Sabato, 4 giugno 1994
Carissimi giovani riuniti a Siena per il Congresso Eucaristico, non posso essere
in mezzo a voi, ma voglio dirvi che vi sono spiritualmente vicino mentre vi
apprestate ad iniziare una veglia, che si prolungherà lungo la notte, dopo il
Rosario che abbiamo recitato insieme.
Mi rallegro con voi, giovani, che volete restare davanti all’Eucaristia, perché
nel segno “povero” del pane e del vino riconoscete la presenza di Cristo, Via,
Verità e Vita. Voi sapete ascoltare come rivolte a ciascuno di voi personalmente
le parole di Gesù: “Prendete, mangiate, questo è il mio corpo . . . Prendete,
bevete, questo è il mio sangue”. Esse rendono nuovamente presente un evento in
cui è indicata la soprannaturale vocazione di ogni uomo: essere dono e farsi
dono. Mi rallegro con voi, giovani italiani, che fissate lo sguardo dell’anima
su Gesù Eucaristia, dono del Padre: potete così scoprire la vostra chiamata come
un progetto da realizzare giorno dopo giorno, nella libertà e nella dedizione.
Carissimi ragazzi e ragazze del Congresso Eucaristico di Siena, rimanete sempre
vicino a Gesù Eucaristia: nello spezzare il pane scoprirete il vero amore, che
dimentica se stesso per cercare sempre e soltanto il bene dell’altro; capirete
che Gesù è pronto a farsi carico di ogni vostra debolezza, di ogni peccato; e
riascoltando quell’altra sua parola: “Vi ho dato . . . l’esempio, perché come ho
fatto io, facciate anche voi” (Gv 13, 15), imparerete che la vera
grandezza sta nel servire per amore, e in questo impegno troverete la gioia di
vivere.
La Madonna vi precede nel cammino della vita. Anche il Papa cerca di essere con
voi e vi benedice.
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