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VIAGGIO PASTORALE IN BENIN, UGANDA E KHARTOUM

INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
CON LE NUOVE GENERAZIONI NELLO STADIO NAKIVUBO

Kampala (Uganda) - Sabato, 6 febbraio 1993

 

Cari giovani dell’Uganda,

1. Come sono felice di incontrarvi! Nel vostro gioioso entusiasmo ed amore vedo riflessa la luce di Cristo. Stasera state condividendo la vostra giovinezza con il Papa e lo rendete di nuovo giovane! Qui nello Stadio Nakivubo, attraverso Cristo, la luce splende nelle tenebre (cf. Gv 1, 5), siamo uniti come amici (cf. Mt 18, 20). Restituisco a ciascuno di voi – e a tutti i giovani dell’Uganda – quello stesso amore di Cristo che vi colma (cf. 2 Cor 5, 14) e che mi avete dimostrato. Amiamoci sempre gli uni gli altri, “perché l’amore è di Dio” (1 Gv 4, 7)! Le vostre brevi rappresentazioni hanno descritto in modo onesto e creativo i gravi problemi cui si trovano di fronte oggi i giovani dell’Uganda. Condivido la vostra tristezza e la vostra delusione per le opere delle tenebre che vi circondano (cf. Ef 5, 11). Nonostante le numerose prove che dovete affrontare – di studenti senza il supporto della famiglia e opportunità per il futuro, di lavoratori che devono affrontare la disoccupazione e le difficoltà economiche, di giovani provenienti dalle aree rurali che sono spesso sfruttati e privi di ogni servizio, di coloro che sono malati di Aids – non siete vinti dallo sconforto. L’oscurità non ha spento la vostra luce. So che nei vostri cuori soffrite quando vedete l’apparente trionfo dell’ingiustizia, della corruzione e della violenza. In quanto vostro Padre ed amico, il Papa comprende quanto possa essere difficile mantenere viva la luce della speranza che arde nei vostri cuori.

2. Tuttavia voi potrete chiedere, come facciamo a garantire che la tenebra del male non sconfiggerà la luce della bontà nel nostro mondo? La Chiesa ha solo una risposta, sempre antica e sempre nuova. Aprite i vostri cuori e le vostre menti a Gesù Cristo. Egli è il vostro fratello, che è sempre fedele. Egli è il vostro Redentore, che è morto ed è risorto per voi. Egli è il vostro Signore, che vi porta alla gloria. Con Cristo, la “luce del mondo” (Gv 8, 12), potete vincere l’oscurità del peccato che incombe con la sua ombra su questa terra di sole. Con Cristo, il Salvatore del mondo, sarete vittoriosi (cf. Gv 16, 33)! Cristo è alla porta del vostro cuore (cf. Ap 3, 20). Egli vuole entrarvi per condividere con voi la fiamma del suo amore sacrificale. Ma se dovete aprire la porta in modo che Cristo possa illuminarvi (cf. Ef 5, 14), dovete prima sentirlo bussare. Questo significa che ogni giorno dovete sfuggire dal turbinio del rumore e della confusione e dovete, per qualche minuto, essere silenziosi e calmi. “Chi tra voi è nel dolore preghi!” ci dice San Giacomo (Gc 5, 13). Più che parlare, la preghiera è ascolto. Il Padre ci dice: “Questi è il mio Figlio prediletto: ascoltatelo!” (Mc 9, 7). Attraverso la preghiera sarete illuminati, ristorati e rafforzati per il viaggio della vita. Quando pregate, qualcuno di voi sentirà il Signore che lo invita a seguirlo come un sacerdote o un Religioso. Se sentirete la sua voce gentile che vi chiama, non abbiate paura! Dite con entusiasmo: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta” (1 Sam 3, 9). Contate sulla forza di Dio (cf. Fil 4, 13) e siate certi che l’amore di Gesù vi sosterrà.

3. Poiché siete battezzati la luce del giorno sta già splendendo nei vostri cuori. Siete stati chiamati dalle tenebre alla meravigliosa luce di Dio (cf. 1 Pt 2, 9). Voi siete “figli della luce” (Gv 12, 36)! Nella sua Lettera agli Efesini, San Paolo ricorda ai Cristiani che debbono vivere in modo degno della chiamata che hanno avuto dal Signore (cf. Ef 4, 1). “Comportatevi perciò come i figli della luce” (Ef 5, 8). Nelle vostre famiglie, nelle comunità e nella nazione la luce di Cristo ha già brillato fortemente – nell’eroismo dei vostri martiri, nella vitalità delle vostre nobili tradizioni, nella carità dei credenti. Essi hanno passato l’ardente torcia dell’amore evangelico a voi, generazione dell’Uganda di domani, speranza della Chiesa futura! Dio invita – tutti e ciascuno di noi – a camminare nella luce come compagni di Cristo (cf. Gv 1, 7). Il Principe di questo mondo, tuttavia, spesso cerca di spegnere la vostra luce. Abbiamo sentito le solenni parole di San Giovanni: “Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce” (Gv 3, 20). Le vostre canzoni e le vostre rappresentazioni mi dicono che voi non volete inciampare e cadere. Come i giovani di ogni parte del mondo, voi desiderate fortemente camminare nella luce. Ma come potete brillare “come stelle che illuminano il cielo” (cf. Fil 2, 15)? L’Uganda ha bisogno di una generazione di giovani ben preparati. Dovete prepararvi alle future responsabilità dedicandovi allo studio, all’amore della castità e alla solidarietà in comunità.

4. So che siete convinti che una sana educazione è necessaria sia per la vostra maturità personale che per lo sviluppo della vostra nazione. Eppure mi avete detto che restare nella scuola è spesso molto difficile e che siete tentati di abbandonarla. Chiedete: a che servono tanti sforzi? Dalla mia esperienza di studente in tempo di guerra nella mia terra posso assicurarvi che la scuola è una delle vie principali che ci porta fuori dall’oscurità dell’ignoranza per condurci alla luce della verità. Cercare, scoprire e gioire nella verità è una delle avventure più emozionanti della vita. L’istruzione vi libera, in modo che possiate diventare degli uomini e delle donne completamente integrati. Restare nella scuola esige perseveranza e pazienza; richiede abnegazione e disciplina. Innanzitutto richiede coraggio! Non cedete al disfattismo e allo scoraggiamento. Solo la verità vi può rendere liberi (cf. Gv 8, 32), quindi perseguitela senza paura. Cristo vi chiama a guarire la cecità dell’ignoranza con la luce della verità. Possa la luce dell’apprendimento illuminare ogni angolo della “Perla della Corona d’Africa!”. Nel giro di pochi anni, miei cari amici, sarete gli uomini e le donne del Terzo Millennio. L’Uganda e la Chiesa contano sul raccolto dei vostri talenti (cf. Mt 25, 14-30)!

5. In secondo luogo la maggior parte di voi percorrerà il sentiero della vita nel matrimonio. Anche questo richiede un tipo di educazione. Dovete prepararvi al meraviglioso impegno del matrimonio e della fondazione della famiglia – l’unione più importante della comunità cristiana. Come giovani cristiani dovete prepararvi accuratamente a diventare dei buoni sposi e dei buoni genitori con le vostre famiglie. Per la preparazione al matrimonio è essenziale la vostra vocazione alla castità. So che i giovani rifiutano l’ipocrisia. Voi volete essere onesti con voi stessi e con gli altri. Una persona casta è onesta. Quando Dio ci ha creato ci ha dato più di un modo per “parlare” tra noi. Oltre ad esprimerci attraverso le parole, ci esprimiamo anche attraverso i nostri corpi. I gesti sono come delle “parole” che rivelano ciò che siamo. Gli atti sessuali sono come delle “parole” che rivelano i nostri cuori. Il Signore vuole che usiamo la nostra sessualità secondo il suo progetto. Egli si aspetta che noi “parliamo” dicendo la verità. L’onesto “linguaggio” sessuale esige un impegno alla fedeltà che duri tutta la vita. Dare il vostro corpo ad un’altra persona significa donare tutti voi stessi a quella persona. Tuttavia se non siete sposati, ammettete di poter cambiare idea in futuro. La donazione totale quindi sarebbe assente. Senza il legame del matrimonio, i rapporti sessuali sono mendaci, e per i cristiani matrimonio significa matrimonio sacramentale. Castità – che significa rispettare la dignità degli altri poiché i nostri corpi sono templi dello Spirito Santo (cf. 1 Cor 6, 19) - vi porta a crescere nell’amore verso gli altri e verso Dio. Essa vi prepara a realizzare la “mutua dedizione” (cf. Gaudium et spes, n. 48) che è alla base del matrimonio cristiano. Cosa ancor più importante, vi insegna ad imparare ad amare come Cristo ama, dando la sua vita per gli altri (cf. Gv 15, 13). Non lasciatevi ingannare dalle vuote parole di coloro che mettono in ridicolo la castità o la vostra capacità di autocontrollo. La forza del vostro futuro amore coniugale dipende dalla forza del vostro attuale impegno nell’imparare il vero amore, una castità che comporta l’astenersi da tutti i rapporti sessuali al di fuori del matrimonio. Il vincolo sessuale della castità è l’unico modo sicuro e virtuoso per porre fine alla tragica piaga dell’Aids che tante giovani vittime ha mietuto. Aiutati dalla grazia di Dio nel Sacramento della Penitenza e dell’Eucaristia, “siate forti, fatevi animo” (Dt 31, 6). Il Papa vi invita ad impegnarvi per questa rivoluzione spirituale della purezza del corpo e del cuore. Lasciate che la redenzione di Cristo fruttifichi in voi! Il mondo contemporaneo ha bisogno di questo genere di rivoluzione!

6. In terzo luogo, mentre crescete nella pienezza di Cristo (cf. Ef 4, 13), vestiti con le “armi della luce” (Rm 13, 12), dovete continuare ad affrontare le sfide rappresentate dalla violenza, dalla discriminazione razziale, dalla disoccupazione, dalla povertà e dall’ingiustizia – tutta la terrificante oscurità del peccato. Non sfuggite alle vostre responsabilità sociali sostituendo i piaceri fugaci al duraturo impegno verso i vostri fratelli e le vostre sorelle. Fate sentire la vostra voce per la verità e la giustizia. Non abbiate paura! Continuate coraggiosamente ad interrogarvi e a ricercare “tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato” (Fil 4, 8). Rivendicate il vostro diritto di partecipare alle decisioni riguardanti il vostro destino politico, sociale ed economico (cf. Redemptor hominis, 17). Studiate attentamente la ricca tradizione della dottrina sociale della Chiesa. È questa la risorsa fondamentale per costruire una società in cui prosperino la giustizia, la solidarietà e la pace. Stasera il Signore Gesù vi sfida. Egli vi chiede di porgergli le vostre mani e i vostri piedi, i vostri cuori e le vostre menti, in modo che – attraverso voi! – possa liberare l’oppresso (cf. Lc 4, 18). Con Cristo, io vi chiedo di fare in modo che la solidarietà prenda il posto dell’egoismo. La solidarietà è l’opposto della fuga dalla realtà, della pigrizia e dell’amore solo per chi ci ama (cf. Mt 5, 46)! La solidarietà esige che lavoriate con gli altri e per gli altri senza eccezioni. So che i giovani vogliono lavorare insieme nell’amore. Questa è la chiave della liberazione umana! Costruite una catena di solidarietà umana – di cooperazione nella carità – che si estenderà dalle vostre famiglie per comprendere le vostre scuole, i vostri posti di lavoro, le vostre città e la vostra nazione. Se vivrete nella solidarietà, fiorirà la giustizia (cf. Sollicitudo rei socialis, 39-40).

7. Miei cari giovani amici: poiché siete stati battezzati nella Morte e nella Resurrezione di Cristo e siete stati infiammati dal suo Spirito con la Cresima, avete il potere di dissipare le scure ombre del pessimismo e dell’egoismo. In vista del nuovo Millennio, “Dio sta preparando una grande primavera cristiana (Redemptoris missio, 86), e conta su di voi affinché siate i messaggeri di questa speranza in tutta l’Uganda! Cristo sa cosa c’è nei vostri cuori – e vi ama. Il suo sguardo di amore ha illuminato ognuno di voi (cf. Gv 1, 9). Ringrazio i giovani dell’Uganda di essere i figli della luce e del giorno (cf. 1 Ts 5, 5). Nella vostra luce vedo la luce di Cristo! Ora dovete condividere questa stessa luce con i vostri fratelli e le vostre sorelle!

La vostra energia e il vostro entusiasmo per il Vangelo sono la garanzia della fiducia nel futuro della Chiesa in Uganda e in Africa. Mentre vi assumete la responsabilità del secolo a venire possa la parola di Dio essere lampada per i vostri passi e luce sul vostro cammino (cf. Sal 119, 105). Con voi – e tutti i giovani dell’Uganda – prego la Vergine Maria, la Stella Mattutina che porta il Sole della Giustizia (cf. Ml 4, 2), affinché vi ricolmi dell’amore di Cristo. Con le vostre lampade accese affinché tutti le possano vedere, andate ad incontrare il Signore del giorno! Dio vi benedica tutti. Ma Egli guarderà questi giovani con amorevole benevolenza e ascolterà le loro preghiere affinché essi possano sempre tenere i loro cuori e le loro menti aperti a Cristo, nostra vita.

 

© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana

 

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