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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI MEMBRI DELL'ISTITUTO «PRO FAMILIA» DI BRESCIA

Sabato, 23 aprile 1994

 

1. Carissimi componenti ed amici dell’Istituto “Pro Familia” di Brescia! Sono lieto di accogliervi in occasione del settantacinquesimo anniversario di fondazione e di attività della vostra istituzione, sorta per iniziativa del sacerdote bresciano Giovanni Battista Zuaboni a sostegno ed a difesa della Famiglia.

Vi saluto cordialmente e vi esprimo apprezzamento per l’intenso lavoro ed il prezioso servizio ecclesiale che avete svolto in questo lungo arco di tempo, con profonda intuizione dei problemi sociali riguardanti la famiglia.

Saluto il Vescovo Ausiliare di Brescia, Monsignor Vigilio Olmi, che segue con viva sensibilità pastorale la vostra attività. Un particolare pensiero rivolgo ai membri dell’Istituto Secolare “Compagnia Santa Famiglia”, che costituisce in qualche modo l’anima della vostra organizzazione. Saluto le Missionarie degli Apostoli e con loro i sacerdoti, i religiosi e i laici che condividono lo spirito della fondazione collaborando attivamente per attuarne le finalità.

Nel corso degli anni, la vostra Fondazione si è fatta sempre più attenta ai segni dei tempi, per aiutare le famiglie ad essere se stesse vivendo la propria vocazione nelle mutate condizioni di vita.

Tra le iniziative da voi promosse e sostenute con costante impegno, vorrei qui ricordare la scuola di vita familiare per adolescenti e giovani, gli itinerari di fede per fidanzati e giovani sposi, la scuola per genitori, i ritiri spirituali per famiglie e le giornate di studio per animatori.

2. Ringraziamo insieme il Signore per quanto avete potuto realizzare nei passati settantacinque anni di attività. La vostra opera di evangelizzazione si è svolta in un lasso di tempo particolarmente significativo: tempo carico di cambiamenti che hanno coinvolto la famiglia, sotto l’aspetto legislativo e civile, con esiti talvolta divergenti dal progetto cristiano. Voi avete capito l’urgenza, in tale contesto, di migliorare la catechesi e di approfondire la formazione culturale, per giungere ad un’adeguata preparazione dei nuclei familiari. L’uomo d’oggi, fortemente tentato da concezioni distorte, è chiamato a riscoprire ed apprezzare nuovamente, alla luce del Vangelo, i grandi beni e i grandi doni del matrimonio, della famiglia e della vita; riscoprirli dopo avere sperimentato, spesso dolorosamente, i pericoli e la tristezza che si annidano nella mancanza di rispetto e di considerazione per tali supremi valori.

Per questo è più che mai necessario riproporre con la forza della verità i principi cristiani relativi alla famiglia, affinché sia dato ai nostri contemporanei di comprendere ed apprezzare il progetto originario del Creatore.

L’ideale della famiglia va ricercato in Dio stesso, nel mistero della sua vita trinitaria. Come l’essere umano, anche la famiglia ha in sé una sua somiglianza con Dio, poiché è comunità di persone unite nell’amore (cf. Giovanni Paolo II, Lettera alle famiglie, 6).

3. Carissimi fratelli e sorelle! Proseguite nel vostro servizio, contribuendo a mettere in luce le potenzialità già presenti nella coscienza di ogni persona, soprattutto in chi è illuminato e corroborato dalla fede. Dio ha riposto, infatti, nel cuore dell’uomo il sentimento dei valori morali fondamentali. Per questo nell’animo di ogni sposa e di ogni sposo si fa sentire le voce divina che invita ad attuare in pienezza la vocazione coniugale ad un amore fedele, stabile, generoso e aperto al dono della vita. Su tale amore si fonda il progetto coniugale, si costruisce giorno per giorno l’armonia della comunità domestica. Dio ha voluto garantire la protezione della vita mediante l’amore che pulsa nel cuore di ogni genitore. Egli ha fatto in modo che ciascun essere umano sentisse in coscienza il forte impegno di mettere la propria vita a disposizione della vita dei figli, dal primo istante del concepimento fino alla nascita; dal primo apparire alla luce, fino alla crescita ed al pieno sviluppo.

Sono doni che si trovano insiti nella coscienza di tutti, e che, con l’aiuto della grazia divina, possono raggiungere le dimensioni dell’eroismo, come nel caso delle due spose e madri che domani avrò la gioia di iscrivere nell’albo dei Beati. Il mio auspicio è che, grazie anche alla vostra fattiva e competente azione pedagogica e pastorale, si diffonda sempre più, specialmente fra i giovani, il rispetto per quei valori umani e spirituali che rendono la famiglia culla della vita e piccola chiesa domestica.

Con tali pensieri desidero incoraggiare il vostro lavoro, ed invoco su tutti voi la luce, la forza, la sapienza dello Spirito Santo. Invoco altresì la protezione della Vergine e di san Giuseppe, divenuti per noi i primi esemplari di quel “bell’amore” che la Chiesa non cessa di invocare per la gioventù, per i coniugi e per le famiglie.

A tutti la mia affettuosa benedizione.

 

© Copyright 1994 - Libreria Editrice Vaticana

 

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