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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO INTERCONFESSIONALE DI CRISTIANI E DI EBREI

Venerdì, 2 luglio 1993

 

Cari amici,

Estendo un cordiale benvenuto ai membri della Young Leadership Section of the International Council of Christians and Jews, e ringrazio il vostro presidente per le benevole parole espresse a vostro favore. Vi siete posti uno scopo meritevole: contribuire alla creazione di un mondo in cui vi sia una maggiore comprensione promuovendo e incoraggiando il dialogo ebraico-cristiano, mettendo insieme giovani di fedi monoteistiche, e affrontando le sfide del razzismo, del pregiudizio, dell’intolleranza e di tutte le forme di xenofobia. Vi porgo i miei cordiali e devoti auguri affinché il vostro pellegrinaggio a Roma e Gerusalemme vi dia la forza per questa opera.

È giusto che dei giovani cristiani ed ebrei siano uniti in un compito così grande. Il nostro “comune patrimonio spirituale” di cui parlano i padri del Concilio Vaticano II (Nostra aetate, 4) include due principi fondamentali che dovrebbero guidare le vostre attività. Il primo è la cognizione che l’ordine secondo cui Dio creò il mondo e i suoi abitanti è la base certa e sicura per la pace tra gli individui e le nazioni. La legge del Dio degli eserciti è la legge di pace (cf. Sal 37, 37), ed è attraverso l’obbedienza alla volontà di Dio che l’umanità raggiungerà quell’armonia che tutti i popoli desiderano ardentemente. Il secondo principio è la convinzione che la sorgente ultima della violenza è la corruzione del cuore umano. Ne consegue che il modo per raggiungere una vittoria duratura sulla discordia passa attraverso un cambiamento del cuore (cf. Ger 32, 33), attraverso una conversione morale. Queste verità, predicate dai profeti molto tempo fa e proclamate nella Chiesa e nella Sinagoga, sono le eredità affidate a voi giovani dai predecessori. Esse sono la saggezza che voi potete donare al mondo attraverso i vostri sforzi congiunti.

Insieme andrete a Gerusalemme, la “Città della pace”, un “simbolo di incontro, di unione e di pace per tutta la famiglia umana” (“Lettera apostolica alla Città di Gerusalemme”, 20 aprile 1984). Il vostro pellegrinaggio è il segno di cooperazione più piena di speranza di cui il mondo odierno ha così disperatamente bisogno da parte dei credenti (cf. “Messaggio per la Giornata mondiale della pace” 1992). Attraverso tali azioni di solidarietà possa la potenza del Signore di ogni giustizia trionfare sull’antagonismo del passato e sui conflitti del presente, cosicché in futuro tutti gli uomini e tutte le donne vivranno in reciproca concordia e rispetto.

 

© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana

 

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