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VISITA PASTORALE IN FRIULI-VENEZIA
GIULIA
DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II DURANTE LA SOSTA AL SACRARIO MILITARE DI REDIPUGLIA
Redipuglia (Udine) - Domenica, 3 maggio 1992
Carissimi fratelli e sorelle!
Di fronte a questo maestoso Sacrario, il più grande d’Italia, sento in me una
profonda commozione, ricordando il sacrificio di migliaia di giovani, e le
sofferenze causate dalla guerra.
Da questo luogo, ricco di memorie e di religiosi sentimenti, rivolgo a
ciascuno di voi il mio cordiale pensiero. Saluto il Ministro della Difesa, l’On.
Virginio Rognoni, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo
d’Armata Goffredo Canino e gli altri Capi di Stato Maggiore, Generali,
Ufficiali, Sottufficiali, Soldati di tutte le armi e specialità. Saluto il
Sindaco di Fogliano. Saluto, inoltre, l’Ordinario Militare Mons. Giovanni Marra,
i cappellani militari presenti e in particolare voi militari, che prestate il
vostro servizio in divisa nella Regione Friuli-Venezia Giulia e in tutto il
Paese. Ripeto quest’oggi a voi quanto già altre volte ho avuto occasione di
dire: Siate sempre autentici “ministri della sicurezza e della libertà” del
vostro popolo. Adempite con rettitudine e spirito cristiano il vostro dovere;
cooperate attivamente a rendere stabile la pace nel mondo, proseguendo con
generosità le missioni umanitarie di solidarietà internazionale a voi affidate.
Inginocchiandoci dinanzi a questo altare, che commemora il sacrificio
generoso di tante vite umane, desidero rendere omaggio alla Patria italiana, per
la quale questi giovani sono caduti in battaglia. Mi inginocchio a pregare
idealmente anche per tutti i luoghi del mondo che raccolgono i caduti di tutte
le guerre, e in particolare per quelli che riposano nel vicino cimitero
austro-ungarico. Nello stesso tempo, vorrei raccogliere da loro un pressante
invito alla pace: pace per la vostra terra, pace per la diletta Nazione
italiana, pace per l’Europa e il mondo intero.
Iddio protegga e benedica tutti voi qui presenti, l’Italia e tutta l’umanità.
Vi accompagni anche la mia benedizione che volentieri imparto a ciascuno di voi,
alle vostre famiglie, ai cappellani militari che curano la vostra assistenza
religiosa e assicurano fra voi la presenza della Chiesa, e alle persone che
hanno voluto prendere parte a questa breve e suggestiva cerimonia.
Preghiera:
Dio dei nostri Padri, Padre di tutti, che nel tuo Figlio Gesù, principe della Pace, hai annunziato la pace ai vicini e ai lontani per riunire gli uomini di ogni razza e di ogni stirpe in una sola famiglia, noi ti preghiamo di concedere la vita senza fine e la tua pace ai caduti di tutti i fronti che riposano, molti senza un nome, in questa terra, bagnata dal loro sangue.
Il loro sacrificio e il loro eroismo, mentre aprono il cuore alla riconoscenza e ravvivano i grandi ideali di libertà e di amore alla terra madre, suscitano sentimenti di tolleranza, di non violenza e di pace.
Per questo, in comunione con Maria, la Madre di Gesù, ti supplichiamo, o Padre, che chiunque salga i gradini di questo sacrario, sia illuminato dallo Spirito del tuo Figlio e maturi nella sua coscienza il desiderio di operare per la pace, nel rispetto di tutte le creature.
Illumina i responsabili delle nazioni, perché alla luce della lezione che viene dalla storia mai più alla guerra affidino il compito di risolvere problemi di convivenza tra i popoli.
La pace donata dal tuo Figlio, Crocifisso e Risorto, fiorisca nelle nostre contrade, rechi agli uomini e alle donne del nostro tempo il gusto di far maturare quei valori che mai tramontano e che costruiscono il tuo Regno.
Amen.
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Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana
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