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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI CARDINALI E AI VESCOVI DEL CONTINENTE AFRICANO

Lunedì, 31 gennaio 1991

 

Venerati fratelli nell’Episcopato!
Carissimi fratelli e sorelle!

1. Vi accolgo con gioia, carissimi Cardinali e Vescovi di 30 nazioni africane, insieme agli iniziatori del Cammino Neocatecumenale ed ai numerosi catechisti itineranti che nel Continente d’Africa lavorano per il Regno di Dio. La pace sia con tutti voi.

Alle soglie del terzo millennio cristiano vi siete riuniti a Roma per chiedere al Signore un nuovo slancio missionario in vista dell’Assemblea del Sinodo dei Vescovi per l’Africa che sarà celebrata il prossimo mese di aprile. Anche nel vostro continente, giovane e dinamico, la Chiesa attende con ansia un’accoglienza più vasta e più profonda delle ricchezze teologico-pastorali riscoperte dal Vaticano II.

L’umanità di oggi ha bisogno di una testimonianza che tocchi il cuore. Solo così nascerà l’uomo nuovo. Solo così non ci sarà più né giudeo né greco, né schiavo né libero, né uomo né donna, né bianco né nero (cf. Col 3, 10s; Gal 3, 28). L’uomo nuovo supera la religiosità naturale, la sua paura del divino e la continua tentazione di venerare Dio al solo scopo di ottenerne una vita facile e sicura. L’uomo “naturalmente” religioso non conosce ancora la dimensione profonda del Cristianesimo.

Il Continente africano sta vivendo, in proposito, un momento di portata storica. E questo rappresenta per voi un “tempo favorevole”, a lungo atteso e preparato, nel quale le Comunità ecclesiali sono chiamate a manifestare in pienezza il loro “camminare insieme”. L’imminente assise sicuramente costituisce un evento provvidenziale, che si inserisce nella promettente stagione pastorale della nuova evangelizzazione.

Anche per l’Africa c’è bisogno di un itinerario catecumenale che oltrepassi la religiosità naturale e conduca alla vera fede. Nella Chiesa dei primi secoli ciò è avvenuto con i popoli del bacino mediterraneo, anch’essi ferventi di una religiosità naturale e al tempo stesso disposti ad accogliere il messaggio evangelico. Il Vangelo semina nel cuore dell’uomo la charitas, l’amore come Cristo ci ha amato, l’amore divino, l’amore totale, l’amore per il nemico come è stato vissuto da Cristo che ha dato la vita per noi quando eravamo nemici di Dio (cf. Rm 5, 10). L’amore che fa di uomini diversi una sola cosa, affinché il mondo creda che Gesù Cristo è l’inviato del Padre (cf. Gv 17). A cent’anni dalla prima evangelizzazione, fecondata dal sangue dei martiri e dalla testimonianza di tanti missionari, l’Africa attende nuovi santi che portino il Vangelo incarnato in loro, nuovi evangelizzatori con i quali Cristo Risorto operi confermando la loro parola (cf. Mc 16, 20).

2. Venerati fratelli nell’Episcopato! In quanto Vescovi, voi siete anzitutto “apostoli”, inviati ad annunciare la Buona Novella! Voi siete i primi responsabili dell’annuncio di Cristo nella Chiesa. Tale responsabilità comporta essenzialmente due attenzioni fondamentali: la prima, che Cristo sia annunciato; la seconda, che l’annuncio, per così dire, “prenda corpo” nella vita concreta della gente.

Tocchiamo qui un nodo centrale della pastorale: quello della cosiddetta inculturazione della fede.

L’evangelizzazione, infatti, si rinnova là dove Cristo è annunciato con la potenza dello Spirito e al tempo stesso con sincero amore per l’uomo e la sua storia. Ebbene, tra gli strumenti provvidenziali di questa inculturazione vi è anche il Cammino Neocatecumenale. Vedo con gioia che in molte delle vostre diocesi, in culture diverse, come nello Zambia, nello Zaire, in Costa d’Avorio ed in altre nazioni, esso porta i suoi frutti. Si sono formate piccole comunità, nelle quali la famiglia viene sostenuta e aiutata nella sua missione fondamentale di proclamare Cristo portando la Croce della salvezza con Lui.

3. Il Pastore, mandato a discernere e valorizzare i doni dispensati per la crescita della Comunità, vigilerà, in particolare, perché si impostino nel modo opportuno il rapporto tra il kerigma e la cultura locale e quello tra le Comunità del Cammino e le Comunità parrocchiali.

È anzitutto dovere del Vescovo orientare le scelte di fondo del Cammino Neocatecumenale, il quale, essendo nato ed essendosi sviluppato in ambienti europei e latinoamericani, necessita della guida di illuminati Pastori africani o di esperti missionari per essere adattato alle esigenze particolari e missionarie delle varie nazioni.

Riguardo ai rapporti intraecclesiali tra le Comunità neocatecumenali e la Parrocchia, la Provvidenza vi viene incontro, cari Fratelli, proprio mediante l’esperienza sinodale. “Sinodo”, infatti, significa “cammino fatto insieme”. Il cristianesimo, secondo la primitiva denominazione, è esso stesso la “via”. L’itinerario neocatecumenale, che ha scelto per sé questo bel nome di “Cammino”, si pone al servizio della riscoperta della “via” del Vangelo, anzitutto per coloro che ne sono lontani. Esso pertanto può essere valorizzato per l’edificazione di una Parrocchia capace di formare adulti saldamente innestati in Cristo, nella sua parola e nei suoi Misteri.

Penso alle esortazioni dell’apostolo Paolo ai Tessalonicesi: “Non spegnete lo Spirito” (1 Ts 5, 19) ed ai Corinzi: “Tutto si faccia per l’edificazione” (1 Cor 14, 26). È necessario “camminare insieme”, armonizzando le comunità ed i gruppi ecclesiali in ordine alla crescita dell’intera Comunità parrocchiale sotto la guida del parroco e dei suoi collaboratori. Il Cammino Neocatecumenale, ben inserito nel piano pastorale della Comunità, in armonia con altri carismi che in essa operano, contribuirà efficacemente ad imprimere alle Parrocchie lo stile tipico della nuova evangelizzazione: stile fatto di essenzialità e di radicalità, di immersione nel mistero di Cristo morto e risorto e di coraggiosa apertura ai bisogni dell’uomo contemporaneo.

4. Di tale rinnovata azione missionaria la famiglia è senz’altro un soggetto primario nel duplice senso di destinataria e insieme veicolo della Buona Notizia. Tale stupenda realtà, manifestatasi subito nella Comunità primitiva, è tornata in piena evidenza dopo il Concilio Vaticano II, e rappresenta una vera struttura portante della Chiesa di ogni epoca. La famiglia non è la naturale culla dei Santi? E le vocazioni, non germogliano più facilmente in un nucleo familiare fedele al Vangelo? All’interno del Cammino Neocatecumenale numerose famiglie, spinte dalla forza della parola di Dio e dalla partecipazione ai santi misteri, hanno abbracciato con generosità le esigenze della missione, offrendo un prezioso aiuto a voi Pastori, che siete alla ricerca non solo di Sacerdoti e di catechisti, ma anche di coniugi e di famiglie in grado di prestare voce e cuore al Messaggio della salvezza.

Carissimi, vi aiuti ed accompagni nel vostro sforzo missionario Maria, la Vergine del Cammino. Ella, che si mise in viaggio per offrire all’anziana parente Elisabetta la pienezza di carità e di gioia di cui era ricolma (cf. Lc 1, 39-45), faccia sì che il vostro servizio sia generoso e ricco di frutti per l’edificazione delle Comunità ecclesiali dell’Africa. Camminate nella fedeltà verso Cristo e verso i fratelli! Camminate insieme! Di cuore tutti vi benedico.

 

© Copyright 1994 - Libreria Editrice Vaticana

 

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