DI GIOVANNI
PAOLO II
AI SACERDOTI, AI RELIGIOSI E
AI SEMINARISTI NELLA
CATTEDRALE
Mazara del Vallo (Trapani) - Sabato, 8 maggio 1993
1. Vi saluto tutti con affetto, carissimi Sacerdoti, Religiosi, Religiose e
Seminaristi di questa diletta Diocesi di Mazara del Vallo, che vi siete raccolti
nella Chiesa Cattedrale per incontrare il successore di Pietro. Vi ringrazio per
la vostra calorosa accoglienza. In particolare, rivolgo un cordiale pensiero al
vostro Pastore, il carissimo Mons. Emanuele Catarinicchia, che ringrazio per le
belle parole che mi ha indirizzato a nome vostro. In questo brevissimo incontro,
che pur realizza una singolare esperienza ecclesiale, vorrei poter raggiungere
ciascuno con un cordiale abbraccio nel Signore. Desidero innanzitutto
ringraziarvi per il servizio che rendete alla Chiesa. Proseguitelo generosamente
in comunione d’intenti e di cuore con il vostro Vescovo, operando con
piena disponibilità per i comuni obiettivi pastorali della Comunità diocesana.
Il vostro ministero non è certo facile: esso a volte si trova a dover
contrastare una mentalità mafiosa, ispiratrice di atteggiamenti che
rappresentano sfide poderose per la vostra attività pastorale. Nel prendere atto
di quanto l’Episcopato e il Clero siciliano hanno fatto per risanare quest’Isola
dalla piaga della mafia, esorto tutti a perseverare con rinnovata fiducia in
questo impegno di fondamentale importanza per il futuro dell’intera comunità.
Siate particolarmente vicini ai giovani, troppe volte frastornati dai
molteplici richiami della società attuale, tentati spesso dal successo facile,
dalla droga e dalla violenza. Sappiate essere per loro degli autentici
pedagoghi, in grado di aiutare le loro personalità in via di maturazione a
scoprire dentro di sé la verità e la libertà del progetto di Dio.
2. A voi, Religiosi e Religiose, è stata affidata la grande missione di
essere testimoni della radicalità del Vangelo e del primato dell’amore di
Dio. Sappiate perciò proporre al mondo contemporaneo una generosa testimonianza
dei valori dello spirito, in piena comunione con il presbiterio diocesano
e mettendo a servizio della Chiesa i carismi propri di ogni vostro Ordine ed
Istituto. Ringrazio in particolare voi, Religiose, per l’esempio che date di
inserimento nell’insieme della pastorale sia diocesana sia parrocchiale e vi
esorto a proseguire in questa preziosa collaborazione, senza mai perdere di
vista lo spirito della vostra consacrazione, ma nutrendolo con l’assidua
preghiera e l’ascolto del Signore.
3. Il mio affettuoso pensiero è ora per voi, cari Seminaristi, la pupilla
dell’occhio della Comunità diocesana. Mentre ringrazio il Signore per la
consolante ripresa delle vocazioni sacerdotali e religiose registrata in questi
ultimi anni, esorto voi, cari giovani, speranza di questa amata Chiesa, ad un
impegno sempre maggiore nella vostra formazione umana e spirituale. La
formazione, carissimi Fratelli e Sorelle, è per tutti uno sforzo costante che vi
deve accompagnare lungo l’intera esistenza, rendendovi sempre pronti a
rispondere alle numerose sfide dell’attuale momento storico. Una formazione che
si basi essenzialmente sull’orazione e sulla carità, autentico amore per il
Signore e dono gratuito di sé agli altri.
Affido quest’auspicio come pure ogni vostro progetto pastorale alla Vergine
Santa, Regina degli Apostoli, mentre imparto a ciascuno l’apostolica
benedizione.
© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana