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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DELLA FEDERAZIONE
DELLE FAMIGLIE DI SCH
ÖNSTATT

Sala del Trono - Lunedì, 14 novembre 1994

 

Care sorelle e fratelli!

E per me una vera gioia poter salutare i rappresentanti delle coppie di sposi del V Capitolo della Federazione delle famiglie di Schönstatt. Con il vostro pellegrinaggio a Roma nell’anno della Famiglia avete voluto, nel contempo, anche presentare la prima Federazione delle famiglie, sorta in seno al movimento di Schönstatt.

Raccomando vivamente a voi, in particolar modo, l’importanza del ruolo centrale che il magistero della Chiesa attribuisce al matrimonio e alla famiglia. L’uomo è l’unica creatura al mondo voluta da Dio per amore di se stessa. Quest’uomo, che sin dall’inizio è stato così voluto dal Creatore, può trovare se stesso soltanto attraverso il proprio disinteressato donarsi. “L’amore fa sì che l’uomo si realizzi attraverso il dono disinteressato di sé: amare significa dare e ricevere quanto non si può né comperare né vendere, ma solo liberamente e reciprocamente elargire” (Giovanni Paolo II, Lettera alle famiglie, 11).

L’emanazione dell’amore è un elemento essenziale del mistero della Creazione. Solamente l’amore crea il bene, e solo questo è possibile percepire, in tutte le sue dimensioni e manifestazioni, nelle cose create e soprattutto nell’uomo. La primordiale felicità dell’“origine” dell’essere umano, che Dio ha creato come “Uomo e Donna” (Gen 1, 27) a sua immagine, è espressione di un essere radicato nell’amore. Il conseguente dono di sé che va fino agli estremi livelli dell’esistenza soggettiva dell’uomo e della donna è che si rispecchia nell’esperienza corporale reciproca è testimonianza di questo radicamento nell’amore.

Nel mistero della Creazione uomo e donna sono offerti l’uno all’altro dal Creatore come doni, e ciò non soltanto in virtù di quella prima comunità fatta di persone, ma per l’intera specie umana e l’intero consesso degli uomini. Il “conoscere” di cui parlano le Sacre Scritture (Gen 4, 1) è l’atto nel quale l’essere ha la sua scaturigine.

L’essere umano, come uomo e donna, fonda l’umanità attraverso il reciproco “conoscersi” in questa specifica comunità. Ciò conferma e rinnova l’esistenza degli uomini come immagine di Dio. L’esempio che voi dovete dare nel matrimonio, secondo il pensiero del vostro fondatore, possa aiutare molti uomini e molti cristiani a trovare nel matrimonio la realizzazione della loro chiamata. E' compito delle coppie cristiane trovare nel matrimonio la via verso la santità. Maria, la “Madre del bell’amore” (Giovanni Paolo II, Lettera delle Famiglie, 20), e il suo sposo, il Santo Giuseppe, possono essere il modello.

E nostro compito invocare loro nella preghiera per tutte le coppie sposate e le famiglie. Concedo di tutto cuore a voi e a tutti i membri della Federazione la mia benedizione apostolica.

 

© Copyright 1994 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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