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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
IN OCCASIONE DELLA VISITA ALLA MOSTRA «NUEVO MUNDO»

Martedì, 6 aprile 1993

 

Carissimi fratelli e sorelle!

Sono venuto con piacere a visitare questa suggestiva esposizione, realizzata dalla Biblioteca apostolica Vaticana in collaborazione con la Società Muse. Essa si colloca nel vasto programma di iniziative promosse dalla Santa Sede, in occasione del Quinto Centenario della scoperta e dell’evangelizzazione del Nuovo Mondo.

Saluto cordialmente Monsignor Luigi Poggi, Pro Bibliotecario e Pro Archivista di Santa Romana Chiesa, il Prefetto della Biblioteca apostolica Vaticana, Padre Leonard Boyle, il Prefetto dell’Archivio Segreto, Padre Joseph Metzler, i responsabili, il personale della Società Muse e tutti i presenti.

Il percorso espositivo mi ha permesso di ammirare la fedele ricostruzione ambientale e la preziosa raccolta di eccezionali reperti delle civiltà precolombiane, messi generosamente a disposizione per l’occasione e provenienti dalle collezioni della Biblioteca apostolica, dal Pontificio Museo Missionario Etnologico, dall’Archivio Segreto e dai Paesi Latinoamericani.

L’esposizione rappresenta un’occasione di riflessione, permettendo di ammirare numerose testimonianze dell’arte e della spiritualità di diversi Paesi Latinoamericani.

L’arte del barocco latinoamericano raffigura quasi visivamente l’incontro della cultura cattolica con l’animo delle popolazioni indigene. Un’arte profondamente religiosa, che ha saputo ben coniugare le forme dell’iconografia cristiana con le tradizioni di quei popoli.

L’immagine di Nostra Signora di Guadalupe, posta al centro dell’esposizione, è certo un richiamo suggestivo del noto miracolo avvenuto il 9 dicembre 1531, ma soprattutto è “la stella dell’evangelizzazione e conseguentemente il simbolo dell’unità di tutti i popoli latinoamericani; nella sua devozione sono radicati i profondi valori della loro cultura cristiana” (Giovanni Paolo II, 12 maggio 1992).

È proprio dalla fedeltà al Vangelo, animatrice dell’impegno apostolico nei secoli passati, che deve nascere la spinta della “nuova evangelizzazione: nuova nel suo ardore, nella sua forza, nei suoi metodi, nella sua espressione” (Giovanni Paolo II, Port-au-Prince, Haiti 1983).

Mi compiaccio, pertanto, con i promotori, gli organizzatori e con tutte le Istituzioni che hanno contribuito al successo di questa importante iniziativa.

A tutti voi qui presenti, con viva gratitudine, imparto di cuore l’apostolica benedizione.

 

© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana

 

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