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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AD UNA RAPPRESENTANZA DEI RAGAZZI DELL’AZIONE CATTOLICA
ITALIANA
Martedì, 21 dicembre 1993
Carissimi ragazzi e ragazze dell’Azione Cattolica Italiana! Fratelli e
sorelle in Cristo!
1. Sono lieto di porgere a tutti voi un affettuoso benvenuto per l’odierno
incontro – diventato ormai una gradita consuetudine – in occasione delle
festività natalizie. Saluto cordialmente i membri della Direzione Nazionale e
ringrazio l’Assistente generale, il caro Mons. Salvatore De Giorgi, per i
cordiali voti augurali che mi ha rivolto a nome di tutti. Ho ascoltato con
interesse la presentazione dell’itinerario vocazionale-battesimale, che
accompagnerà il cammino dell’Azione Cattolica durante l’anno sociale in corso.
2. Nella Festa del Natale, noi celebriamo il dono della salvezza offerta da
Dio all’umanità intera nel Figlio suo fatto uomo. Accostandoci al presepe,
contempleremo nel Bambino di Betlemme il segno visibile della volontà divina di
incontrarci e di stringere un’alleanza con ciascuno di noi. Nella sua
straordinaria ricchezza e onnipotenza Dio non ha temuto di abbassarsi al livello
delle sue creature, per offrire ad esse la sua amicizia.
Carissimi ragazzi e ragazze, auspico per ciascuno di voi, come pure per i
Gruppi che rappresentate, la riscoperta in profondità dell’amore divino, che
precede e sta alla base di ogni autentica esistenza al servizio del bene.
Vi esorto pertanto a proseguire nel vostro itinerario educativo, percorrendo
le grandi tappe della manifestazione dell’amore di Dio. Partendo dal mistero del
Natale che celebreremo fra pochi giorni, voi potrete, nel periodo della
Quaresima e di Pasqua, approfondire il grande annuncio della morte e della
risurrezione del Signore, per giungere, nel tempo dopo la Pentecoste, alla
considerazione dell’intima realtà della Chiesa, nella quale Cristo è presente e
continua ad operare in mezzo ai suoi discepoli attraverso lo Spirito Santo.
3. La riscoperta delle radici della fede e dell’impegno comunitario, sotto la
guida dei vostri Pastori, vi aiuterà a formarvi una solida coscienza ecclesiale,
sia come singoli sia come comunità. Potrete, in tal modo, prepararvi ad occupare
responsabilmente il vostro ruolo nella Chiesa, rispondendo generosamente alla
volontà del Signore che vi chiama ad essere suoi discepoli e coraggiosi
testimoni.
A conclusione del nostro incontro, intenso e gioioso pur nella sua brevità,
desidero ricambiare a ciascuno di voi, carissimi, i più cordiali voti augurali
di un santo Natale e di un Nuovo Anno sereno e ricco di grazia. Affido i vostri
impegni e i vostri propositi, come pure quelli di tutti i Soci dell’Azione
Cattolica, alla materna protezione di Maria Immacolata, davanti alla quale, l’8
dicembre scorso, avete rinnovato il vostro annuale impegno associativo. Con
questi sentimenti di cuore vi benedico, insieme con i vostri familiari,
assistenti ed amici.
Rivolgendosi ancora ai ragazzi il Santo Padre ha improvvisato il seguente
discorso.
Ringraziamo questo bambino, che ha parlato a nome di tutti i presenti e di
tutta l’ACR italiana. Ma, prima di tutto, mi domando se voi non avete un po’
sbagliato, sbagliato soprattutto indirizzo, perché penso che voi volevate andare
a Betlemme, probabilmente, per trovare Gesù. Ma poi la data: perché non è oggi,
è fra pochi giorni, il 24, a mezzanotte.
Ma, penso che voi non avete sbagliato. Avete e non avete. Perché siete venuti
per incontrare Gesù nella persona del Successore di Pietro, questo indegno
successore di Pietro, che vi accoglie oggi nella prospettiva della notte di
Betlemme, della notte natalizia. Di questa grande inaugurazione, questo grande
inizio, che si celebra ogni anno con il Natale. Allora non avete sbagliato
indirizzo, avete fatto bene.
Cosa vorrei rispondere? Dirvi soprattutto grazie. Ringraziarvi per la vostra
venuta, per i vostri doni, per le parole e, soprattutto, per la vostra presenza.
Siete giovani, ragazzi, ragazze, ACR Una bella parola. Siete dappertutto, a Roma
e in tutta l’Italia. Perché siete la speranza. Ma, qui, chi è la speranza è
soprattutto Lui, soprattutto Gesù. Voi siete la speranza perché siete vicini a
Lui, uniti a Lui. E siete venuti per mostrare come siete uniti a Lui, a Gesù,
nella sua Chiesa.
Cosa devo augurarvi? Auguro a voi, ai vostri coetanei tutti, a tutta l’ACR.
Buon Natale e Buon Nuovo Anno. Auguro soprattutto di avere una buona famiglia
perché abbiamo davanti la famiglia che accusa evidenti segni di crisi.
Auguro a voi tutti una buona famiglia e auguro che siate voi buoni segni di
questa famiglia; buoni ragazzi di questa famiglia; il futuro di questa famiglia.
Auguro che siate il cuore della famiglia, le diate sentimento di tutto ciò che
la riguarda, che la costruisce o che la istruisce.
Cari auguri! Se potete, fate questi auguri ai vostri colleghi, ai vostri
coetanei in tutta l’Italia. Vi sarei grato anche per questo messaggio. Vi ripeto
che non avete sbagliato. Avete trovato un buon indirizzo. Vi dico anche di più,
che dovete qualche volta tornare a questo indirizzo. Siete sempre i benvenuti.
Probabilmente non posso essere accolto nell’ACR. Ho troppi anni, ma di
spirito sì, posso essere accolto.
© Copyright 1993 - Libreria Editrice
Vaticana
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