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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI MEMBRI DELLA GIUNTA E
DEL CONSIGLIO DELLA REGIONE LAZIO

Giovedì, 28 gennaio 1993

 

Onorevole Presidente della Giunta Regionale del Lazio,
Onorevole Presidente del Consiglio Regionale, Illustri Signori,

1. È con gioia che vi accolgo in quest’incontro ormai consueto all’inizio di ogni anno. È questa una gradita opportunità per scambiarci gli auguri e al tempo stesso per riflettere insieme su alcuni aspetti dell’attuale complessa situazione sociale, che interpella anche il vostro servizio di pubblici amministratori della Regione, all’interno della quale si trova la Sede del Successore di Pietro. Saluto cordialmente ciascuno di voi e ringrazio in particolare il Signor Presidente della Giunta, l’Onorevole Giorgio Pasetto, per le cortesi parole con cui, facendosi interprete dei sentimenti di tutti, ha delineato le attese e i problemi dell’intera popolazione laziale. Grazie, Signor Presidente, perché con il suo intervento mi ha dato modo di conoscere meglio l’attività di governo svolta da codesta Amministrazione, in ambiti di fondamentale importanza quali il lavoro, la sanità, i servizi sociali, il diritto allo studio e l’immigrazione.

2. L’attuale momento – come Ella ha ben evidenziato – è caratterizzato da un’accresciuta incertezza per quanto concerne la presente situazione e le future prospettive di sviluppo. Gli anni Ottanta hanno fatto registrare a Roma e nel Lazio un sensibile progresso, che ha aumentato le attività produttive ed incrementato il reddito di gran parte degli abitanti, pur lasciandone escluse alcune fasce di poveri, a loro volta cresciute con l’arrivo di numerosi immigrati, soprattutto dai Paesi del Terzo Mondo. Ora, però, si sta vivendo un periodo di seria congiuntura, legata ai problemi che investono tutta l’economia italiana, nel quadro di una transizione socio economica europea e mondiale. Si tratta di difficoltà che si ripercuotono sul territorio laziale ed in maniera particolarmente acuta su Roma, per la diretta dipendenza delle attività amministrative romane dalla spesa pubblica. Sussistono, pertanto, forti rischi per il mantenimento degli attuali posti di lavoro, come pure serie difficoltà per i giovani alla ricerca del primo impiego, per gli immigrati giunti in Italia con la speranza di migliorare la loro condizione di vita. Il vostro servizio, cari Amministratori regionali, è oggi direttamente interpellato da numerose istanze sociali di rinnovamento e di più razionale efficienza. A voi compete vigilare sull’organizzazione dei servizi, perché siano sempre più rispondenti alle legittime attese della gente. Voi avete, soprattutto, la possibilità e il compito di contribuire, secondo le specifiche competenze e i mezzi a disposizione, a risolvere le problematiche connesse con l’occupazione, dando così speranza ai giovani ed a quanti si affacciano preoccupati al mondo del lavoro. Quanto mai opportuno è, pertanto, il vostro sforzo in tale campo, che fa appello a tutte le energie vive del territorio, suscitando una effettiva cooperazione degli Enti locali e delle forze sociali, così da offrire risposte concrete ad una così pressante urgenza che – come Ella, Signor Presidente, ha osservato – produce specialmente nei giovani sconforto e insicurezza. Il lavoro, infatti, è la base della promozione delle persone, della serenità delle famiglie e di una pacifica e armonica convivenza sociale.

3. La promozione, inoltre, di un globale ed armonico progetto di sviluppo non può prescindere da due grandi orientamenti, che sono etici e morali, prima ancora che economici e sociali: la valorizzazione dei talenti delle persone e la solidarietà. È fondamentale anzitutto il compito dell’educazione, a cui la Chiesa intende dare il proprio contributo, mediante le scuole e le Università di ispirazione cristiana, le parrocchie, le associazioni, i movimenti giovanili e le organizzazioni del volontariato, in cordiale e fattiva collaborazione con le competenti istanze civiche, al fine di promuovere, non solo una adeguata preparazione culturale e professionale, ma anche la formazione alla responsabilità, al senso del dovere e al rigore morale.

Sul fronte della solidarietà, poi, la Chiesa, nel medesimo spirito di intesa cordiale e responsabile, opera particolarmente nelle aree di maggiore difficoltà e rischio: con gli immigrati, i tossicodipendenti, gli ammalati di Aids, gli anziani e le persone sole, i disadattati e i minori in difficoltà. Essa ritiene in pari tempo essenziale un’opera di sensibilizzazione e di coscientizzazione, che contrasti e superi alla radice le tendenze antisolidaristiche e le insorgenti manifestazioni di intolleranza e di violenza contro l’uomo, in special modo contro i piccoli, i poveri e gli stranieri. Guardando i dati complessivi di Roma e del Lazio, alla luce dei criteri fondamentali della solidarietà e della valorizzazione dei talenti delle persone, vi sono fondati motivi per nutrire fiducia e per ritenere che il periodo difficile per tutti che stiamo vivendo possa essere superato e dar luogo ad una nuova fase di sviluppo, più attenta ai valori della persona, della famiglia e di un’autentica qualità della vita. Sia per voi motivo di soddisfazione e di legittimo orgoglio mettere la vostra “creatività politica” al servizio del bene comune, di ogni persona, promuovendone l’integrale sviluppo. Siate certi che la vostra missione – giacché di missione si tratta – sarà gratificante nella misura in cui essa si svolgerà nella logica del servizio, resistendo alla tentazione di ricercare interessi privati o di parte.

La vostra funzione è funzione pubblica, e come tale richiede dedizione al bene comune, soprattutto a partire dalla difesa dei diritti di coloro che spesso non hanno voce. Essa, d’altra parte, è chiamata ad essere stimolo per la partecipazione e l’assunzione di responsabilità da parte di ciascun cittadino. Oggi più di ieri a voi sono richiesti trasparenza e rigore morale, costante attenzione ai problemi della gente e spirito di servizio, una spiccata sensibilità per la qualità della vita e ricerca di soluzioni concrete atte a favorirla e svilupparla, nelle differenti condizioni culturali e ambientali. Può accadere talora di costatare che i mezzi a disposizione dell’Amministrazione sono poca cosa rispetto alle necessità. Che fare, allora? Vi sia di guida la convinzione che quanto più la solidarietà si accompagna alla sobrietà e al senso del dovere tanto più la povertà dei mezzi diventa impulso per un irrobustimento del corpo civile. Il futuro che ci attende non è certo facile: anche per voi il vento non solo non soffierà in poppa, ma probabilmente, in molti tratti, lo sentirete contrario. Ricordate che il valore di una amministrazione si misura soprattutto in tali momenti, quando il servizio non è gratificante nell’immediato, ma risulta in realtà più autentico e fruttuoso. Vi protegga Iddio, sorgente di pace e di autentica gioia; vi accompagni la Madre del Signore, venerata in diversi Santuari laziali.

Vi sia di incoraggiamento anche la mia preghiera e la mia benedizione, che volentieri imparto a voi, ai vostri collaboratori e a tutti i vostri cari.

 

© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana

 

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