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PAROLE DI GIOVANNI PAOLO II
DURANTE LA MESSA PER IL XVI ANNIVERSARIO
DELLA SCOMPARSA DI PAPA MONTINI

Castel Gandolfo - Sabato, 6 agosto 1994

 

Saluto e ringrazio cordialmente tutti voi che avete voluto con la vostra presenza rendere più suggestiva questa celebrazione eucaristica nella festa della Trasfigurazione del Signore.

Il pensiero va quest’oggi naturalmente al mio indimenticabile predecessore, il Servo di Dio Paolo VI, della cui morte ricorre l’anniversario. Egli si spense proprio in questo Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo sedici anni fa.

Ritornano alla mente la sua figura esile e delicata, il suo insegnamento lucido e coraggioso, la sua testimonianza chiara e vigorosa.

Con il passare degli anni non si affievolisce il ricordo di questo grande Pontefice. Egli ha vissuto in modo intenso il richiamo della fede e della santità e, quale intrepido Pastore, ha amato gli uomini del nostro tempo, ai quali ha annunciato, senza stancarsi né cedere a compromessi, la verità liberante ed esigente del Vangelo. Gesù Cristo, la Chiesa e l’umanità, sono stati i grandi riferimenti del suo pontificato che ha lasciato una traccia significativa in questo nostro secolo.

“Abbiate il desiderio di Cristo! - amava dire -. Il desiderio profondo di vederlo, d’incontrarlo e di viverlo pienamente ed eternamente. Il desiderio di Cristo glorioso: ecco la lampada dei nostri passi nel cammino della vita (Paolo VI, Udienza Generale del 26 maggio 1965: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, III (1965) 936 ss.).

Con tale esortazione, ben adatta all’odierna Festa liturgica che ci invita a fissare lo sguardo sul Signore trasfigurato, iniziamo la Santa Messa domandando al Padre celeste la grazia di proseguire con coraggiosa fedeltà l’opera che Paolo VI ha strenuamente svolto sino al termine del suo terreno pellegrinaggio.

 

© Copyright 1994 - Libreria Editrice Vaticana

 

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