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VISITA PASTORALE IN CADORE
RECITA DEL SANTO ROSARIO CON I GIOVANI
DELL’AZIONE CATTOLICA DI TREVISO
PAROLE DI GIOVANNI
PAOLO II
Lorenzago di Cadore (Belluno)
Giovedì, 15 luglio 1993
Le parole di Cristo siano per noi ispirazione, durante questo incontro di
preghiera. Vediamo intorno a noi tante tentazioni di dimensione diversa.
Tentazioni che affliggono le persone, gli ambienti, le famiglie, la società e il
mondo intero. La tentazione è molto diffusa in questo nostro mondo. Cristo dice:
“Vegliate e pregate”.
Tra le diverse tentazioni che affliggono l’uomo come persona, come società,
forse la più grande è quella di non pensare a Dio Creatore, a Dio Redentore, di
dimenticarlo, di eliminarlo dalla vita sociale, pubblica, personale,
internazionale. Di vivere come se Dio non esistesse. Questa è la grande
tentazione dei secoli della nostra epoca, diffusa tra diversi popoli e Nazioni
del nostro mondo, specialmente nel mondo occidentale.
Cristo dice: “Vegliate e pregate”. Lo ripeto perché appunto abbiamo fatto una
veglia di preghiera. Veglia e preghiera vanno insieme. La veglia diventa
preghiera e la preghiera diventa veglia. Si realizza in questa veglia di
preghiera il contenuto profondo delle parole di Gesù. Attraverso la preghiera e
la veglia noi ci difendiamo da questa principale tentazione. Dio è tra noi. Noi
parliamo con Lui, entriamo in un dialogo di fede, di speranza, di amore. Così è
presente il Creatore e Redentore.
Vorrei ringraziare anche questi monti, le Dolomiti, perché anche loro ci
servono per superare le tentazioni. Ci parlano del Creatore.
Ringrazio voi, carissimi, per l’invito a questa preghiera che ci ha tanto
avvicinato al mistero della Redenzione.
Vi ringrazio tutti, il vostro Vescovo e i rappresentanti dell’Azione
Cattolica trevigiana. Vi auguro di essere sempre una difesa contro queste
tentazioni diverse della società contemporanea, ma soprattutto contro questa
tentazione fondamentale, cioè quella di vivere come se Dio non esistesse: contro
questa tentazione che cerca di eliminare dalla nostra vita il Creatore e
Redentore, la fede in Dio e con la fede anche la speranza e con la fede anche la
carità, che ha in Lui la sua sorgente.
Ci incontriamo alla vigilia del giorno della Vergine del Monte Carmelo. Sono
tanti coloro che alla Madonna del Monte Carmelo devono la vittoria sulle
tentazioni della vita. Posso, alla vigilia di questa sua commemorazione, pregare
insieme con voi e ricordare tutto quello che devo alla Vergine del Monte Carmelo
per la tradizione del Sacro Scapolare, a cui sono legato dagli anni della
fanciullezza. Vi auguro di continuare su questa strada che ci porta verso questa
grandissima montagna che è Gesù Cristo.
Auguro a voi tutti che amate le Dolomiti, come io cerco di imparare ad amarle
sempre di più, lo stesso desiderio e lo stesso coraggio per salire su questo
monte supremo, il monte più alto che è Gesù Cristo, con l’aiuto di sua Madre.
© Copyright 1993 - Libreria Editrice
Vaticana
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