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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II ALL'ISPETTORATO DI
PUBBLICA SICUREZZA PRESSO IL VATICANO
Lunedì, 14 febbraio 1994
Signor Ispettore Generale, Signori funzionari e agenti dell’Ispettorato di
Pubblica Sicurezza presso il Vaticano!
1. Ogni nuovo anno che inizia domanda dei
gesti che noi chiamiamo tradizionali, ma che, ripetuti, si rinnovano e si
caricano, ogni volta, di valore e di significato.
Così avviene anche per questo
odierno incontro con le Autorità e il Personale della Polizia, che lo Stato
italiano deputa ad uno speciale servizio inteso a tutelare la missione del Papa,
Vescovo di Roma.
Ringrazio di cuore il Dott. Enrico Marinelli per le nobili ed
augurali parole rivoltemi, nelle quali si esprimono gli ideali civili ed umani
che animano ed orientano l’attività di tutti voi.
2. Mi è ben noto il necessario
e faticoso servizio d’ordine che impegna e coinvolge le vostre persone. Presenza
discreta e intelligente, la vostra, che non vuole essere repressiva, bensì
preventiva - tale cioè da impedire e scoraggiare ogni elemento di disturbo,
affinché il servizio ecclesiale del Papa possa svolgersi in un clima di
tranquilla serenità ed a quanti vengono a visitare i luoghi sacri della
Cristianità sia assicurata la possibilità di un’autentica esperienza religiosa a
contatto con le testimonianze più illustri ed autentiche della fede.
Il mio
augurio è che l’ordine esteriore, da voi mantenuto con impegno, sia proiezione
del vostro ordine interiore: ordine di pensieri, di scelte, di convinzioni;
ordine di orientamenti di vita, di ideali umani, di impegno morale e spirituale.
In tal modo non vi sarà dissonanza tra quanto chiedete agli altri e quanto voi
stessi siete e fate; ciò darà maggior autorevolezza ai vostri interventi, per
quella forza spirituale che si sprigiona dalla parola che nasce da intimo ed
appassionato convincimento.
3. Vostro compito è, innanzitutto, la quotidiana
tutela della dimora del Papa e delle adiacenze della Città del Vaticano.
Tuttavia esso si estende, talvolta, e si fa più meritevole - anche per un
maggior coinvolgimento di Personale - durante le Visite pastorali nell’Urbe e
durante i viaggi nelle varie città italiane, ove il ministero apostolico mi
chiama e mi conduce. Mi rendo conto di quale impegno e di quali responsabilità
vengano chieste ai vostri Superiori e alle vostre persone. La certezza di
servire, in tal modo, il Signore si trasformi in voi nella contentezza di aver
contribuito a “preparare la via del Signore”.
4. Carissimi, per tutti i giorni
di quest’anno di grazia affido voi ed il vostro lavoro alla materna protezione
di Maria Santissima, Madre di Gesù e Protettrice di ogni famiglia: Ella accolga
le vostre intenzioni e le avvalori presentandole al suo Figlio, affinché ideali,
propositi, aspirazioni, attività, tutto sia benedetto e protetto.
Nell’estendere
i miei auguri di serenità e di letizia alle vostre famiglie e ai vostri Cari,
specialmente a quelli fra loro che fossero provati in qualche modo dalla
sofferenza, a tutti imparto con affetto la mia benedizione.
Nel rinnovare il mio
affettuoso e riconoscente ringraziamento, imparto di cuore l’apostolica
benedizione.
© Copyright 1994 - Libreria Editrice Vaticana
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