Trapani - Sabato, 8 maggio 1993
Carissimi fratelli e sorelle!
1. Quest’incontro con voi è per me motivo di viva letizia. Vi saluto tutti,
insieme col vostro Vescovo, il carissimo Mons. Domenico Amoroso, e vi esprimo
dal profondo del cuore la consolazione che mi arreca il vedervi qui raccolti
accanto a me. Voglio anche salutare il Cardinale di Palermo che ci accompagna,
tutti i Vescovi della Sicilia qui presenti. Voglio anche salutare la gente,
fedeli e cittadini di Trapani che si vedono attraverso la porta aperta. Voi,
Sacerdoti della Chiesa di Trapani, voi, Religiosi e Religiose, e voi, Laici
consacrati all’apostolato, siete i responsabili della nuova evangelizzazione in
questa terra, posta al centro del Mediterraneo. A voi l’impegno di far
riflettere il popolo, affidato alla vostra sollecitudine missionaria, sul
significato e sul valore del messaggio evangelico e sulle singolari possibilità
in esso racchiuse anche per la promozione dell’autentico progresso umano in una
regione come la vostra, segnata da numerose problematiche, ma ricca pure di
grandi risorse ideali e civili. Vengo a voi come annunciatore della speranza
che nasce dalla parola di Cristo: “Abbiate fiducia, io ho vinto il mondo” (Gv
16, 33). Ecco, dunque, la nostra speranza. Essa non s’appoggia sul denaro, sul
favore dei potenti, sul sostegno di amici e conoscenti. La nostra speranza
s’appoggia su Cristo che ha vinto il mondo. Non semplicemente “vincerà”, ma “ha
già vinto”, perché in quanto Dio è il Signore della storia e in quanto
uomo, vero Dio e vero uomo, cammina in questa storia, sempre con noi, fino
all’ultimo giorno”. La nostra vittoria sul mondo è possibile in ogni
circostanza, perché Cristo è sempre con noi.
2. Abbiate perciò speranza, e siate seminatori di speranza, carissimi!
Testimoniate che i gravi problemi della Sicilia di oggi possono essere risolti,
se noi riusciamo a rendere presente Gesù Cristo tra la gente. Dinanzi a tante
aberrazioni che povertà e consumismo, disoccupazione ed opulenza hanno indotto
nella società moderna, non è con la rassegnazione che dobbiamo operare, ma con
la dedizione fiduciosa e tenace, con il servizio attento e premuroso nella
prospettiva del vero bene della popolazione. Cari Fratelli e Sorelle, aiutate i
fedeli a formarsi una coscienza corrispondente al messaggio evangelico; fate in
modo che ci sia una vera conoscenza della parola di Cristo. Solo la sua
parola, la sua verità dona libertà e consente di superare con coraggio i
numerosi condizionamenti e le forme di disagio sociale a voi ben note. Essa apre
gli occhi e sollecita ogni uomo di buona volontà a venire incontro alle giuste e
legittime attese del popolo.
3. Insegnate la legge dell’amore cristiano! La carità soprannaturale
spezza catene ataviche di odio o di vendetta. Siate voi per primi a proporvi
come esempi fulgidi di quella solidarietà e di quel servizio, che Cristo ha
lasciato come testamento ai suoi discepoli. Diverrete voi stessi “forma” di vita
per il vostro gregge, se vi preoccuperete non solo di proclamare a parole la
vostra fede, ma di tenere quella condotta buona che ispira e convince la gente:
predicate la parola con la vita. Vi conforti la Vergine Annunziata, venerata in
questa vostra Città con singolare devozione. Vi sorregga nella fatica quotidiana
la Madre del Redentore e vi doni la gioia di servire il Signore con tutte le
forze: questa gioia pasquale che nessuno può toglierci come ha detto Cristo. Da
parte mia, vi esprimo il mio apprezzamento e la mia fiducia e vi assicuro un
costante ricordo nella preghiera.
Vi accompagni la mia benedizione, con cui intendo raggiungere tutte le
Comunità ecclesiali della diocesi di Trapani, per incoraggiarle a perseverare
nell’annuncio del Vangelo, unica sorgente di autentica pace per l’uomo di oggi e
di sempre.
© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana