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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II ALLA PRESIDENZA GENERALE DEL «CIRCOLO SAN
PIETRO»
Sabato, 27 febbraio 1993
Carissimi Dirigenti e Soci del “Circolo di san Pietro”!
1. Sono lieto di accogliervi, come di consueto, in occasione della festa
della Cattedra di San Pietro, e a tutti rivolgo il mio cordiale benvenuto. In
particolare saluto il carissimo Monsignor Ettore Cunial, al quale formulo
fervidi auguri per l’ormai prossimo 40° anniversario della sua Ordinazione
episcopale e lo ringrazio di cuore perché da oltre vent’anni, con generosa
dedizione, vi segue come vostro Assistente spirituale. Sono, inoltre, grato al
vostro Presidente, il Marchese Giovanni Serlupi Crescenzi, per le cortesi
parole, con le quali ha voluto introdurre il nostro familiare appuntamento.
Anche quest’anno è stata vostra cura presentarmi l’“Obolo di San Pietro”, da voi
raccolto tra i fedeli delle Parrocchie di Roma. Grazie! questo gesto,
accompagnato dai vostri sentimenti di ossequio e di fedeltà al Papa, rappresenta
un segno concreto di partecipazione alle necessità e sollecitudini della Chiesa
universale.
2. Ho ascoltato poco fa dal vostro Presidente un breve resoconto delle
attività, che vi conducono ad interessarvi di molte persone in difficoltà
portando loro, con il sostegno della fede, un concreto aiuto morale e materiale.
Vi incoraggio, carissimi, a continuare generosamente in così benemerita opera di
formazione e di promozione umana, fedeli sempre al Vangelo e alle direttive
della Chiesa. Oggi come ieri, è soprattutto la testimonianza della carità che
tocca il cuore degli uomini; la nuova evangelizzazione, soprattutto in una città
cosmopolita come Roma, richiede grande apertura di spirito e sapiente
disponibilità verso tutti, al di là di ogni differenza di razza e di religione.
In tale contesto ben si situa la vasta rete di interventi assistenziali che voi
ogni giorno realizzate a favore di quanti si trovano nel bisogno. Mi piace
sottolineare, tra l’altro, l’accoglienza riservata ai giovani immigrati rumeni e
ai bambini di Chernobyl, come pure la collaborazione che non pochi di voi
prestano regolarmente in case-famiglia, in asili e in altre strutture di
solidarietà sociale. Continuate su tale cammino, animati da profondo spirito
cristiano, sempre memori delle parole di Gesù, Maestro Divino e Buon Samaritano:
“Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più
piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 40).
3. E come, poi, non ricordare il prezioso servizio d’ordine che
diligentemente svolgete durante le celebrazioni liturgiche nella Basilica di San
Pietro? Esso torna tanto maggiormente a vostro onore, in quanto manifestate con
esso eloquentemente la costante dedizione e la devota fedeltà che vi uniscono
alla Sede di Pietro. Il Signore ve ne renda merito. Vi protegga e vi sostenga
Maria, “Salus Populi Romani”, al cui Cuore Immacolato vi siete affidati.
Da parte mia invoco per voi tutti abbondanti ricompense celesti, mentre di
cuore imparto la benedizione apostolica su ciascuno di voi e sui vostri cari.
© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana
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