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CONGEDO DALLA COMUNITÀ
REGILIOSA E CIVILE DI CASTEL GANDOLFO
DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II
Martedì, 28 settembre 1993
Alla comunità religiosa e al personale medico
Nell’imminenza del mio ritorno in Vaticano, sono lieto di salutarla,
carissimo Mons. Dante Bernini, pastore della comunità diocesana di Albano. Come
ogni anno, Ella è venuto a questa gradito appuntamento insieme ad una
significativa rappresentanza di Religiosi e Religiose operanti in diocesi. A
ciascuno ed a ciascuna esprimo il mio vivo ringraziamento per questo gesto di
cortesia, che ben manifesta l’attaccamento di tutti voi al Successore di Pietro.
Un particolare pensiero rivolgo, con animo riconoscente, anche al personale
medico sempre presente e vigile. Il Signore ricompensi ampiamente il servizio
che tutti voi diligentemente avete reso durante il mio soggiorno al Castello.
Sono consapevole dei sacrifici che ciò ha richiesto e della fatica supplementare
che vi ha talora domandato. Di tutto vi renda merito Iddio.
Quanto a me, rinnovando ad ognuno e ad ognuna di voi il mio grazie più
cordiale, vi assicuro un costante ricordo nella preghiera, perché il Signore
sempre vi protegga e vi sostenga nel cammino di vita cristiana che intendete
proseguire sotto la guida del vostro Vescovo. Accompagno volentieri questi miei
grati sentimenti con una particolare benedizione apostolica, che di cuore
estendo alle vostre famiglie, alle vostre Comunità religiose e all’intera
diocesi di Albano, a me singolarmente cara.
Alla Giunta e al Consiglio comunale
Signor Sindaco, Illustri Membri della Giunta e del Consiglio comunale,
Signori Dipendenti dell’Amministrazione civica!
Al termine del mio soggiorno a Castel Gandolfo, sono lieto di accogliervi per
l’incontro di commiato, divenuto ormai un appuntamento tradizionale. Ringrazio
il Signor Sindaco per le gentili espressioni che mi ha rivolto a nome di tutti.
Ringrazio ognuno di voi per la vostra presenza. In questa occasione sento il
bisogno di manifestarvi i miei sentimenti di viva gratitudine per la cordiale
ospitalità che ancora una volta ho potuto sperimentare ed apprezzare durante i
mesi estivi appena trascorsi. La mia permanenza è stata, infatti, caratterizzata
da un rinfrancante silenzio, che ha favorito il raccoglimento dello spirito,
contribuendo a temprare le energie fisiche ed interiori. Torno a Roma, alle
consuete attività, con un gradito ricordo della vostra accoglienza e della
vostra amabile disponibilità. Grazie di cuore a tutti voi!
Nel momento di congedarmi rivolgo al Signore una speciale preghiera per la
città di Castel Gandolfo e per tutti i suoi abitanti: voglia il Datore di ogni
bene accompagnare la vostra Comunità cittadina nei diversi impegni di ogni
giorno con la sua divina Provvidenza e ricambiare con i suoi doni la premura a
me costantemente riservata.
Benedica Iddio, in particolare, le famiglie e i ragazzi, i quali riprendono,
con il nuovo anno scolastico, l’itinerario impegnativo della loro formazione. Il
Signore illumini il vostro servizio al bene comune, quanto mai importante
soprattutto in questo momento di indubbie difficoltà per l’intera società. Sia
sempre vostra preoccupazione promuovere con costanza e coerenza di vita quei
valori umani e cristiani senza i quali non è possibile realizzare l’auspicato
rinnovamento morale e spirituale delle nostre città. Vi protegga sempre e vi
accompagni Maria, Madre e Speranza nostra.
Di cuore tutti vi benedico.
Agli Ufficiali e agli agenti delle Forze dell’Ordine
Illustrissimi Dirigenti ed Ufficiali della Polizia Stradale e dell’Arma dei
Carabinieri!
Prima di far ritorno in Vaticano, al termine del periodo trascorso in questa
residenza estiva, desidero porgervi, come di consueto, un cordiale saluto e
manifestare la mia riconoscenza per il servizio d’ordine svolto durante la mia
permanenza a Castel Gandolfo. Vi ringrazio per la premurosa attenzione
dimostrata nei confronti della mia persona e del mio ministero pastorale. La
vostra dedizione, unita a riconosciuta professionalità, ha contribuito
efficacemente a che si svolgessero in modo sereno e proficuo gli incontri con i
visitatori e i pellegrini, qui venuti a farmi visita. In certo modo, quindi, voi
siete miei preziosi collaboratori, oltre che vigili e discreti custodi.
So bene che talora il lavoro vi domanda supplementari sacrifici, vi obbliga a
restare lontani dalla famiglia, vi chiede pazienza e pronta disponibilità.
Grazie di cuore per tutto, specialmente per lo spirito con cui voi servite il
Successore di Pietro, facilitandogli il compito di annunciare il Vangelo e di
confermare i fratelli nella fede (cf. Lc 22, 31).
Chiedo al Signore, per intercessione di Maria “Vergine Fedele”, di
proteggervi e di accompagnarvi ogni giorno, nel compiere generosamente il vostro
servizio a favore dell’intera comunità civile. A conferma di questi sentimenti,
e in segno di stima, volentieri imparto a voi, alle vostre famiglie, ed a quanti
vi sono cari, una speciale benedizione apostolica.
Al personale delle Ville Pontificie
Carissimi!
È giunto anche quest’anno il momento di salutarci. Mi preparo infatti a
tornare in Vaticano, presso la S. Basilica costruita sulla tomba dell’apostolo
Pietro. Prima di lasciare Castel Gandolfo sono contento di poter soffermarmi
qualche momento con voi, che fate parte della “famiglia estiva” del Papa. Dico
grazie a tutti per le varie mansioni svolte, e specialmente per lo spirito che
anima il vostro quotidiano servizio. Ringrazio cordialmente il Direttore per le
parole, sempre molto gentili, che mi ha rivolto a nome di tutti.
So che mi avete accompagnato con la preghiera sia a Denver che nei Paesi
Baltici. Anche in questi ultimi viaggi pastorali ho incontrato moltitudini di
cristiani per i quali le visite pastorali costituiscono occasioni
straordinariamente significative per sperimentare l’unità e l’universalità della
Chiesa Cattolica. Penso ai giovani, talora così presi dalle lusinghe del
consumismo; penso alle popolazioni lituane, lettoni, estoni, uscite da decenni
di persecuzione.
Tutto ciò fa pensare, fa riflettere e invita a non abituarsi al grande dono
che il Signore ci ha fatto: il dono di vivere presso le sorgenti del
Cristianesimo. Cresce, pertanto, la responsabilità in quanti sono da tale punto
di vista più fortunati. Lo Spirito Santo, carissimi, aiuti ciascuno di voi a far
fruttificare questo prezioso patrimonio religioso, coltivando lo spirito
cattolico e testimoniando il Vangelo con coraggio nella vita d’ogni giorno.
Ogni anno di più mi rendo conto che voi già svolgete le vostre mansioni qui
nelle Ville con questi sentimenti e, pertanto, vi auguro di continuare su questa
strada, portando con semplicità la testimonianza della fede in ogni luogo ove la
vita vi chiama: e prima di tutto, ovviamente, nelle vostre case, tra i vostri
cari. È là dove il Signore ci ha posto che siamo invitati ad offrire il nostro
contributo per costruire l’auspicata civiltà dell’amore. A volte ci sentiamo
impotenti di fronte alle ingiustizie che travagliano il mondo vicino o lontano
da noi. E ci domandiamo: che cosa possiamo fare, per esempio, di fronte alle
guerre. Guerre magari vicine a noi... Ci sentiamo impotenti? Certo, il primo
dovere è sempre pregare.
Ma c’è un’altra cosa che tutti possiamo e dobbiamo fare ed è vivere in pace
tra di noi; amarci gli uni gli altri; cercare gli uni il bene degli altri, più
che il proprio tornaconto personale.
Ecco, carissimi, un impegno per ogni giorno, per tutti i giorni. Augurandovi
di vivere così vi saluto e, mentre vi affido alla Madonna, di vero cuore vi
benedico.
© Copyright 1993 - Libreria Editrice
Vaticana
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