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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
AL POPOLO ALBANESE ALLA VIGILIA DEL VIAGGIO APOSTOLICO

Sabato, 24 aprile 1993

 

Carissimi fratelli e sorelle albanesi!

1. Alla vigilia della mia visita alla vostra diletta e nobile Nazione – visita cosģ a lungo attesa – desidero inviarvi un primo cordiale saluto, col quale intendo abbracciare tutti gli Albanesi.

Con vivo affetto saluto la Comunitą cattolica di Albania, pregustando la gioia di ordinare, nella Cattedrale di Scutari, i suoi nuovi Pastori. Dopo il lungo periodo di inaudita oppressione e violenza, a cui č stata sottoposta, possa essa riprendere con fiducia il suo cammino in grande fervore di comunione e di testimonianza, per l’edificazione del Regno di Dio e a vantaggio dell’intera societą.

Il mio pensiero deferente va, poi, al Signor Presidente della Repubblica, Dott. Sali Berisha, e alle Autoritą civili, politiche e militari del Paese. A tutti esprimo fin d’ora i miei sentimenti di gratitudine per la disponibilitą con cui hanno favorito la mia visita pastorale.

Invio un particolare saluto anche alla Chiesa autocefala ortodossa albanese, nonché alla Comunitą musulmana e a tutti i cittadini del Paese, con l’augurio che la mia visita serva a rinsaldare i legami di fraterna convivenza che hanno costantemente caratterizzato i rapporti fra le diverse confessioni religiose. Grazie all’impegno concorde di tutte le persone di buona volontą l’Albania saprą affrontare e risolvere i problemi non facili che le stanno dinanzi.

Carissimi fratelli e sorelle albanesi, vengo a voi nel nome di Dio. Vengo per implorare con voi e per voi un futuro di serenitą e di pace.

Mirupafshim tė nesėr! Zoti ju bekofte: (Arrivederci domani! Il Signore vi benedica!)

 

© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana

 

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