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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI RAPPRESENTANTI
DELL'AZIONE CATTOLICA RAGAZZI

Sala del Concistoro -Giovedì, 22 dicembre 1994

 

Vorrei ringraziare per la vostra presenza qui, per questi auguri, per questi diversi doni che avete portato dalle diverse regioni, dalle diverse diocesi d’Italia. Ma avete portato soprattutto il dono che siete voi stessi, bambini e giovani di ACR.

Siete venuti qui anche con i vostri Superiori dell’Azione Cattolica, anche con il Presidente. Ma lui non sapeva cantare quel canto che avete eseguito . . . Deve entrare nell’ACR. Un anno fa è incominciato l’Anno della Famiglia con una Lettera, perché le famiglie sono fatte da persone, e alle persone si scrive, si scrive una Lettera alle famiglie. Così, con questa Lettera alle famiglie, abbiamo camminato tutto l’anno attraverso l’Italia e tutti i Paesi, i Continenti. Tutti hanno letto e meditato questa Lettera alle famiglie e l’hanno anche certamente completata nella propria esperienza.

Nell’avvicinarsi alla conclusione di questo anno, un Vescovo dell’India mi ha detto: “Si deve assolutamente scrivere una Lettera ai bambini!”. Ha insistito e io ho ceduto. Ho scritto questa Lettera ai bambini come conclusione: è una bella conclusione se si considera la circostanza, perché la famiglia va avanti con i bambini. Dalla famiglia escono i bambini e poi essi stessi creano le loro famiglie. Così cammina il mondo attraverso la storia. Ma questa conclusione è bella soprattutto perché è nel giorno del Natale. Nella grotta di Betlemme nasce il Bambino, il Bambino Gesù, Figlio di Dio, Figlio di Maria, Figlio di Dio e Figlio dell’uomo.

Allora, è bene che tutti i bambini, i coetanei del Bambino Gesù della nostra epoca, abbiano questa Lettera, questo segno di ciò che la Chiesa di Cristo pensa di loro: la Chiesa li ama, li sollecita per il loro futuro, per il loro bene, prega per loro e con loro, specialmente con loro. Ho poi anche ricordato nell’Angelus di domenica scorsa che i bambini devono pregare molto per la pace, perché loro sono quelli che il Signore ascolta di più. Hanno i cuori puri, hanno quella semplicità che vince anche il cuore di Dio.

Allora, carissimi bambini, vedete la vostra importanza nella Chiesa e nel mondo, in Vaticano e dappertutto, in ogni diocesi, soprattutto in ogni famiglia. Così io vi auguro di avere buone famiglie, buoni genitori, buoni fratelli, sorelle, per poter vivere bene la vostra fanciullezza e la vostra giovinezza: vivere bene, crescere negli anni e nella grazia, nelle forze fisiche e spirituali. Questo è il mio augurio che voglio trasmettere dal cuore di Gesù a voi tutti qui presenti.

Buon Natale e buon anno!

 

© Copyright 1994 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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