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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI RAPPRESENTANTI DELLA «PAPAL FOUNDATION»

Martedì, 27 aprile 1993

 

Vostre eminenze, signore e signori,

Sono lieto di salutare gli ufficiali della “Papal Foundation” in occasione della vostra visita annuale a Roma. Il mio particolare apprezzamento va al vostro presidente, il card. Krol, che ringrazio per le gentili parole che mi ha indirizzato a nome vostro, e ai cardinali membri e agli amministratori della Fondazione. Quest’anno ancora una volta esprimo la mia profonda gratitudine per l’assistenza pratica che mi state fornendo nel mio ministero di servizio alla Chiesa universale. Il lavoro della vostra Fondazione continua a portare una commovente testimonianza della generosità dei cattolici degli Stati Uniti e degli stretti legami di comunione che li uniscono alla Sede di Roma.

Oggi come sempre, le domande di comunione ecclesiale richiedono una grande condivisione di doni all’interno della Chiesa. Tale condivisione, sia che la natura dei doni sia in modo predominante materiale o spirituale, è un segno delle grazie abbondanti che rianimano e unificano le membra del corpo di Cristo ed è una sorgente di arricchimento spirituale nel ricevere come nel donare. Nell’unità della Chiesa, tutti i cristiani sono chiamati, come membra l’uno dell’altro, a servirsi reciprocamente secondo i doni concessi ad ognuno. Come ci ricorda il Concilio Vaticano II: “Questa solidarietà dovrà sempre essere accresciuta, fino al quel giorno in cui sarà consumata; in quel giorno gli uomini, salvati dalla grazia, renderanno gloria perfetta a Dio, come famiglia amata da Dio e da Cristo, loro fratello” (Gaudium et spes, 32).

A questo proposito, sono particolarmente grato per la prontezza della Papal Foundation a rispondere ai bisogni della Chiesa nei Paesi europei dove solo recentemente è stato possibile ritornare a una normale vita ecclesiale. Attraverso la vostra generosità, i nostri fratelli e sorelle in quei paesi saranno aiutati, tra le altre cose, a ricostruire strutture per la formazione di sacerdoti che eserciteranno il ministero di predicare il Vangelo e di celebrare i Sacramenti. Questi progetti sono cari al mio cuore. Essi promettono di portare abbondanti frutti in un rinnovamento della vita cristiana e di contribuire così al rafforzamento dell’intera Chiesa nella fede, nella speranza e nell’amore.

Cari amici: è mia fervente preghiera che il vostro desiderio di partecipare in questo modo pratico al mio impegno apostolico per tutte le Chiese (cf. 2 Cor 11, 28) ispirerà in voi un rinnovato impegno a pregare e a lavorare per la venuta del regno di Dio. A voi e a tutti coloro che contribuiscono al lavoro della Papal Foundation, cordialmente imparto la mia benedizione apostolica come pegno della grazia e della pace in Cristo nostro Salvatore.

 

© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana

 

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