Caltanissetta - Domenica, 9 maggio 1993
1. “Salute a voi!” (Mt 28, 8).
Carissimi fratelli e sorelle, con le parole rivolte da Cristo risorto alle
donne che si erano recate al suo sepolcro, mi piace salutare tutti voi, raccolti
questa sera in questo Viale Regina Margherita in prossimità della casa del
vostro Vescovo. Vi esprimo la gioia di essere finalmente in mezzo a voi. Dovevo
venire lo scorso anno e so che voi avete a lungo desiderato la mia visita, che
purtroppo per le ragioni a voi note non ha potuto aver luogo. So che mi avete
accompagnato in filiale comunione di preghiera nei giorni della malattia e della
convalescenza. Grazie! Salute a voi – “chairete”. Questo saluto
del Signore, che la liturgia rinnova nella domenica di Risurrezione, nel suo
senso profondo è un invito alla gioia: “Rallegratevi!” È comunicazione di una
lieta notizia. È luce che dal volto di Cristo s’irradia sull’intera umanità.
Faccio volentieri mio quest’auspicio del Signore nell’incontrarmi con voi in
questo primo impatto con la diocesi di Caltanissetta situata nel cuore della
Sicilia. Alla vostra calda accoglienza desidero corrispondere con le stesse
parole di Cristo. Saluto cordialmente tutti gli uomini e le donne di questa
terra, ed anzitutto quanti sono impegnati per il bene e il rinnovamento della
società. A ciascuno porgo la mia mano di fratello e di amico. Un sentito grazie
rivolgo al Signor Commissario regionale, per le gentili parole che mi ha
rivolto; porgo il mio deferente ossequio al Prefetto della Provincia, alle
Autorità civili e militari qui cortesemente convenute, per accogliermi questa
sera all’inizio della mia sosta a Caltanissetta, città ricca di fede e di
storia. Il mio saluto va in particolare ai figli della Chiesa nissena, a tutti
voi che nel Papa riconoscete il Successore di Pietro, visibile principio e
fondamento della Chiesa di Cristo. Con stima ed affetto saluto il carissimo
Mons. Alfredo Maria Garsia, vostro zelante Pastore, e gli sono grato per avermi
invitato anche a nome vostro a farvi visita. Insieme a lui intendo salutare i
Sacerdoti, i Religiosi, le Religiose, i Laici attivamente impegnati
nell’apostolato e tutte le varie articolazioni della vostra Comunità diocesana,
che si è preparata con cura a questo nostro appuntamento. Il mio passaggio tra
voi avviene in un momento delicato e significativo della vostra vita ecclesiale,
dopo la conclusione della prima sessione del Sinodo diocesano.
2. Carissimi fratelli e sorelle, vengo a voi nel nome del Risorto,
vengo come pellegrino di speranza e di fraternità. So di trovare in questa terra
numerose energie e grande disponibilità, ma anche tanti problemi e comprensibili
motivi di preoccupazione. A tutti e a ciascuno, cittadini di Caltanissetta e
dell’intera regione, ripeto l’esortazione di Cristo: “Non temete!” (Mt
28, 10). Nell’ora travagliata che la società sta vivendo, la parola del Signore
ridesta la fiducia ed infonde il coraggio necessario per costruire
coraggiosamente un mondo nuovo. Sul monte che sovrasta questa bella Città,
svetta il Monumento a Cristo Redentore, eretto all’inizio del nostro
secolo. Gesù leva il braccio benedicente sull’Isola e mostra la croce, segno di
salvezza e di redenzione. Caltanissetta! Posta nel cuore della Sicilia, tu sei
crocevia di strade che hanno scandito il cammino della civiltà sicula:
sii ancora oggi all’altezza di questa tua vocazione; riscopri la fede dei tuoi
padri, crescendo senza tentennamenti nella fedele e docile attuazione dei valori
della civile convivenza. Sii luogo di accoglienza e di incontro. Chiesa di
Caltanissetta! Alle soglie del terzo Millennio, a te, come un tempo a tutti i
suoi discepoli, Cristo ripete le parole del mandato missionario: “Andate e
annunziate” (Mt 28, 10). Va’ e annunzia, Chiesa di Caltanissetta. Vivi la
tua fede nella sua interezza, trasmettila con coraggio, accendi nei cuori
l’ardore apostolico, testimonia la carità. Soprattutto fa’ in modo che tutti
possano sperimentare la tenerezza dell’amore di Dio.
3. Carissimi fratelli e sorelle! Uomini di buona volontà! Vengo fra voi
recando un messaggio di speranza che non poggia su di un fatuo ottimismo, ma
sulla forza della fede. È vero, il male purtroppo dilaga e lacera non
solo i rapporti sociali ma, prima ancora, le stesse coscienze. Si tratta di un
dato col quale è necessario fare i conti. Tuttavia, siamo certi che il male non
avrà l’ultima parola: la vittoria è di Cristo risorto, il quale con l’apostolo
Paolo ci ripete: “Vinci con il bene il male” (Rm 12, 21). Questa è la
nostra sfida; questo il nostro impegno personale e comunitario. Ci sia vicino in
questa lotta l’arcangelo Michele, angelo vittorioso sul male e celeste
protettore della Chiesa nissena.
A lui, alla Vergine Madre di Dio, ai Santi Patroni della vostra Città e dei
paesi da cui provenite, affido la mia visita, mentre a tutti voi qui presenti ed
a quanti sono uniti a noi spiritualmente imparto volentieri l’apostolica
benedizione.
© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana