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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI
PELLEGRINI DELLA BASILICATA
Sabato, 30 maggio 1992
Carissimi fratelli e sorelle!
1. Siete venuti quest’oggi a incontrarmi per ricambiare la visita che ho
avuto la gioia di effettuare alle Comunità ecclesiali della cara Basilicata il
27 e 28 aprile dello scorso anno. Quel viaggio apostolico, che, a causa delle
condizioni meteorologiche, dovette essere differito di alcuni giorni, ha
lasciato nel mio cuore una profonda impressione e di esso conservo un gradito
ricordo. Vi sono vivamente riconoscente per l’odierno gesto di affetto, che
molto apprezzo, e desidero ancora rinnovare le espressioni della più sentita
gratitudine per la calorosa accoglienza avuta in quei giorni di intensa
spiritualità. Rivedo volentieri i vostri volti e porgo a tutti il mio cordiale
saluto. Rivolgo un particolare pensiero ai Pastori, che reggono con amore e
dedizione le sei Diocesi della Lucania: Monsignor Giuseppe Vairo, Arcivescovo di
Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, che si è fatto interprete dei vostri comuni
sentimenti di fedele attaccamento alla Sede apostolica; Monsignor Ennio
Appignanesi, Arcivescovo di Matera-Irsina; Monsignor Michele Scandiffio,
Arcivescovo di Acerenza; Monsignor Rocco Talucci, Vescovo di Tursi Lagonegro;
Monsignor Vincenzo Cozzi, Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa; Monsignor Francesco
Zerrillo, Vescovo di Tricarico. Porgo il mio deferente saluto agli Onorevoli
Parlamentari e alle altre Autorità qui presenti e, attraverso di loro, a quanti,
nei vari settori della Pubblica Amministrazione, hanno la grave responsabilità
dell’ordine e dello sviluppo, e volentieri rinnovo a ciascuno l’augurio di un
lavoro sempre più efficace e incisivo. Saluto tutti voi, cari fratelli e sorelle
della Basilicata, terra generosa e accogliente. In questo vostro soggiorno
romano, che vi offre l’opportunità di sostare in comune preghiera presso la
tomba del Principe degli Apostoli, possiate sperimentare la presenza
consolatrice dello Spirito Santo: presenza che rinvigorisce l’entusiasmo della
fede e incoraggia ad affrontare senza paura gli impegnativi compiti della nuova
evangelizzazione. Una parola tutta speciale rivolgo a voi, cari ammalati, che
avete affrontato la fatica del viaggio per manifestare al Papa la vostra
devozione e assicurare il sostegno della vostra sofferente solidarietà. Vi sono,
per questo, molto riconoscente e vi ricordo nella preghiera.
2. È ancora vivo nella mia memoria il ricordo dei tanti incontri avuti
durante quel pur breve soggiorno pastorale: la visita ai “Sassi” di Matera; la
sosta nella Chiesa di “Santa Maria delle Virtù”; la solenne Santa Messa,
celebrata nella Piazza Aldo Moro-Matteotti, con la benedizione della “prima
pietra” della nuova chiesa parrocchiale, intitolata alla “Sacra Famiglia”, e di
altre sei chiese parrocchiali della Diocesi; la visita agli ospiti dell’Istituto
“Brancaccio” e l’incontro con i lavoratori presso gli stabilimenti Enichem di
Pisticci Scalo. Nella città di Potenza, poi, ho avuto la gioia di partecipare
all’Assemblea del Sinodo Diocesano, momento privilegiato per approfondire e
intensificare la comunione ecclesiale tra le varie componenti del popolo
cristiano. Mi ritorna alla mente l’incontro con gli Amministratori pubblici e i
Responsabili della società civile nel Teatro Stabile e quello con il mondo della
cultura all’Università. Ricordo la suggestiva celebrazione eucaristica nella
zona industriale di Tito Scalo per i fedeli dell’intera Basilicata,
l’appuntamento con le Religiose, l’inaugurazione del nuovo Seminario di Potenza
e, soprattutto, la grandiosa manifestazione giovanile nello Stadio “Viviani”,
che ha chiuso il mio viaggio apostolico. Le attese dei giovani, la loro
fiduciosa e aperta aspirazione a un mondo più giusto e solidale, la loro voglia
di esigente impegno apostolico debbono costituire uno stimolo costante per la
comunità ad ascoltare, a riflettere, ad agire. Riallacciandomi a quanto ebbi a
dire a conclusione di quella indimenticabile festa giovanile, vorrei ripetere,
questa mattina, a voi pellegrini lucani: “Siate ottimisti! Non lasciatevi mai
sopraffare dallo scoraggiamento e dalla paura! Non cedete alla tentazione della
mediocrità e dell’abitudine! Coltivate nell’animo desideri alti e generosi!
Seguite le orme del Divin Maestro, che vuol fare di voi i suoi testimoni! Vi
sostiene e vi sorregge la speranza cristiana”. Sì, il Signore chiama ciascuno di
voi ad essere realizzatore infaticabile del suo disegno di salvezza, che cambia
i cuori. Cristo ha bisogno di voi per fare della vostra Regione una terra di
pace e di speranza.
3. Viviamo nella società attuale una situazione instabile, caratterizzata
dalla frammentarietà delle scelte. Mancano spesso, o non sono sufficientemente
delineati, validi punti di riferimento a cui ispirare la propria esistenza.
Diviene, pertanto, sempre più importante costruire l’edificio della propria vita
e il complesso delle relazioni sociali sulla roccia stabile della “Parola di
Dio” e sulle direttive del Magistero della Chiesa, che fedelmente la interpreta.
Si comprende sempre più l’importanza determinante dell’affermazione di Gesù:
“Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo
saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia,
strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed
essa non cadde, perché era fondata sulla roccia” (Mt 7, 24-25). Come agli
Apostoli, Egli ripete ancor oggi a voi: “Non sia turbato il vostro cuore e non
abbia timore” (Gv 14, 27), Egli è con noi, agisce potentemente con la
forza del suo Spirito. Ci invita a crescere nella fiducia e nell’abbandono alla
sua volontà, nella consapevolezza della nostra vocazione e nello sforzo di
diventare adulti nella fede, nella speranza e nella carità. Ma adulto, come
ricordavo nel recente incontro con i Vescovi italiani, riuniti in Assemblea
Generale, non è colui che non soggiace a nessuno e che di nessuno necessita nel
suo fare e produrre, Secondo la dottrina del Vangelo, “adulto”, e cioè “grande”
e “maturo”, è colui che si fa piccolo, umile e servo. È urgente, perciò,
preoccuparsi di formare le coscienze alla luce della verità rivelata, È
indispensabile riaffermare con vigore il primato di Dio, da cui trae senso e
spinta ogni umano progetto, anche per quanto concerne l’edificazione della città
terrena (cf. Sal 127, 1).
4. La società moderna attende dai credenti una convinta, sincera e credibile
testimonianza di fede, sempre più unita all’impegno della carità. Per mezzo
della carità, infatti, anche anime lontane o apparentemente avverse riescono ad
avvicinarsi alla verità e convertirsi all’amore misericordioso del Padre
celeste. A questo proposito come non esprimere il mio vivo compiacimento per il
lavoro che la Caritas regionale svolge in favore del popolo albanese? Questi
nostri fratelli ricevono, grazie alla vostra disponibilità, non solo un soccorso
materiale, ma sperimentano soprattutto il calore di una famiglia solidale, che
attraverso il gemellaggio con il distretto Girocastro, nell’Albania meridionale,
li aiuta a superare la loro difficile situazione e permette loro di sperimentare
l’amore di Cristo per ogni uomo, in particolare per chi è nel bisogno. Sono pure
lieto di apprendere che tra breve inizieranno i lavori di costruzione della
“Casa del sorriso”, di cui benedissi il progetto lo scorso anno. Essa sorgerà
nel rione Lucania a Potenza, accanto alla parrocchia San Giuseppe, per tener
desta la speranza, dando consistenza alle aspirazioni più volte ribadite durante
la mia Visita pastorale.
5. Cari fratelli e sorelle della Basilicata! Voi siete e resterete presenti
nel mio pensiero, nell’affetto e nella preghiera. Come feci nel corso del mio
pellegrinaggio nella vostra terra, affido a Maria Santissima, quest’oggi, voi e
le vostre Comunità. Perseverate con Lei nell’orazione; con Lei camminate sulle
strade della fede e della carità; vivete e proclamate con Lei il Vangelo della
speranza.
Vi accompagna, carissimi fratelli e sorelle, la benedizione, che con grande
affetto vi imparto, estendendola a tutti i vostri cari.
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Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana
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