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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI VESCOVI DELLA LETTONIA
IN VISITA «AD LIMINA APOSTOLORUM»

Giovedì, 25 febbraio 1993

 

Venerabili Fratelli,

Con quanti pensieri abbiamo atteso questo nostro incontro di oggi presso le soglie e i sepolcri degli apostoli! Con quanta speranza e fiducia abbiamo sempre pregato il Redentore misericordioso per la salvezza e la prosperità delle vostre Chiese! Con quanta gioia abbiamo esultato, pur se da lontano, per la restituzione della libertà e della pace alla vostra comunità cattolica! Ora dunque, per grazia di Dio, possiamo nello stesso tempo non solo rallegrarci insieme per il mutamento del passato stato di cose, ma anche preoccuparci e consigliarci in merito alla cura del vostro popolo e alla sua situazione spirituale per il prossimo futuro.

Mentre salutiamo oggi di persona voi con animo fraterno, vogliamo nello stesso tempo salutare i singoli sacerdoti del vostro gregge e le singole parrocchie nelle quali la fede non è mai venuta meno e la pietà della vita cattolica hanno resistito in mezzo a gravissime difficoltà.

Dunque, per quanto ci è umanamente possibile, e con l’aiuto di Dio, desideriamo e intendiamo confermarvi nel vostro lavoro quotidiano ed esortarvi a proseguire e assolvere il vostro ministero di salvezza per il Signore e per gli uomini a voi affidati. E vogliamo che questo incontro fraterno e questo dialogo sincero con il vicario di Cristo chiudano il periodo storico appena passato e aprano una nuova epoca per il vostro apostolato, anzi, un nuovo tempo per la vita e l’opera nell’intera Chiesa Cattolica che è nella vostra amatissima patria.

Madre Chiesa confida totalmente nelle vostre forze e nei vostri consigli affinché la vostra comunità ecclesiale sia rinnovata e ricostituita in tutte le sue parti. Le necessità dei fedeli del vostro paese sono note a noi non meno che a voi. L’avvenuto cambiamento di regime non ha certo eliminato tutti gli ostacoli per il Vangelo e l’evangelizzazione, ma certamente vi ha offerto una maggiore libertà d’azione in una situazione effettivamente nuova e in gran parte inaspettata. Ovviamente nessuno chiede né si aspetta miracoli in breve tempo. E noi stessi vogliamo innanzitutto esortarvi a una grande pazienza, ma anche alla costanza, ora che le comunità dei cattolici rinascono a poco a poco quasi dal principio e vengono rifondate secondo i principi, gli insegnamenti e i precetti del Concilio Vaticano II.

Pensiamo con voi a una illuminata riorganizzazione del clero e a uno stile di vita evangelico. Nel mondo moderno è inoltre necessaria una sapiente e lenta educazione dei laici, affinché progrediscano nella maturazione della fede e nella piena partecipazione alla Chiesa locale. In mezzo al crescente materialismo, presente ovunque, occorre difendere in tutti i modi i beni spirituali ed eterni dell’annuncio stesso di Cristo, e proporli per mezzo dell’esempio dei ministri della Chiesa.

Poiché ormai, come speriamo e prevediamo, crescono fra di voi le Famiglie, gli Ordini e le Congregazioni religiose, ci si può a buon diritto aspettare una nuova fioritura di azione e di fervore apostolico. A poco a poco saranno stabilite nelle vostre Chiese nuove aggregazioni e strutture con cui rendere più facile ed efficace la cura pastorale degli uomini.

Mentre si trovano forse davanti ai nostri e ai vostri occhi necessità e difficoltà immense, si offrono tuttavia anche molte e grandi opportunità di operare con letizia e fiducia affinché nella vostra patria la comunità cattolica rinasca come dall’inizio, libera dunque da vecchi schemi e modi di pensare, e pronta per una nuova esperienza della fede, per un nuovo modo di vivere il Vangelo, per una nuova testimonianza dell’insegnamento di Cristo.

Dobbiamo dunque sfruttare queste occasioni: in questi prossimi anni la messe da mietere sarà molta. E noi, da questa cattedra dell’apostolo Pietro, saremo lieti nel vedervi lavorare fruttuosamente in quella vigna eletta del Redentore – nelle scuole e nelle parrocchie, nelle case e nelle fabbriche, nelle varie aggregazioni pubbliche e nelle associazioni di uomini di buona volontà – insieme con i devoti collaboratori della Chiesa, presbiteri, religiosi e laici.

Il vescovo di Roma sarà sempre unito e concorde con voi; confermerà gli animi vostri in questa opera assai difficile; implorerà sempre con le sue preghiere l’aiuto celeste e la riuscita delle vostre iniziative. Vi guarderà con favore da lontano con quegli stessi sentimenti con cui oggi vi abbraccia e vi ama, impartendo largamente su voi tutti e sul vostro amato gregge la sua benedizione apostolica.

 

© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana

 

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