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VISITA PASTORALE ALLA PARROCCHIA DI SAN BERNARDO DI CHIARAVALLE

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Domenica, 6 marzo 1994

 

Vi voglio chiedere quando vi riposate. Durante la notte vero? Quando vi riposate, andate a casa. La casa è un luogo di riposo, non solo perché ci sono i letti, ma soprattutto perché ci sono le persone a voi vicine: la mamma, il papà. Ci riposiamo in questo ambiente che loro costituiscono e insieme con loro ci sentiamo bene. Gesù vuol trovare un riposo “speciale in quella casa” che sono i vostri cuori. Vuole essere accolto, ospitato, vuol vivere con voi, parlare con voi, vuol avere con voi una conversazione cordiale e sincera. Questo specialmente nel giorno della Prima Comunione. La Comunione è sempre così. Essa vuol dire “riposo in un’altra persona”. Questa persona è ciascuno di voi, piccoli ragazzi e ragazze. Il vostro cuore è il luogo di riposo dove Gesù si sentirà certamente bene, perché i vostri cuori sono aperti ed accoglienti. Tutta la preparazione che adesso fate, punta su questa apertura a Gesù. Io vi auguro che la vostra casa sia accogliente per Gesù. Auguro alle case delle vostre famiglie, che, al momento della Comunione siano tutte aperte a Gesù, affinché egli possa trovare il riposo nell’ambiente delle vostre famiglie. Ringrazio di cuore i genitori, i catechisti e le catechiste che si dedicano alla vostra preparazione.

Voi costruite questa Chiesa non solo con i mattoni, ma anche come le pietre vive, che siete voi e vostre famiglie.

Al Consiglio pastorale

Al termine della Santa Messa ha luogo, in una sala dell’edificio parrocchiale, l’incontro con il Consiglio pastorale. Una sua rappresentante rivolge al Papa un breve indirizzo d’omaggio. Il Santo Padre risponde con le seguenti parole.

È molto giusto ciò che lei ha detto. Il compito del Consiglio pastorale è proprio quello di far comprendere ai Pastori la specificità dell’ambiente umano che è molto diversificato, ma la Chiesa è sempre nel mondo e in questo senso il Consiglio pastorale compie un grande compito pastorale e apostolico. Vi auguro di avere il dono del buon consiglio da parte dello Spirito Santo. Questo dono è tanto importante per la famiglia. L’ho scritto nella “Lettera alle Famiglie”, nell’Enciclica Veritatis splendor, nel “Catechismo” e in altri testi molto letti nel mondo intero. La famiglia è molto importante per noi perché tocca la realtà fondamentale. Ho letto nella stampa francese che il Papa conosce molto bene la realtà della famiglia: è vero, l’ho conosciuta da giovane sacerdote questa realtà e ho cercato di contribuire per quanto possibile al suo consolidamento. Auguro a tutte le famiglie di questo quartiere di avere il dono del buon consiglio. Ce ne vuole tanto per l’educazione dei figli, per la paternità responsabile, per risolvere tanti problemi quotidiani. Vi auguro, come mi ha detto una volta mio padre, di pregare lo Spirito Santo per i suoi doni, specialmente per il dono del buon consiglio.

Mi hanno chiesto come vedo questa vostra chiesa che non ho potuto consacrare personalmente. Ringrazio il Cardinale Vicario che lo ha fatto in novembre. Ho riflettuto durante la celebrazione sui due stili principali. Uno è il gotico, conosciuto in Italia, ma soprattutto in Francia, in Germania, in Olanda, in Polonia: Cracovia è molto gotica. È uno stile medioevale che spingeva verso l’alto, verso la trascendenza umana. Lo stile contemporaneo come quello della vostra chiesa ha un altro significato. Significa che Dio è sceso verso di noi, si è fatto uno di noi e cammina con noi negli impegni di ogni giorno. Per la mentalità odierna, che è meno gotica, ciò è più opportuno e più suggestivo e porta la gente verso la pietà, verso l’assemblea. È infatti vero che le grandi chiese gotiche sono talvolta difficili da riempire, ma quando si riempiono dalle navate si alza un canto tremendo.

Vi auguro di camminare insieme con il Signore in questa chiesa e mi congratulo con voi per il grande sforzo, artistico ed economico che avete compiuto.

Ai giovani

L’ultimo incontro con le componenti della parrocchia è riservato, come è ormai tradizione ai più giovani. Una ragazza, a nome dei suoi coetanei rivolge al Papa un breve saluto. Queste le parole che il Papa rivolge ai giovani presenti.

Ieri sera ho recitato il Rosario. Erano presenti molti pellegrini. Il cappellano degli universitari di Roma ha portato mille studenti. Io li ho guardati e ho pensato che conosco i giovani da tanti decenni. Ho trascorso tutta la mia vita sacerdotale con loro. Ho pensato anche: “Come sono belli, come sono indipendenti”. Hanno pregato, qualcuno mi ha confessato qualche problema, qualche tormento, qualche dolore familiare. Ho anche pensato che arriva un giorno in cui un ragazzo e una ragazza capiscono di essere l’uno per l’altra e cominciano un cammino insieme. Questo è un mistero come tutto ciò che è vocazione. A qualcuno Gesù chiederà di seguirlo ed egli lascerà tutto, ma l’altra e più comune vocazione è quella di costruire la famiglia.

Volevo dirvi questo perché viviamo l’“Anno della Famiglia” nel mondo e nella Chiesa. La famiglia è fondamentale, come costruirla bene è un grande problema. Il problema degli architetti è stato come costruire bene questa Chiesa, ma ancora più importante è costruire bene la comunità fondamentale che è la famiglia. Dovete riflettere e pregare per la vostra vocazione per capire se essa vi porta a seguire Cristo. Non vi manchi allora la determinazione e la forza. Se la vostra vocazione è di fondare la famiglia, preparatevi bene e costruite bene. Ci vuole una grande preghiera, non può essere una cosa improvvisata così come non può esserlo l’edificio sacro. Deve essere una cosa ben pensata.

 

© Copyright 1994 - Libreria Editrice Vaticana

 

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