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VISITA PASTORALE IN FRIULI-VENEZIA GIULIA

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
DURANTE LA VISITA AL SANTUARIO DI MARIA MADRE E REGINA
AL MONTE GRISA DI TRIESTE

Monte Grisa di Trieste - Venerdì, 1° maggio 1992

 

1. Da questo Tempio, dedicato a Maria Madre e Regina, porgo un saluto cordiale e benedicente a tutto il popolo di Trieste, cominciando dal suo Vescovo, dalle Autorità e da tutti voi qui convenuti con fede e devozione.

Cari fratelli e sorelle! Ho desiderato sostare in questo Tempio, che rappresenta il cuore mariano della diocesi tergestina, per implorare l’intercessione materna di Maria sul proseguimento del mio viaggio apostolico e per affidare alla Madre di Gesù gioie e dolori, angosce e speranze dell’umanità intera.

2. Non vi nascondo il gaudio che provo, ogni volta che mi è possibile soffermarmi in preghiera nei santuari mariani sparsi nel mondo. Ognuno di essi è la “casa di Maria”, dove i pellegrini trovano una Madre che accoglie, consola, sostiene, orienta a Dio e al prossimo, aiuta a ricuperare il vero senso della vita. Questo vale in modo significativo per il Tempio di Monte Grisa, innalzato su questo altipiano carsico a perenne ricordo della consacrazione dell’Italia a Cristo Signore per mezzo del Cuore immacolato di Maria, avvenuta il 13 settembre 1959 a conclusione del XVI Congresso eucaristico nazionale. A quanti entrano in questo Tempio per incontrarsi con la Madre del Redentore, certamente Maria ripete l’invito a rinnovare l’alleanza con Dio nell’obbedienza d’amore all’unico Mediatore Gesù Cristo: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2, 5). Dall’Atto di consacrazione che interessa la recente storia religiosa dell’Italia, amo risalire a un illustre rappresentante dell’antica Chiesa di Aquileia: il vescovo Cromazio, vissuto nel IV secolo. Egli invitava a non separare mai Maria dalla Chiesa, di cui Ella è segno distintivo. Partendo dalla presenza della Madre di Gesù e dei suoi fratelli nel Cenacolo, Cromazio conclude con queste incisive parole: “Pertanto la Chiesa non può essere detta tale se non è presente Maria, la Madre del Signore, insieme con i suoi fratelli. Infatti la Chiesa di Cristo esiste là dove si predica l’Incarnazione di Cristo dalla Vergine; e dove predicano gli Apostoli, che sono i fratelli del Signore, là si ascolta il vangelo” (Sermoni, 30). Se è vero che senza Maria non c’è Chiesa, dobbiamo ancora concordare con Cromazio che la Chiesa è la “casa di Maria”, in quanto in essa “abita Maria, la Madre del Signore” (Sermoni, 29).

3. In tale prospettiva, il Tempio votivo di Trieste diviene un “segno” di ciò che deve essere la Chiesa: la “casa di Maria”, dove i fedeli professano la fede nell’Incarnazione, inizio e fondamento dei misteri di Cristo, e ascoltano con fede la predicazione apostolica. Inizia oggi il mese di maggio, dedicato alla celebrazione della Madre del Signore. Mentre si risveglia la natura ed esplode la primavera con i suoi fiori variopinti, il cuore dei fedeli si rivolge a Maria di Nazaret, fiore della nuova umanità plasmata dallo Spirito. È giusto, è bello che sia così. Se l’Avvento è “un tempo particolarmente adatto per il culto della Madre del Signore” (Marialis cultus, 4), altrettanto potremmo affermare del mese di maggio, che cade ordinariamente nel tempo pasquale tra le due effusioni dello Spirito cui Maria è stata presente: al Calvario e nel Cenacolo (cf. Gv 19, 30; At 2, 1-4). Auspico che la celebrazione del mese mariano si armonizzi con la liturgia ed evidenzi i nessi organici di Maria col mistero di Cristo e della Chiesa. Occorre mettere in rilievo il rapporto ineffabile della Vergine con le Persone della Trinità, presentando Maria come un’icona della vocazione alla santità, pur tra le vicissitudini della vita terrena.

4. A Te, o Madre, che sei venerata in questo Tempio nella bianca effigie di Fatima, rinnovo l’affidamento della Comunità ecclesiale italiana e della Chiesa universale. Implora, o Regina misericordiosa, la grazia dello Spirito Santo perché noi tutti, discepoli del tuo divin Figlio, siamo fedeli agli impegni del battesimo e camminiamo sempre sulla via del Vangelo. Allarga, o Maria, il tuo Cuore immacolato e accogli le famiglie dei Popoli dell’Oriente e dell’Occidente, del Sud e del Settentrione, perché radunate in pace e concordia nell’unico popolo di Dio glorifichino la santissima e indivisibile Trinità.

Amen.

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

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