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VISITA PASTORALE IN CADORE

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AGLI OSPITI DELLA CASA DI RIPOSO «GIOVANNI PAOLO II»

Santo Stefano di Cadore (Belluno)
Domenica, 11 luglio 1993

 

1. Vi saluto tutti con particolare affetto, carissimi ospiti di questo luogo di cura e di riposo, a cui si è voluto dare il mio nome. Saluto voi, Operatori e Volontari, che vi prodigate attivamente perché il servizio a coloro che qui sono accolti sia sempre attento ed adeguato alle esigenze di ciascuno.

Ringrazio di cuore Lei, Signor Presidente della Comunità Montana del Comelico-Sappada, per le cortesi parole con cui poc’anzi ha voluto introdurre questa mia breve visita.

2. Carissimi ospiti, so che la maggior parte di voi proviene dai Comuni del circondario. Queste vostre valli e questi vostri monti costituiscono uno stupendo paesaggio, sicuramente ricco per voi di ricordi e di richiami spirituali. Dalla contemplazione di così suggestive bellezze naturali l’animo umano è come spontaneamente invitato ad elevarsi a Dio, Padre buono e provvidente.

Cari amici, conservate sempre vivi nell’animo l’amore e l’ammirazione per la natura, che tanta serenità infonde in chi sa riconoscervi i segni della magnanimità del Signore e della sua Provvidenza misericordiosa. A Dio elevate i vostri sentimenti più profondi, in modo che anche le pene e le prove, che talora pesano sulla vostra quotidiana esistenza, diventino, con l’aiuto della sua grazia, un’offerta a Lui gradita ed un’occasione di crescita spirituale.

Una certa cultura moderna, in un mondo segnato da ritmi di vita incalzanti, sembra spesso emarginare quanti non fanno parte del cosiddetto ciclo produttivo. A volte, forse, anche voi avete l’impressione di essere messi da parte, di essere dimenticati. Non deve essere così. Accanto alla solidarietà dei vostri cari e dell’intera Comunità, vi sia di conforto soprattutto la consapevolezza che il Signore ha bisogno del vostro personale contributo per l’opera della salvezza. E anche quando gli aiuti umani dovessero venir meno, ricordatevi che Dio mai abbandona i suoi figli.

3. Carissimi, la prima pietra di questa casa fu posta nel 1954, anno in cui si celebrava il centenario del dogma dell’Immacolata Concezione. Il ricordo di tale felice coincidenza ravvivi e sostenga la vostra fiduciosa devozione alla Madonna.

La sua potente intercessione vi protegga ed ottenga per tutti quanto è necessario alla salute dell’anima e del corpo.

Augurandovi un proficuo e sereno soggiorno, imparto di cuore ad ognuno di voi la mia benedizione.

Al termine del suo discorso il Santo Padre rivolge ai degenti e al personale della Casa di cura le seguenti parole.  

Vi ringrazio per la possibilità di esser tra voi, in questa comunità dove si sta soffrendo, ma anche dove si stanno amando gli anziani che hanno tanto meritato questo amore e questa sollecitudine dei figli e delle figlie della comunità della Chiesa.

Per questo è per me un privilegio essere qui, incontrare ciascuno di voi, poter raccomandare alla vostra preghiera e ai vostri sacrifici la missione del Papa, il Ministero petrino per la Chiesa di Roma e per tutte le Chiese del mondo.

Affido queste intenzioni alle vostre preghiere e ai vostri sacrifici. E confido che la vostra intercessione sarà fruttuosa.

Nella domenica di oggi, la Chiesa ricorda un gran Santo dichiarato Patrono d’Europa, San Benedetto, Padre dei monaci di Occidente che ha insegnato ai suoi figli spirituali a coltivare la terra e a promuovere il Vangelo tra tutti i lavori quotidiani e tutte le sofferenze. Ecco la vostra parte nella visione di San Benedetto, Patrono d’Europa. Ecco la vostra parte nell’opera della nuova evangelizzazione del nostro continente e di tutto il mondo.

 

© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana

 

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