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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AL TERMINE DELLA «VIA CRUCIS» AL COLOSSEO

Venerdì Santo, 9 aprile 1993

 

1. Adorazione della Croce.

Nel pomeriggio ci siamo accostati al legno a cui fu appeso il Cristo, Salvatore del mondo: Ecce lignum Crucis. C’era un profondo silenzio nella grande Basilica di San Pietro; un forte raccoglimento regnava nei cuori dei presenti.

Si adorava la Croce!

2. Siamo poi venuti al Colosseo per ripercorrere la Via Crucis. Cristo ha detto: “Chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me” (Mt 10, 38). Diceva questo non solo per i suoi discepoli di allora, ma anche per quelli che sarebbero venuti dopo. Lo ripete a noi suoi discepoli di oggi. Siamo venuti al Colosseo, che ci parla della Roma antica. Allora la Croce entrò nella vita e nella morte dei primi cristiani, chiamati a dare testimonianza a Cristo col sacrificio della loro esistenza. La Croce riempiva la loro morte con la morte di Cristo; riempiva la loro morte con l’inesprimibile Vita: la sua Vita. “Chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà” (Mc 8, 35). Immolavano la vita, e la salvavano in Cristo. Ave Crux!

3. L’adorazione della Croce perdura lungo i secoli, nel succedersi delle generazioni. Anche il nostro secolo – questo secolo XX – ha conosciuto l’amara esperienza della persecuzione religiosa nei moderni “colossei” d’Europa e del mondo, in Oriente e in Occidente. A distanza di secoli, ecco ancora persone che, come i cristiani nell’antica Roma pagana, hanno saputo adorare la Croce col sacrificio della propria vita, hanno saputo abbracciare la Croce con la suprema testimonianza del martirio. Cristiani che sono andati incontro alla morte gridando: Ave Crux! La loro morte, grazie alla Croce di Cristo, diventa seme di vita nuova.

Ecce lignum Crucis.

4. Carissimi fratelli e sorelle, siamo venuti questa sera al Colosseo per partecipare alla Via Crucis. La Croce è anche la via. Cristo ha affermato: “Se qualcuno vuol venire dietro a me... prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Lc 9, 23). La Croce quindi è la via, la via della vita quotidiana. È, in certo modo, compagna di questa vita. In quante forme l’esperienza del prendere la “croce ogni giorno” si ripropone anche per ciascuno di noi! Viene chiamata con modi e nomi diversi. Spesso anzi l’uomo freme, non vuole pronunciare questo nome: “la croce”. Cerca altre definizioni, altri appellativi. Eppure questo nome è pieno di contenuto e di senso. Croce è parola salvifica, con cui il Figlio di Dio svela a ciascun uomo la totale verità su se stesso e sulla propria vocazione (cf. Gaudium et Spes, 22). Svela tale verità ad ogni uomo e ad ogni donna, e particolarmente a quanti sono nella sofferenza.

Alla persona sofferente la parola “croce” rivela che non è sola, ma cammina con Colui che, per primo, ha accolto la croce e, mediante la croce, ha redento il mondo.

5. Ecce lignum Crucis... Ecco il legno della Croce, a cui fu appeso il Cristo, Salvatore del mondo. Venite adoremus.

Oggi, Venerdì Santo, la Chiesa chiede a tutti di accogliere il messaggio salvifico della Croce di Cristo. Messaggio che è potenza di Dio e sapienza di Dio – come proclama san Paolo. Messaggio che racchiude la storia dell’uomo sulla terra, di ciascuno e di tutti: racchiude la speranza della Vita e dell’Immortalità.

Cristo ribadisce ad ogni creatura, a ciascuno di noi: “Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me” (Gv 12, 32).

Ave Crux!
Ave verum Corpus natum de Maria Virgine,
vere passum,
immolatum in Cruce pro homine...
Esto nobis praegustatum mortis in examine.
Amen!

 

© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana

 

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