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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI COMPONENTI DELL'ASSOCIAZIONE
SANTI PIETRO E PAOLO

Cortile di San Damaso - Domenica, 9 gennaio 1994

 

1. Mi sono soffermato davanti all’artistico presepe. Il presepe ci attira sempre, fa di noi un circolo, una famiglia, perché ci evoca la presenza del Padre Celeste. E così, nel nome di questo presepe, di questa divina Paternità, della Santa Famiglia qui raffigurata, saluto di cuore voi tutti qui presenti dell’Associazione Santi Pietro e Paolo.

Rivolgo un affettuoso saluto a ciascuno, un saluto ed un ringraziamento al vostro Presidente, l’avvocato Gianluigi Marrone, per le sue parole introduttive. Saluto cordialmente anche il vostro Assistente spirituale, Monsignor Carmelo Nicolosi.

Così con questo incontro nella vostra sede vogliamo concludere le celebrazioni natalizie di questo anno 1993 e per il 1994, il nuovo anno appena iniziato, ci auguriamo che sia fruttuoso per voi, per le vostre famiglie, per la vostra patria e anche per la Sede Apostolica.

L’odierno appuntamento mi offre l’opportunità di ringraziare sinceramente tutti i Soci per l’apprezzato servizio che offrono alla Santa Sede in diverse attività liturgiche e caritative. Desidero ringraziarvi, carissimi, soprattutto per la sintonia con il magistero che caratterizza il vostro sodalizio e per le preghiere che, ne sono certo, vengono da voi innalzate al Signore in favore del Papa e del suo ministero universale.

2. Mi è caro inoltre, in questa circostanza, esprimere il mio sentito compiacimento per l’artistico allestimento della raffigurazione della nascita del Salvatore. Ho potuto ammirare l’attenzione riservata ai dettagli, sia nelle numerose figure sia nell’insieme del paesaggio: è stata rappresentata una grande folla che si dirige verso la grotta di Betlemme. Si tratta di gente che appartiene alle diverse condizioni sociali: dal mondo della campagna a quello del lavoro salariato, da coloro che vivono in una dimora stabile a coloro che si spostano col gregge da un pascolo all’altro, dalle persone ricche a quelle povere.

In tutto questo si è voluto soprattutto mettere in rilievo le scene di vita familiare per ricordare, come è stato opportunamente sottolineato dal vostro Presidente, l’anno dedicato alla famiglia. Iniziato con la festa della Santa Famiglia, il 26 dicembre scorso, quest’anno vuol essere un tempo speciale di riflessione e di iniziative a favore della famiglia; esso invita i credenti ad approfondire i valori dell’istituto familiare e le responsabilità di quanti ne fanno parte, a tutti proponendo l’esempio della Santa Famiglia.

3. In tale atmosfera di comunione familiare e fraterna, carissimi, desidero ringraziare di cuore ciascuno di voi per i cordiali auguri che mi avete rivolto e che ricambio volentieri formando voti di un rinnovato impegno affinché le vostre famiglie diventino autentiche chiese domestiche in cui regnano l’amore, la pace e la grazia del Signore.

Con questi sentimenti, mentre invoco la celeste protezione della Madre di Dio, che ha donato al mondo il Salvatore, e di san Giuseppe, a cui fu affidata la sublime missione di custodire gli inizi della nostra redenzione, imparto volentieri a ciascuno di voi ed a tutti i vostri cari la benedizione apostolica.

 

© Copyright 1994 - Libreria Editrice Vaticana

 

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