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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PELLEGRINI DELLE DIOCESI DI CREMONA, CREMA E LODI

Sabato, 7 novembre 1992

 

Venerati Confratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
Carissimi fratelli e sorelle,

1. A pochi mesi dal Viaggio apostolico, che ho avuto la gioia di compiere nelle vostre Diocesi di Cremona, Crema e Lodi, voi, con sentimenti di fede profonda, siete venuti a “restituire” la visita e a rinnovare, presso la Tomba di Pietro, i propositi di coerente vita cristiana allora formulati. Vi ringrazio di cuore per questa vostra imponente manifestazione e a tutti porgo il mio affettuoso saluto, con un particolare pensiero per i Vescovi Mons. Libero Tresoldi e Mons. Giacomo Capuzzi, come pure per le Autorità religiose e civili presenti. Con viva commozione ricordo poi il Vescovo di Cremona, Mons. Enrico Assi, che non è più tra noi. Egli tanto si era prodigato per la buona riuscita della Visita, vedendo in essa un’occasione di crescita spirituale per tutta la Diocesi e uno stimolo per il miglior esito del Sinodo intrapreso. Purtroppo, appena terminate le fatiche di quelle storiche giornate, Monsignor Assi è stato colpito da malore e poco tempo dopo il Signore lo ha accolto con sé nell’eterna felicità del cielo, da lui ben meritata con il lungo e fervido servizio di Sacerdote e di Vescovo. Avendo ancora negli occhi la sua immagine affabile e sorridente, ripenso alle varie tappe del mio pellegrinaggio in terra lombarda e soprattutto risento il calore dei vostri cuori, che esprimevano la vostra profonda fede cristiana e il vostro devoto e sentito ossequio. Ancora vi ringrazio e, ricordando la sosta in preghiera davanti all’immagine di “Nostra Signora del Sacro Fonte”, desidero ripetervi l’esortazione che allora pronunciai indicandovi i vostri compiti: “Siete chiamati ad essere nuovi evangelizzatori in una società che spesso abbandona e trascura le intramontabili verità del Vangelo, lasciandosi attrarre dagli illusori e momentanei miti del successo e del benessere materiale. Siete chiamati a diffondere giustizia e solidarietà in un mondo che rischia di essere dominato dall’indifferenza e dalle regole del profitto a ogni costo...”.

2. Se rivedo i vari momenti del pellegrinaggio compiuto nella vostra terra, mi sembra che esso sia qualificato dalla preziosa realtà della “comunione”. In ogni Città, si è sempre realizzata innanzitutto una vera “comunione sociale”, mediante gli incontri con le popolazioni: a Crema in Piazza Garibaldi, a Lodi nella Piazza del Broletto e poi a Cremona nei giardini dell’Ospedale Maggiore. In tali incontri comunitari erano anche presenti le Autorità del Governo, della Regione, della Provincia e dei Comuni, che ancora intendo ringraziare per la loro gentile e deferente partecipazione. In tali occasioni sempre esortai e invogliai all’amore reciproco, alla carità fraterna, all’aiuto vicendevole, alla pratica della giustizia e della legalità, all’unità degli intenti e degli impegni, al superamento delle divisioni, correggendo gli errori con pazienza tenace e promuovendo la pace e il vero benessere.

3. Durante la Visita, però, ciò che soprattutto s’è manifestato è stata la “comunione ecclesiale”. La si è vista negli incontri con le varie categorie che formano la Chiesa, “Corpo Mistico” di Cristo e “Popolo di Dio”: con i sacerdoti, con i religiosi e le religiose, con i laici qualificati, con i malati e i membri del “volontariato”, con i giovani. In ogni gruppo di persone si è pregato, si è meditata la “Parola di Dio”, si sono formulati propositi di vita cristiana sempre più coraggiosa e intensa. Ho esortato ogni Chiesa locale a non lasciarsi prendere dallo smarrimento, a non cedere all’indifferenza diffusa, a non immergersi nel torpore del consumismo, a impegnarsi nella nuova evangelizzazione, ribadendo che essa “è adattamento senza compromessi, è aggiornamento senza riduzioni, è salvaguardia dell’identità (cristiana) nella piena comunione con la Chiesa universale” (Discorso a Crema). Voglio in specie ricordare, nell’ambito della “comunione ecclesiale”, il grandioso incontro con i giovani la sera di sabato, sul piazzale del Santuario di Nostra Signora del Sacro Fonte a Caravaggio: serata davvero indimenticabile sia per la moltitudine dei giovani lombardi accorsi all’incontro, sia per il fremente entusiasmo della manifestazione, che si articolò in tre parti distinte concernenti il “nascere”, il “morire” e il “vivere”, e fu contrassegnata dai tre simboli della veglia: l’acqua, la croce e il fuoco. Invitando i giovani a “smascherare ogni tentativo di sottomettere il valore della vita all’abuso dell’uomo sull’uomo”, ho detto allora e oggi ripeto ancora: “Aprite lo spirito a Cristo, carissimi giovani!... Conoscerete così la Verità che rende liberi, incontrerete l’Amore che trasforma e santifica. Tutto infatti riveste senso e valore, quando lo si considera nella luce della persona e dell’insegnamento del Redentore!”.

4. Infine mi piace rilevare che la Visita nelle tre Diocesi è stata l’occasione per il manifestarsi di una profonda “comunione eucaristica”. Si celebrava, infatti, in quei giorni la Solennità del “Corpus Domini”. Era quindi ovvio che l’attenzione si concentrasse sull’Eucaristia, come presenza reale e sacrificale di Cristo. Nell’Omelia della Santa Messa celebrata a Lodi, in Piazza della Vittoria, dicevo che “la Chiesa si specchia nel Sacramento eucaristico come nella sorgente da cui zampilla la propria vita. Lì sta il nucleo incandescente e il cuore palpitante della Chiesa, che in esso può leggere la storia della propria vocazione”. A Caravaggio ebbi l’onore e la gioia di dichiarare “beato” il sacerdote Francesco Spinelli, Fondatore delle “Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento”, il cui ministero sacerdotale si può così sintetizzare: “Amore a Cristo eucaristico e servizio al povero, icona di Cristo”. Egli infatti visse, “per amare e per far amare l’Eucaristia”. Ma anche gli altri Santi, che ricordai nelle varie tappe del mio pellegrinaggio in Lombardia, furono eroici seguaci di Cristo e testimoni del suo amore mediante la devozione eucaristica. Significativamente la Visita pastorale si è conclusa a Cremona con la lunga e devota processione del “Corpus Domini” dalla Cattedrale a Piazza Marconi. “Il Signore è con noi e guida il nostro cammino!”, dicevo ai fedeli cremonesi al termine della commovente manifestazione di fede. La “comunione eucaristica” vissuta in quei giorni benedetti prolunghi in ogni momento della vostra vita l’attuazione del comandamento della fede e della carità cristiana: la “comunione eucaristica” diventi davvero comunione ecclesiale e sociale!

5. Carissimi fedeli di Cremona, Crema e Lodi! La visita alle vostre illustri Chiese si è svolta anche nel segno della “comunione mariana”. Ho presenti le parole che il compianto Mons. Enrico Assi mi disse accogliendomi la prima sera al Santuario di Caravaggio: “Padre Santo, anche se non mancano talune preoccupazioni... noi guardiamo con immensa fiducia al futuro, perché ci affidiamo alla protezione della Vergine. Ella ricondurrà la nostra società soavemente e fortemente al suo Gesù!”.

Nella pia memoria dell’amato Vescovo defunto, vi invito a raccogliere e a seguire questa sua preziosa indicazione: sappiate affidarvi a Maria Santissima, nostra Madre celeste e nostra guida sicura. Oh, certo! Le preoccupazioni e le difficoltà di una vita autenticamente cristiana, soprattutto in questo nostro tempo, sono molto gravi. Il cristiano deve annunziare e vivere le verità immutabili della Rivelazione di Cristo in un mondo che vuole essere invece radicalmente storicista e relativista. Eppure Gesù Cristo ha vinto il mondo e la sua Verità non tramonta!

Bisogna perciò approfondire sempre più e sempre meglio il messaggio della Dottrina cattolica e nello stesso tempo pregare con fiducia la Vergine Santissima, affinché mantenga i suoi figli fedeli, coerenti e fervorosi.

“Abbiamo bisogno di Te, Santa Maria della Croce – così pregavo nel Santuario di Crema e così voglio con voi pregare a conclusione di questo incontro – abbiamo bisogno della tua presenza, amorevole e potente.

- Insegnaci a confidare nella Provvidenza del Padre, che conosce ogni nostro bisogno

- mostraci e dona il tuo Figlio Gesù, Via, Verità e Vita

- rendici docili all’azione dello Spirito Santo, fuoco che purifica e rinnova...

A Te, quest’oggi tutti insieme ci affidiamo, in Te confidiamo, Te amiamo! Cammina con noi, Santa Maria della Croce! Amen!”. E vi accompagni anche la mia benedizione, che con grande affetto rinnovo a voi ed estendo alle vostre care Comunità diocesane!

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

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