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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
DURANTE L’AMMINISTRAZIONE DEL SACRAMENTO
DEL BATTESIMO A 39 BAMBINI

Aula delle Benedizioni - Sabato, 2 gennaio 1993

 

Carissimi papà e mamme,
madrine e padrini,
Carissimi fratelli e sorelle!

1. L’odierna celebrazione eucaristica, all’interno della quale viene amministrato il Battesimo di questi bambini, riveste un valore rilevante per tutti noi. Si tratta di un dono straordinario che Iddio fa a questi piccoli, ma anche di un preciso impegno che viene affidato a coloro che dovranno educarli nella fede, perché la loro vita cristiana cresca e giunga alla pienezza della santità. Già san Giovanni Battista aveva annunziato che il Battesimo non sarebbe stato più soltanto un rito simbolico, come quello da lui stesso amministrato ai penitenti, tra i quali si era inserito anche Gesù. Il Battesimo istituito dal Salvatore è, infatti, il primo dei Sacramenti, che elimina il “peccato originale”, ridona all’anima la “grazia santificante”, introducendo coloro che lo ricevono nella vita trinitaria di Dio e rendendoli “figli adottivi” del Padre, fratelli di Gesù, membri a pieno titolo del popolo cristiano, “Corpo Mistico” di Cristo, eredi dell’eterna felicità del Paradiso. Il recente Catechismo della Chiesa Cattolica riserva al Battesimo ben 71 paragrafi (dal 1213 al 1284), con 85 note esplicative e ribadisce che esso “è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d’ingresso alla vita nello Spirito e la porta che apre l’accesso a tutti gli altri Sacramenti” (n. 1213). La dottrina battesimale – riportata dal “Catechismo” in modo semplice e chiaro e, nello stesso tempo, solenne e persuasivo – deve essere per ciascuno argomento di stimolante meditazione per comprendere pienamente la realtà trascendente di questo Sacramento e viverla poi con convinzione e coerenza. “Il battesimo – si legge ancora – è il più bello e magnifico dei doni di Dio... Lo chiamiamo dono, grazia, unzione, illuminazione, veste d’immortalità, lavacro di rigenerazione, sigillo e tutto ciò che vi è di più prezioso...” (n. 1216). E riferendo le parole di san Pietro aggiunge: “I battezzati sono divenuti pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo (1 Pt 2, 5)”.

2. Alla luce di tale sublime e fondamentale realtà sacramentale, cari papà e mamme di questi bambini, e voi, cari padrini e madrine, che avete assunto l’alta e meritoria responsabilità di collaborare con i genitori nell’educazione cristiana dei nuovi battezzati, sentitevi impegnati ad essere per loro testimoni e modelli coerenti di fedeltà evangelica. Li accompagnerete così nel cammino dell’esistenza cristiana con la vostra fede esemplare e il costante sostegno della vostra preghiera, aiutandoli a rispondere con gioia alla chiamata del Signore. Non dimenticate: vi sono affidati dei tesori preziosi! San Paolo, nella lettura poc’anzi proclamata, ci ripete che siamo stati battezzati in Gesù Cristo in virtù del mistero pasquale della sua morte e risurrezione: “Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti insieme a Lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” (Rm 6, 3-5). Il Redentore, poi, accoglie con affetto i bambini, come abbiamo ascoltato nel Vangelo: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite” (Mc 10, 14). Egli indica chiaramente il rispetto e la responsabilità che a loro sono dovuti. Nella famiglia, voluta da Dio come il luogo naturale della maturazione umana e spirituale, questi bambini debbono essere aiutati a tendere con ogni energia alla santità. Anch’essi, infatti, sono chiamati ad essere apostoli del suo Regno, a cercare la piena felicità ultraterrena che si raggiunge con la luce della fede e l’innocenza della vita, simboleggiate dal cero acceso e dalla veste bianca.

3. Carissimi fratelli e sorelle! La cerimonia del Battesimo, ricca di simboli, di richiami biblici e di gesti significativi, ci stimola a meditare sul mistero di ogni umano destino. Nascere significa entrare in un preciso progetto divino: nessuno viene al mondo per caso; ognuno ha, invece, una missione particolare da compiere, che certo non possiamo conoscere appieno sin dall’inizio, ma che un giorno verrà totalmente rivelata. Ci guidi, dunque, la consapevolezza di essere strumenti di Dio, che per amore ci ha creati e dal nostro amore desidera essere ripagato. È questo l’augurio carico di speranza che esprimo di cuore a questi bambini ed a tutti voi che li accompagnate. Possa ciascuno compiere sempre la missione che Dio gli ha affidata, pur tra le vicissitudini e le difficoltà dell’umana esistenza. Rivolgiamo fiduciosi la nostra preghiera a Maria Santissima, a san Giuseppe, agli Angeli Custodi, alle Sante e ai Santi Patroni dei neo battezzati, affinché sempre li proteggano e li aiutino nel cammino della “vita nuova”, sì da poter pervenire a gustare la dolcezza del Signore ed a contemplare la luce del suo Volto nella gioia senza fine del Paradiso.

 

© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana

 

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