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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AGLI STUDENTI ITALIANI

Basilica Vaticana - Mercoledì, 16 marzo 1994

 

Carissimi ragazzi,
carissimi giovani!

1. Benvenuti in questa Basilica, edificata sulla Tomba di san Pietro. Voi siete in questo momento al centro della Chiesa, di cui potete sentire in qualche modo pulsare il cuore. La Chiesa conta su di voi, Cristo conta su di voi. Egli vi chiama ad essere suoi apostoli. Ma voi forse vi domandate: dove posso impegnarmi concretamente?

Ecco la risposta: il primo campo di impegno è la Parrocchia. I Sacerdoti hanno bisogno della vostra presenza attiva per il loro lavoro con le nuove generazioni.

Ciascuno di voi è chiamato a costruire la Comunità. Ma per questo è necessario innanzitutto essere edificati dentro dal Signore, dal Vangelo, che rende genuina e robusta la fede.

Sia la Parrocchia la vostra famiglia; sentitela come vostra ed aprite il vostro spirito alle altre Comunità parrocchiali ed all’intera Diocesi. A ciò possono aiutarvi i convegni giovanili diocesani, le iniziative proposte da associazioni o movimenti in cui incontrate amici di diverse Parrocchie, in spirito di servizio e di missione verso i vostri ambienti di vita.

2. Attraverso la Parrocchia e la Diocesi, allargate i vostri orizzonti alla Chiesa universale, che Cristo Signore ha mandato in tutto il mondo. Nei grandi incontri della “Giornata Mondiale della Gioventù” viviamo in pieno questa dimensione universale dei giovani cattolici. Tra dieci giorni, Domenica delle Palme, celebreremo la nona Giornata Mondiale, e nel gennaio 1995 ci raduneremo a Manila, nelle Filippine. Chi sa? Forse anche qualcuno di voi ci sarà.

Così, cari ragazzi e ragazze, imparate a “respirare con la Chiesa”, a fare vostri i suoi obiettivi, che si riassumono in uno solo: evangelizzare. I laici devono essere protagonisti della nuova evangelizzazione, e tra loro particolarmente i giovani. Per fare questo, però, bisogna prepararsi, mettere radici profonde e forti. Occorre prepararsi ad essere missionari coraggiosi, là dove il Signore chiama.

3. Avete tanti esempi stupendi di giovani apostoli: pensiamo ad esempio a Pier Giorgio Frassati, a Pierina Morosini, a Benedetta Bianchi Porro e inoltre a tanti altri meno noti, che hanno seguito Cristo senza riserve giungendo anche a sacrificare la vita per i fratelli.

Anche a voi, carissimi, io dico: seguite Gesù dovunque vada, e conoscerete la gioia vera.

È questo l’augurio del Papa per voi. Lo accompagno con una speciale Benedizione, che estendo ai vostri familiari.

Agli insegnanti e agli studenti
dell’“Istituto Cesare Arici” di Brescia

Un saluto particolare desidero rivolgere ad Insegnanti e Studenti dell’“Istituto Cesare Arici” di Brescia, che, accompagnati dai loro familiari, sono venuti a Roma nella ricorrenza del centenario del riconoscimento legale della loro Scuola.

Carissimi, l’Avvocato Giuseppe Tovini, con lungimirante intuito, ideò per la città di Brescia un modello di scuola ancorato ad una proposta educativa capace di formare giovani pronti a portare nella società civile non soltanto i pregi della cultura classica ma anche i valori genuini della tradizione cristiana. Lo stesso Papa Paolo VI fu alunno del vostro Istituto e ne conservò sempre un grande e riconoscente ricordo.

Siate dunque fieri della vostra Scuola e cercate di essere all’altezza di una così nobile tradizione!

Con la mia affettuosa Benedizione.

 

© Copyright 1994 - Libreria Editrice Vaticana

 

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