibile e questo mi dispiace, ma abbracciando il vostro amico che mi ha dato il benvenuto a nome di voi tutti intendo idealmente stringere al mio cuore ciascuno di voi, che siete ospiti di questo Centro chiamato “La nostra famiglia”. Voglio assicurarvi che sono molto felice di trovarmi qui, tra di voi e di incontrare insieme a voi i vostri cari. Vi ringrazio perché mi avete offerto l’occasione di conoscere questa bella, accogliente e grande casa di San Vito al Tagliamento, che è la vostra casa. Ho avuto modo di salutare diversi di voi in altre occasioni, soprattutto quando, il 24 settembre 1979, avete voluto farmi visita a Roma nella mia casa. Quest’oggi sono venuto io da voi e desidero, con tutto il cuore, ricambiare la gioia di quell’incontro. Ho come l’impressione di conoscervi tutti, da sempre; quest’oggi qui mi sento a casa, proprio in famiglia: nella “Nostra Famiglia”.

2. Che bella e preziosa istituzione la “Nostra Famiglia”! Questa vostra singolare Associazione vive ciò che Gesù ci ha insegnato e comandato di fare. Testimonia e cerca di mettere in pratica il comandamento dell’amore in forma tangibile e chiara, con abnegazione e quotidiana fedeltà. Essa è nata dallo zelo sacerdotale e dal cuore ardente e generoso di don Luigi Monza, che l’ha fondata perché fosse focolare di divina carità. È stata creata perché attraverso gesti di autentica solidarietà, tradotti in opere di servizio ai più bisognosi, si manifestasse la materna sollecitudine della Chiesa verso i più piccoli e venisse pure esaltato il valore sacro di ogni vita umana. Ecco i miracoli dell’amore che si nutre di fede! È l’amore attivo, ottimista, che sa trovare modi sempre nuovi per esprimere e restituire alla persona, soprattutto a quella più indifesa, il rispetto per la dignità grande che le è propria, perché plasmata a immagine e somiglianza di Dio (cf. Gen 1, 26). Mentre ringrazio la Signora Zaira, Presidente de “La Nostra Famiglia”, per le parole che mi ha rivolto, esprimo tutto il mio apprezzamento per questa Istituzione, in cui il precetto evangelico della carità è vissuto in forme tanto concrete.

3. E mi viene in mente, a questo punto, proprio lui, il vostro fondatore, don Luigi Monza, questo prete milanese che amava ripetere: “Il bene deve essere fatto bene. Il Signore ci domanderà conto, non del tanto che abbiamo fatto, ma del poco bene fatto bene” (Don Luigi ci parla, p. 39). Egli ora dal Cielo guida e protegge questa sua opera ed è spiritualmente con noi in questo momento di gioia e di festa. Cosa direbbe don Monza in così singolare circostanza? A voi, cari bambini, rivolgerebbe il suo sorriso con l’affetto proprio di un padre e di una madre. A voi, genitori, papà e mamme, direbbe di far sì che l’amore per questi vostri figli sia sempre tenero e vivo, così da scoprire in essi, ogni giorno di più, la presenza di Gesù che bussa alla porta delle vostre famiglie. A voi operatori dei diversi settori rinnoverebbe l’invito a sentir viva la responsabilità di questi bambini davanti a Dio, e a portar a termine il compito che vi siete assunti, con amore e con sacrificio (cf. Una proposta di vita, p. 95). E questo con instancabile generosità. A voi, carissime “Piccole Apostole della Carità”, rivolgerebbe l’esortazione a crescere nello spirito di donazione, vivendo con fedeltà inesauribile il vostro tipico carisma e operando nella Chiesa e con la Chiesa per essere “fermento nella società attuale della stessa carità dei primi cristiani” (dai Principi fondamentali della spiritualità di don Luigi Monza). Infine, a voi amici e simpatizzanti di quest’Opera, gruppi di spiritualità, giovani impegnati nel volontariato, don Luigi Monza assicurerebbe che quanto fate e farete a favore dell’Opera con sacrificio e abnegazione sarà ascritto a merito per l’eternità. È quanto ci dice Gesù nel Vangelo: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 40).

4. Facendo miei questi sentimenti del vostro Padre spirituale, vorrei confermare e incoraggiare il vostro impegno e la missione di tutti coloro che si dedicano al servizio dei bambini operando attivamente per la loro riabilitazione fisica e il loro pieno sviluppo umano e spirituale. Affido il vostro lavoro, le vostre sofferenze e speranze alla Madonna, nostra Madre celeste. Ho visto nella vostra cappella la sua immagine sulla vetrata. So anche che tra non molti giorni diversi di voi avranno la fortuna di recarsi in pellegrinaggio a Lourdes. Pregate la Vergine Santa, pregatela anche per il Papa.

Invocatela spesso, raccomandatevi a Lei e affidate al suo cuore materno ogni vostro progetto e tutte le vostre quotidiane preoccupazioni. Lasciatevi prendere per mano da Lei. Maria è Madre nostra tenerissima.

Da parte mia vi assicuro che mi ricorderò sempre di voi e di quanti lavorano in questa casa.

Ora purtroppo debbo andare. Però vi lascio un regalo: vi dono la benedizione. È il Signore stesso che attraverso il Papa vi benedice tutti, nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

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