DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI MEMBRI DELL'ASSOCIAZIONE DEI GIORNALISTI
CATTOLICI DEL BELGIO PER LA PRESENTAZIONE DELLE
«ÉTRENNES PONTIFICALES»
Sabato,
19 novembre 1994
Signor Presidente, Signore e Signori,
È per me una grande gioia ricevere la
delegazione dell’Associazione dei Giornalisti Cattolici e dell’Unione dei
Giornali Cattolici del Belgio. Ringrazio innanzitutto il vostro Presidente per
le sue calorose parole.
La vostra presenza è anche un’ennesima occasione per
unirmi con il pensiero a tutti i vostri compatrioti, cui non ho potuto rendere
visita, come da me previsto, nel maggio scorso. La vostra visita al Successore
di Pietro è una testimonianza della filiale attenzione che voi avete nei
confronti della Santa Sede e della sua missione spirituale e caritatevole nel
mondo, missione resa possibile grazie alla condivisione e alla solidarietà delle
Chiese locali, di movimenti e di associazioni come le vostre, sull’esempio della
prima comunità dei cristiani (cf. At 4, 32-34).
Le proposte del vostro Presidente rendono evidente il modo in cui voi
giornalisti cattolici assolvete al vostro dovere informativo. Con i vostri
articoli sulle gioie e sulle sofferenze dei fratelli e delle sorelle di tutti i
continenti, non siete solo chiamati a descrivere gli avvenimenti e riportarli
correttamente ma anche, con analisi e riflessioni ispirate dai valori cristiani,
ad aprire il loro cuore ad una dimensione mondiale e invitarli a sapersi sempre
più responsabili verso il prossimo. L’apporto dell’informazione diviene così un
momento di istruzione morale e spirituale.
D’altro canto, quando siamo informati dei bisogni di quanti soffrono, la
nostra responsabilità comporta atti concreti: abbiamo il compito di presentare
al Signore i nostri fratelli che versano in situazioni difficili; a noi compete
anche di mobilitarci per offrire conforto e assistenza, cosa che è un dovere non
solo di giustizia ma soprattutto di carità, con cui rendiamo presente Cristo (cf.
San Tommaso d’Aquino, Summa theologiae, II-II, q. 23). Come precisa ancora
Origene, “per natura, noi siamo tutti il prossimo gli uni degli altri; ma con le
opere di carità ci si rende prossimo a chi si fa del bene” (Origene, Commento al Cantico,
I).
Il nostro incontro mi permette di ringraziarvi calorosamente per il vostro
sostegno. Vi sarei grato se esprimeste la mia viva gratitudine ai vostri lettori
per il loro generoso aiuto. Auguro che il vostro pellegrinaggio a Roma vi
rinsaldi nella vostra missione di cristiani nella Chiesa e nel mondo. E
nell’affidarvi all’intercessione dei Santi apostoli Pietro e Paolo, che hanno
saputo diffondere la Buona Novella del Vangelo, e di San Francesco di Sales,
patrono dei giornalisti di tutto cuore vi accordo la mia benedizione apostolica.
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