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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II ALL’UNIONE NAZIONALE ARTIGIANI SAMMARINESI
Sabato, 26 giugno 1993
1. Grazie, Signor Presidente dell’Unione Nazionale degli Artigiani
Sammarinesi, per le significative parole che mi ha rivolto a nome di tutti i
presenti.
Con Lei saluto cordialmente i componenti dell’attuale Consiglio direttivo e i
membri dell’Unione Artigiani, ai quali formulo cordiali auguri di bene nella
presente celebrazione del venticinquesimo anniversario di fondazione.
La Comunità Sammarinese, come poc’anzi è stato ricordato, si distingue per i
valori della libertà, della laboriosità e della fede cristiana, che sempre ha
voluto affermare e garantire. Valori umani, connessi con le esigenze del lavoro
e con lo sviluppo economico e sociale; ma anche, e non in seconda linea, valori
spirituali e morali, che sono alla base della solidarietà necessaria per ben
gestire le molteplici attività occupazionali e per garantire la libera ed
equilibrata crescita economica. Sono valori che hanno il loro saldo fondamento
in significative ed importanti tradizioni religiose.
2. In qualche modo, la storia dell’artigianato nella vostra terra è andata
sviluppandosi insieme con quella delle istituzioni civili, che hanno dato vita
alla vostra identità nazionale. Le prime forme associative tra lavoratori sono
infatti sorte per favorire una ordinata collaborazione tra scalpellini e
tagliatori di pietra, le più antiche attività della popolazione sammarinese. Poi
altre ne sono comparse nel corso degli anni: per la lavorazione della lana,
delle pelli e delle ceramiche, per la produzione dei laterizi, per l’agricoltura
e, via via, fino alle più moderne espressioni lavorative, connesse con lo
sviluppo industriale e soprattutto turistico.
Il progresso del vostro Paese, del suo benessere e delle pacifiche relazioni
sociali della sua gente trova garanzie genuine nelle realtà dell’artigianato,
sorto e cresciuto grazie all’intensa laboriosità dei Sammarinesi.
Gentili Signori, alla luce di tale ricca esperienza storica e delle finalità
che si propone l’Unione Nazionale degli Artigiani Sammarinesi, quanto è
opportuno anche oggi sottolineare questi valori umani legati all’artigianato,
tenendo soprattutto conto delle problematiche connesse alla crisi che investe il
mondo dell’occupazione.
3. Il lavoro artigiano, come da tutti è riconosciuto, garantisce
l’indipendenza, la creatività e la libera espressione di colui che ad esso si
dedica. Offre, inoltre, ampie possibilità di rapporti comunitari e familiari nel
contesto di una diretta e più stretta collaborazione a dimensione umana.
Per questo, esso non va considerato come un’attività secondaria, seppure
complementare, della grande organizzazione industriale, dal momento che
costituisce un particolare momento di vera promozione delle capacità, delle
iniziative e delle facoltà artistiche di ogni persona.
Anche se da solo non può esaurire le richieste produttive della società
industrializzata, corrisponde, tuttavia, ad esigenze pratiche che non debbono
mai essere trascurate. A chi lo pratica offre uno spazio adeguato, che
garantisce autonomia di scelta nelle attività a lui più congeniali; rende, poi,
realizzabili forme più articolate di cooperazione e di integrazione.
Occorre, inoltre, apprezzare, particolarmente oggi, in un momento in cui
l’organizzazione e la pianificazione si propongono spesso come ferree leggi, il
ruolo sociale di quei lavori differenziati, che scaturiscono dalle peculiari
tradizioni delle diverse culture.
Ogni comunità ben ordinata non può non tener conto del fatto che nelle
proposte di lavoro e nella organizzazione di esso occorre una programmazione; ma
è necessario che questa sia giusta e razionale, capace di garantire l’iniziativa
delle singole persone e rispondere, in pari tempo, alle necessità dell’intera
società.
4. L’artigianato va, pertanto, difeso e protetto come una delle concrete
garanzie della libertà del lavoratore nel contesto di un equilibrato sviluppo
della compagine civile di un popolo.
Gentili Signori, tali brevi riflessioni vogliono costituire un cordiale
auspicio per le vostre categorie e per l’associazione che rappresentate. Ad esse
unisco l’assicurazione della mia preghiera per voi e per le vostre famiglie,
mentre affido i vostri progetti alla protezione di San Marino e di San Giuseppe,
il Custode del Redentore, indicato dal Vangelo come l’artigiano di Nazaret,
Patrono dei lavoratori cristiani.
A tutti voi di cuore imparto ora la mia benedizione.
© Copyright 1993 - Libreria Editrice
Vaticana
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