Sala di Sant'Ambrogio - Lunedì, 28 novembre 1994
Signor Cardinale,
Carissimi Fratelli e Sorelle!
Vi accolgo molto volentieri in
questa speciale Udienza che mi consente di porgere le mie felicitazioni a Lei,
amato Fratello, entrato a far parte del Collegio cardinalizio. Saluto tutti i
presenti ed in special modo i familiari, con un particolare pensiero per il
Fratello, Monsignor Carlo Poggi, Vescovo di Fidenza, e per Monsignor Antonio
Mazza, Vescovo di Piacenza-Bobbio, Diocesi da cui Ella proviene ed alla quale è
sempre stato profondamente legato.
Ella presta già da alcuni anni un
significativo servizio nell’Archivio Segreto e nella Biblioteca Vaticana, dopo
aver svolto importanti e delicati compiti nella Diplomazia Vaticana. Mi piace
ricordare qui soprattutto il suo incarico di Nunzio Speciale per i rapporti
della Santa Sede con i Paesi dell’Est, prima di essere nominato, nel 1988,
Nunzio Apostolico in Italia.
Lungo è stato l’itinerario della sua attività
diplomatica e pertanto vasto ed intenso il patrimonio di conoscenze e di
esperienze, che ora Ella pone al servizio del Collegio cardinalizio. Mentre
rinnovo a Lei, Signor Cardinale, sentimenti di profonda gratitudine e di vivo
apprezzamento per l’opera fin qui svolta con tanto amore verso la Sede
Apostolica, desidero estendere la mia riconoscenza alla famiglia e alla comunità
diocesana, che hanno dato alla Chiesa due sacerdoti destinati a svolgere in essa
un ruolo tanto importante.
Nell’assicurarle il mio costante ricordo nella
preghiera, Le auguro, Signor Cardinale, con le parole di san Paolo ai Tessalonicesi, un avvenire sempre ricco di spirituali consolazioni: “Lo stesso
Signore nostro Gesù Cristo e Dio Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per
sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, conforti i vostri
cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene” (2 Ts 2, 16-17).
Di cuore
imparto a Lei e a quanti oggi La circondano una speciale benedizione apostolica.
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