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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DI SACERDOTI EX-ALUNNI
DEL PONTIFICIO COLLEGIO AMERICANO DEL NORD

Sabato, 7 novembre 1992

 

Eminenze, eccellenze,
Cari fratelli in Cristo,

1. Sono molto lieto di dare il benvenuto agli ex alunni del Pontificio Collegio Americano del Nord insieme con il Rettore, il corpo docente, gli studenti di Colle Gianicolo e gli studenti sacerdoti della Casa di Santa Maria dell’Umiltà. Durante quest’anno, in cui si commemora il V centenario della prima predicazione del Vangelo ai popoli delle Americhe, siete ritornati a Roma dove riceveste la vostra formazione spirituale, dottrinale e pastorale che ha alimentato il vostro apostolato come ambasciatori di Cristo (cf. 2 Cor 5, 20) e come ministri della Chiesa. È conveniente che voi rendiate grazie in questa Città, la “communis patria” dei fedeli cattolici, per l’abbondante raccolto di fede e di opere buone ricavato negli Stati Uniti dalle generazioni di sacerdoti che sono venuti prima di voi. Allo stesso modo è giusto supplicare il Signore affinché ai cattolici del vostro Paese sia accordata la grazia necessaria per portare avanti la nuova evangelizzazione, tanto essenziale in questi ultimi anni del secondo millennio cristiano (cf. Redemptoris missio, 44).

2. Negli anni a partire dal 1859, quando i vescovi degli Stati Uniti, su invito di Papa Pio IX, per primi fondarono il vostro Collegio nell’antico monastero di Nostra Signora dell’Umiltà, l’avanzamento della missione della Chiesa nella società americana ha significato dover affrontare sfide e opportunità sempre nuove. Durante questo tempo, il Collegio Americano del Nord ha continuato a seguire il suo proposito originario: portare i propri studenti all’intima unione con Gesù Cristo, la cui vita e attività salvifica essi sono chiamati a condividere come sacerdoti. Come ho recentemente notato nella mia esortazione apostolica Pastores dabo vobis (n. 18), è proprio in questa unione con Cristo che noi come sacerdoti dobbiamo “scoprire la nostra vera identità, la sorgente della nostra gioia, la certezza della nostra vita”. Rafforzati nell’amore del buon pastore, gli ex alunni del Collegio hanno contribuito notevolmente alla costruzione della Chiesa nelle loro terre natie come fedeli predicatori del Vangelo e celebranti dei Sacramenti, presentando con credibilità e convinzione le verità immutabili della fede e attirando la loro gente, spesso di estrazioni etniche e sociali assai diverse, all’unità del corpo di Cristo.

Il vostro Collegio ha adempiuto alla sua missione principalmente mettendo in grado i suoi studenti di sperimentare la cattolicità della Chiesa in un modo unico e di partecipare di una tradizione viva che pervade ogni aspetto della loro formazione sacerdotale: dagli studi di teologica, fatti a contatto con professori e studenti di ogni parte del mondo, alle ore di silenziosa preghiera e contemplazione presso le tombe dei martiri e dei santi, alla loro vicinanza con il successore di Pietro e alla sua sollecitudine per tutte le Chiese (cf. 2 Cor 11, 28). Oggi che le circostanze dell’apostolato domandano soprattutto che il sacerdote sia un “uomo di comunione”, profondamente radicato nella verità e nella carità di Cristo (cf. Pastores dabo vobis), tale esperienza formativa rimane tanto preziosa quanto mai. Prego affinché il Collegio Americano del Nord continui a favorire nel vostro Paese la crescita di persone di Dio infondendo nei giovani sacerdoti un amore sempre più profondo per la Chiesa come mistero di comunione che abbraccia uomini e donne di ogni tempo e luogo e accendendo lo zelo per servire questo mistero in ogni aspetto della vita sacerdotale.

3. Cari fratelli, durante questi giorni della vostra riunione, possiate essere rinnovati dal dono dello Spirito Santo che avete ricevuto nel giorno della vostra ordinazione. Spero che, nella fedeltà alla vostra consacrazione come partecipi al sacerdozio di Gesù Cristo, capo e pastore della Chiesa, coopererete sempre più pienamente al piano divino “di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra” (Ef 1, 10).

Raccomandando tutti voi all’amorevole intercessione di Nostra Signora dell’Umiltà, patrona del Collegio, cordialmente imparto la benedizione apostolica come pegno di gioia e di pace in Gesù suo Figlio.

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

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