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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PELLEGRINI DELL
’UNITALSI PER I 90 ANNI DI FONDAZIONE

Sabato, 27 novembre 1993

 

Carissimi pellegrini dell’Unitalsi!

1. Porgo con gioia un cordiale benvenuto a tutti voi, qui radunati attorno al Successore di Pietro per ricordare i 90 anni di fondazione della vostra associazione, sorta per il trasporto dei malati a Lourdes.

Saluto, in particolare, il vostro Presidente Nazionale, l’Arcivescovo di Pisa Mons. Alessandro Plotti, e lo ringrazio per le gentili parole che mi ha rivolto a nome di tutti voi. Saluto l’Assistente ecclesiastico nazionale e i suoi collaboratori, come pure i dirigenti e quanti offrono tempo ed energie alle attività promosse dalla vostra organizzazione.

Si tratta di un’istituzione nata come efficace iniziativa di carità, “opera di carità per eccellenza”, come ebbe a qualificarla il Papa San Pio X. Nel corso di questi anni essa ha annoverato tra le sue file persone conosciute e stimate per la loro alta testimonianza cristiana. Penso, ad esempio, ad alcuni Assistenti ecclesiastici: innanzitutto, al primo, in ordine di tempo, il Vescovo Radini Tedeschi; poi ad Angelo Roncalli, divenuto Papa con il nome di Giovanni XXIII; a Don Pirro Scavizzi, egli pure come Papa Giovanni annoverato tra i Servi di Dio.

Nata come iniziativa laicale, la vostra organizzazione, carissimi Fratelli e Sorelle, lungo questi nove decenni ha cercato di servire gratuitamente e con generosità i malati, accostandosi ad essi con l’animo del Buon Samaritano. Nell’Unitalsi si incontrano, raccolti in spirituale sintonia di intenti e di impegno apostolico, medici, operatori sanitari, infermieri, sacerdoti e pellegrini, tutti desiderosi di mettere in pratica quel senso di accoglienza che costituisce un valido presidio di autentici valori umani, quali la dignità della vita, la solidarietà e la condivisione, il primato di Dio nell’esistenza. È forse proprio questa una delle ragioni di fondo per cui numerosi giovani si associano al vostro apostolato in maniera entusiasta e si donano con fattiva disponibilità, lasciandosi così educare dalla Croce di Cristo che scorgono nelle membra sofferenti dei loro assistiti.

2. “Il miracolo della fede”: è questo il tema scelto per ripensare i 90 anni dell’Unitalsi, le cui origini, come è noto, sono legate all’esperienza della conversione di Giovanni Battista Tomassi, recatosi pellegrino a Lourdes nel 1903. Il materno sorriso della Bianca Signora nella grotta di Massabielle cambiò la sua esistenza, facendo sì che da quel momento in poi egli si dedicasse ad alleviare i disagi dei malati più poveri, che cercavano la consolazione della fede mediante il pellegrinaggio a Lourdes.

Questo spirito degli inizi caratterizza ancor oggi la vostra struttura, diffusa in molte diocesi d’Italia. Essa, come recita la premessa allo Statuto, “si fa collaboratrice nelle mani dei Vescovi per assistere e curare gli infermi, in primo luogo con la formazione spirituale, morale ed ecclesiale dei soci, perché in continuità di impegno siano poi non solo umili servitori degli ammalati durante i pellegrinaggi, ma soprattutto modello di vita cristiana e di caritatevole assistenza nelle parrocchie e nelle diocesi, entro i limiti organizzativi approvati dai Vescovi”.

3. Iddio vi renda merito, carissimi Fratelli e Sorelle, per quanto con discrezione e generosità voi fate a favore di persone sofferenti e bisognose.

Lo spirito ecclesiale che ha guidato in passato l’Unitalsi continui ad essere alla base del vostro impegno presente e futuro. Voi ben sapete che il vostro spontaneo servizio “da buoni Samaritani” può ben essere chiamato attività sociale; anzi “può anche essere definita come apostolato, tutte le volte che viene intrapresa per motivi schiettamente evangelici, specialmente se ciò avviene in collegamento con la Chiesa” (cf. Salvifici doloris, 29). Dedicatevi pertanto a tale forma di apostolato con premurosa sollecitudine. Alimentatela con intensi momenti di preghiera. Crescete nella fede grazie ad una sistematica catechesi, in modo tale che il servizio da voi offerto sia come volontari che come malati diventi una fertile scuola di conversione, di rinnovamento spirituale, di autentica e credibile testimonianza cristiana.

4. Il sussidio catechetico della vostra Associazione per il prossimo anno di attività verte sulla famiglia, vero santuario verso cui recarsi come pellegrini, al fine di riscoprire e riaffermare in essa i basilari valori dell’amore, della responsabilità, dell’accoglienza, del reciproco sostegno nella dedizione e nella fedeltà. Il 1994 sarà l’Anno Internazionale della Famiglia e l’intero popolo di Dio dedicherà la sua attenzione a questa piccola e primordiale cellula della Chiesa, icona vivente dell’amore salvifico e redentore di Dio. In tale prospettiva, anche voi potete offrire, grazie alla vostra peculiare azione apostolica fra gli ammalati, un significativo contributo perché, andando “verso quel santuario che è la famiglia”, ciascuno possa meglio comprendere il proprio ruolo e la propria missione nella Comunità ecclesiale e nella società.

Carissimi fratelli e sorelle! II Signore vi accompagni sempre nel pellegrinaggio della vita. Continuate senza sosta nel vostro apostolato; siate testimoni del grande valore salvifico della sofferenza e recate a quanti incontrate, soprattutto a coloro che soffrono, sollievo e pace.

La Vergine Immacolata vi aiuti in ogni circostanza ad alzare fiduciosi gli occhi verso il Cielo da dove attendiamo la straordinaria ricompensa che Dio ha riservato a coloro che lo amano.

Grazie, carissimi, a nome della Chiesa, per la vostra testimonianza e per il vostro prezioso servizio. Con affetto imparto di cuore la benedizione apostolica a voi qui presenti e all’intera famiglia dell’Unitalsi.

 

© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana

 

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