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VISITA PASTORALE IN SICILIA

INAUGURAZIONE DEL CENTRO REGIONALE DI FORMAZIONE
SOCIO-SANITARIA  E DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
PER I GIOVANI DEL MEDITERRANEO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II 

Caltanissetta - Lunedì, 10 maggio 1993

 

Carissimi fratelli e sorelle!

1. Sono lieto di poter presenziare all’inaugurazione di questo ampio complesso edilizio, che sarà adibito a Centro per la Formazione e l’Aggiornamento Professionale del Personale del Servizio Sanitario. Saluto cordialmente il Presidente della Regione siciliana, Dottor Giuseppe Campione, grato per le cortesi espressioni di benvenuto che mi ha rivolto. Saluto pure il Professor Antonino Gullotti, che ha voluto brevemente illustrarmi le finalità della “Società di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica”, organizzatrice del Congresso di questi giorni, e il Professor Alessandro Hoffmann, che ringrazio per le elevate considerazioni svolte nel presentare natura e finalità del Centro. Saluto Autorità amministrative, civili, militari presenti e i dirigenti dell’Unità Sanitaria Locale la quale, d’intesa con le Amministrazioni locale, provinciale e regionale, ha promosso quest’opera. Un particolare pensiero rivolgo ai partecipanti al Convegno siculo-calabro della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, in corso di svolgimento proprio in questa sede. Quest’incontro mette in risalto una caratteristica saliente della nuova struttura in cui ci troviamo, situata quasi al centro della Sicilia e ben collegata, grazie ad una moderna ed efficiente rete stradale, con le principali Città dell’Isola: essa si presta molto bene ad essere luogo di confronto e di dialogo, a beneficio anzitutto della vostra Regione e della sua crescita umana e culturale, e, più ampiamente, del Sud d’Italia. Se poi si considera la peculiare posizione della Sicilia, posta al centro dell’area mediterranea, è legittimo prevedere che qui si possano incontrare persone appartenenti ai popoli di diversa cultura, lingua e religione prospicienti il Mediterraneo. Grazie anche alla sua specifica attività formativa in campo sanitario, questa vostra struttura potrà rivestire una importante funzione nella cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, particolarmente del bacino del Mediterraneo e dell’Africa. Il mio augurio cordiale è che tutto ciò possa contribuire a far riscoprire alla Sicilia il suo ruolo di ponte tra culture e popoli diversi; un ruolo che le deriva dalla sua posizione geografica e dalla sua storia di cerniera tra Europa occidentale, Asia meridionale ed Africa islamica.

2. Il compito primario di questo vostro Centro è indubbiamente di carattere formativo, e per tale ragione è dotato di aule e laboratori attrezzati con le più moderne apparecchiature. Nelle stanze del convitto troveranno ospitalità giovani chiamati a svolgere funzioni sanitarie, tecniche ed amministrative nelle Unità Sanitarie Locali della Sicilia e delle altre regioni meridionali d’Italia, ma anche operatori di Paesi in via di sviluppo, specialmente dell’area mediterranea e dell’Africa. Qui avrà sede un distaccamento del Dipartimento di Igiene della Facoltà di Medicina dell’Università di Palermo, così da permettere a numerosi studenti di conseguire una specifica preparazione nel campo dell’igiene e nell’esercizio della professione medica. Il Centro sarà dunque un luogo di formazione di giovani nel settore medico, infermieristico, tecnico ed amministrativo delle strutture sanitarie. Esso, al tempo stesso, potrà venire incontro alle esigenze di una maggiore occupazione, a cui è legata la serenità delle famiglie e delle nuove generazioni, spesso costrette, per mancanza di lavoro, a lasciare la loro terra o a vivere in condizioni di grave precarietà e di incertezza economica. Va dato atto, pertanto, ai pubblici amministratori di aver mirato con tale realizzazione ad una serie di obiettivi convergenti, tutti importanti, di carattere culturale, sociale ed economico.

3. Due sono, in particolare, i punti qualificanti di tale progetto: la formazione dei giovani e il servizio all’uomo sofferente. È quanto mai necessario che le nuove generazioni acquisiscano non solo competenze tecniche, ma anche un sano orientamento etico di servizio all’uomo e all’uomo sofferente. Prepararsi a lavorare in tale ambito è, specialmente per un giovane, doppiamente formativo: non solo da un punto di vista strettamente professionale, ma più globalmente sotto il profilo etico e civile. Una società che investe nel settore sanitario, e che lo fa seriamente curando al massimo la qualità dei servizi e la competenza degli operatori, è una società che opta per l’autentica civiltà, per l’autentico benessere, mai riducibile al semplice perseguimento del profitto materiale. La Comunità cristiana, sull’esempio di Cristo, “nel corso dei secoli ha fortemente avvertito il servizio ai malati come parte integrante della sua missione” (Motu proprio Dolentium hominum, 1). Per questo, essa si rallegra di ogni iniziativa pubblica e privata che vada a vantaggio di chi è sofferente. Nella Lettera apostolica sul significato del dolore umano, ho scritto che “Cristo allo stesso tempo ha insegnato all’uomo a far del bene con la sofferenza e a far del bene a chi soffre” (Salvifici doloris, 30). Il malato può “far del bene” con la sua stessa malattia, vivendola alla luce del Vangelo; tutti i fedeli sono chiamati a “far del bene a chi soffre” mediante le loro iniziative di carità. Gli obiettivi del Centro di Formazione di Caltanissetta recano, pertanto, in modo visibile l’impronta degli ideali umani ed evangelici, di quegli ideali che tanta parte hanno avuto e ancora possono avere nella cultura e nella storia della Sicilia. Mentre, quindi, incoraggio volentieri questa nuova realizzazione di alto valore sociale, rinnovo a tutti voi l’espressione del mio apprezzamento, augurando che gli sforzi profusi per portarla avanti siano ricompensati da risultati sempre più soddisfacenti e proficui.

A tale fine vi imparto di cuore l’apostolica benedizione.

 

© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana

 

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