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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PELLEGRINI DI AUTUN, CHALON E MÂCON
PARTECIPANTI AL SOLENNE RITO DI CANONIZZAZIONE
DEL BEATO CLAUDIO LA COLOMBIÈRE

Domenica, 31 maggio 1992

 

Cari amici,

Dopo la canonizzazione di Claudio La Colombière, sono contento di ritrovarmi un momento con voi, pellegrini delle diocesi di Autun, Chalon e Mâcon, accompagnati da Monsignor Raymond Séguy. Siete qui per condividere la gioia della Chiesa intera di includere nel numero dei santi questo grande testimone della storia spirituale del vostro paese.

Accogliendovi, i ricordi preziosi del mio pellegrinaggio a Paray-le-Monial si ravvivano. Sono felice di salutare in voi i rappresentanti di questa cittadina dalla grande tradizione monastica e religiosa, sempre viva, sempre rinnovata, e rappresentata soprattutto dalla santa Visitandina Margherita Maria e dal Santo Gesuita Claudio.

Nel XVII secolo, la scelta del Signore ha in qualche modo fatto scaturire una nuova sorgente nella vostra città, una sorgente d’amore misericordioso e in infinitamente generoso, alla quale hanno attinto generazioni di pellegrini. La fecondità di grazia che si lega al culto del Sacro Cuore si manifesta particolarmente attraverso lo sviluppo di cui il pellegrinaggio di Paray è stato protagonista in questi anni. Con le diocesi, le diverse comunità presenti hanno contribuito a far condividere a molti la ricchezza del messaggio affidato ai santi della vostra città.

Mi rallegro sapendo che Paray nutre la spiritualità di molti preti e religiosi, e ispira la prima formazione di un notevole numero di candidati al sacerdozio. Le sessioni che riuniscono giovani e famiglie sono un vero motivo di speranza per la vitalità della Chiesa nel vostro paese, senza dimenticare la partecipazione dei pellegrini di altre nazioni. Voi vi preoccupate anche di dare larga importanza all’arte sacra, che è giusto favorire affinché i nostri contemporanei possano esprimere meglio la lode a Dio e celebrare il tesoro del suo amore.

A tutti coloro che lavorano nella vita pastorale quotidiana e all’animazione dei pellegrinaggi e delle sessioni rivolgo un incoraggiamento: penso, in particolare, alle comunità monastiche, ai sacerdoti della diocesi, ai Padri Gesuiti, alla Comunità dell’Emmanuel, ai fedeli della città e di Saône-et-Loire, oltre a tutti quelli che si uniscono ad essi nello stesso fervore. Che San Claudio La Colombière e Santa Margherita Maria vi assicurino la loro intercessione, e ottengano dal Signore di rendere sempre più vivo il fuoco spirituale che ha voluto a Paray-le-Monial!

Nella gioia di questa festa, invoco su di voi la benedizione di Dio.

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

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