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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AL CARDINALE MIKEL KOLIQI

Galleria dell'Aula Paolo VI - Lunedì, 27 novembre 1994

 

Venerato Fratello,

Con grande gioia e affetto La accolgo, insieme con quanti si rallegrano con Lei, in occasione della sua elevazione alla dignità cardinalizia. L’incontro odierno rinnova in me il caro ricordo dell’intensa visita che ho potuto compiere in Albania il 25 aprile dello scorso anno. In Lei saluto ora l’autorevole rappresentante della Chiesa albanese, che ha offerto una coraggiosa testimonianza di fedeltà a Cristo, affrontando le terribili sofferenze causate dalla dura persecuzione scatenata dal regime totalitario.

Il suo servizio alla Chiesa si sviluppa nell’arco di lunghi anni. Dopo aver ricevuto la formazione scolastica e teologica in Italia, Ella ha svolto un’efficace azione pastorale, particolarmente rivolta verso la gioventù, nella sua Arcidiocesi di Scutari. Attraverso svariate iniziative Ella ha saputo portare il Vangelo fra i giovani: seguendo il cammino dell’Azione Cattolica, attraverso la stampa, le attività ricreative, l’istituzione di una compagnia filodrammatica, con cui Ella poté esprimere la naturale passione per l’arte e la musica.

Tali molteplici attività si intensificarono con la nomina a Parroco della Cattedrale e Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Scutari. La sua illuminata azione pastorale venne fortemente contrastata dal regime comunista, che La fece arrestare e condannare più volte. Le minacce e le pressioni non frenarono il suo impegno di evangelizzazione e di servizio ai fratelli. Per questo la persecuzione comunista si accanì contro di Lei condannandoLa ai lavori forzati, a cui Lei fu sottoposto per lunghi anni in vari campi di lavoro, fino alla liberazione, avvenuta nel 1986. Dopo il duro inverno della violenta opposizione, la Chiesa albanese insieme con Lei può oggi guardare con speranza al futuro.

Desidero esprimerle, Signor Cardinale, profonda riconoscenza per l’esempio di intrepida testimonianza evangelica offerta nello svolgimento del ministero sacerdotale. Mentre invoco la celeste protezione della Madonna del Buon Consiglio tanto cara agli Albanesi, imparto di cuore a Lei, e a quanti oggi La circondano, e alla diletta Nazione albanese la benedizione apostolica.

 

© Copyright 1994 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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