DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AD UNA DELEGAZIONE LUTERANA DELLA SVEZIA
Sabato, 17 aprile 1993
Cari amici in Cristo,
Sono felice di accogliervi, vescovo Wadensjo e membri della diocesi di
c, in occasione della vostra visita a Roma. In questa Ottava di Pasqua,
in cui la Chiesa pone il suo sguardo fisso sul Signore risorto “il quale è stato
messo a morte per i nostri peccati ed è stato risuscitato per la nostra
giustificazione” (Rm 4, 25), cordialmente vi saluto con le parole
dell’apostolo Paolo: “Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù
Cristo” (1 Cor 1, 3). Con grande gioia ricordo la funzione ecumenica
tenutasi nella basilica di San Pietro il 5 ottobre 1991 per celebrare il sesto
centenario della canonizzazione di santa Brigida di Svezia. Quella celebrazione
indica una ricca eredità comune che cattolici e luterani condividono e che noi
dobbiamo continuare a incoraggiare.
Secondo le Scritture, la prima comunità di coloro che hanno creduto alla
testimonianza della risurrezione dalla morte di Gesù “aveva un cuor solo e
un’anima sola” (At 4, 32). Sebbene durante il corso dei secoli la piena
comunione tra quelli che sono nati “dall’acqua e dallo Spirito” (Gv 3, 5)
è stata tristemente spezzata, desidero rassicurarvi che la Chiesa Cattolica
rimane irrevocabilmente impegnata a restaurare quella piena unità visibile.
insieme. Tramite la nostra persistente preghiera, il dialogo sincero e
onesto, e la difesa comune degli autentici valori religiosi ed etici radicati
nel Vangelo, rimaniamo fiduciosi che Dio porterà a compimento l’opera buona che
egli ha già iniziato in noi (cf. Fil 1, 6).
Che “colui che ha risuscitato Gesù Cristo dai morti” (Rm 8, 11)
conceda a tutti voi abbondanti benedizioni di pace e gioia.
© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana
|