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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI MEMBRI
DEL CIRCOLO DI SAN PIETRO
Sala del Concistoro - Lunedì, 28 marzo 1994
Carissimi dirigenti e soci del “Circolo San Pietro”!
1. Sono lieto di
accogliervi come ogni anno, ma oggi in coincidenza d’un singolare anniversario.
Sono infatti trascorsi, 125 anni da quando, il 28 aprile 1869, prese avvio la
vostra Associazione, nata grazie all’iniziativa di un drappello di giovani
desiderosi di testimoniare al mio venerato predecessore Pio IX devoto
attaccamento in un’epoca non facile per il papato e per il popolo romano.
Ricordando il bene operato dal vostro Sodalizio in questo periodo di storia
porgo a tutti il mio cordiale saluto. In particolare, saluto Mons. Ettore Cunial,
che da oltre vent’anni vi è accanto e vi guida con saggezza quale Assistente
spirituale. Saluto, poi, il Presidente, il Marchese Giovanni Serlupi Crescenzi,
il quale, con le sue cortesi parole, s’è fatto interprete dei vostri sentimenti,
illustrandomi talune delle attività espletate nell’anno trascorso, e facendomi
partecipe dei programmi della vostra Associazione.
Vi ringrazio per questa
visita, per l’affetto sincero ed immutato che riservate al Successore di Pietro,
e per la preziosa opera che continuate a svolgere a favore della città di Roma
mediante diverse iniziative sociali e caritative.
2. Nota caratteristica e
peculiare del Circolo San Pietro è la totale disponibilità verso la Chiesa, il
Magistero e la persona del Papa. Il vostro Sodalizio è stato, inoltre, sempre
riconosciuto come strumento della carità del Successore di Pietro, quasi come un
“suo braccio” proteso verso i bisognosi della Città eterna. La carità ha quindi
accompagnato e connotato sempre la vostra esistenza, carità che non è
assistenzialismo né filantropismo, ma amore verso Dio e il prossimo, che cerca
sempre nuove vie per recare ovunque il conforto della fattiva solidarietà.
Carissimi, fate in modo che la vostra azione apostolica sia sempre corredata di
questa qualità squisita. Seguite l’esempio di quanti vi hanno preceduto. Come
non pensare ad esempio, tra gli altri, al Servo di Dio Angelo Russeli-Cioldi,
morto in odore di santità? Percorrete con gioia le strade che portano dove c’è
dolore, bisogno, miseria: diffondete tra i fratelli serenità e sollievo
spirituale e materiale.
3. Come poc’anzi ha ricordato il vostro Presidente, voi
quest’oggi mi rimettete l’obolo di San Pietro, raccolto alle porte delle chiese
di Roma. In questo gesto par esserci la ripetizione di quanto si legge negli
Atti degli Apostoli, quando i fedeli della prima comunità cristiana, privandosi
dei loro averi, deponevano il loro contributo ai piedi degli Apostoli che “poi
veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno” (At 2, 45; 4, 35). L’“Obolo di
San Pietro” è per le opere di carità del Papa, viene così offerta a lui la
possibilità di venire in aiuto a molti bisognosi che bussano alle porte della
Sede Apostolica. Grazie per questa vostra preziosa collaborazione.
Il servizio
d’onore, poi, a voi riservato durante le celebrazioni nella Basilica di San
Pietro è, certamente, un riconoscimento alla vostra fedeltà manifestata alla
Sede Apostolica, ma è pure un sottolineare che, a chi fa la carità per amore di
Dio, spetta un posto privilegiato nella Casa del Signore.
Carissimi, dei 125
anni del vostro Sodalizio, voi rappresentate la continuazione e l’attualità: ne
siete l’oggi, rinnovando il tradizionale giuramento di fedeltà al Papa secondo
il suggestivo motto: preghiera, azione, sacrificio.
Mentre ringraziamo il
Signore d’aver suscitato e mantenuto fiorente il vostro Circolo di San Pietro,
vogliamo chiedere per ognuno di voi il dono dell’entusiasmo perché possiate
proseguire nel solco segnato dai vostri lungimiranti fondatori.
Invoco per
questo abbondanti ricompense celesti, il sostegno della Madre di Dio e dei Santi
Apostoli Pietro e Paolo, mentre di cuore imparto la benedizione apostolica su
voi, sulle vostre famiglie, sui collaboratori e sulle vostre molteplici attività
liturgiche, culturali e caritative.
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© Copyright 1994 - Libreria Editrice Vaticana
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