Signor Cardinale,
Venerati Fratelli nell’Episcopato,
Carissime Suore
Apostole del Sacro Cuore di Gesù,
Fratelli e Sorelle!
1. Nel porgere il mio cordiale benvenuto a tutti i presenti, qui convenuti per
commemorare il primo centenario di fondazione dell’Istituto delle Apostole del
Sacro Cuore di Gesù, desidero salutare in primo luogo il Signor Cardinale
Camillo Ruini e ringraziarlo per le gentili espressioni che mi ha appena
rivolto, illustrando il significato delle celebrazioni con cui le Religiose qui
riunite intendono ricordare i primi cento anni della loro Famiglia. Saluto pure
i Signori Cardinali e i venerati Presuli che sono voluti intervenire a questo
incontro. Il mio grato pensiero si rivolge, poi, alla Madre Maria Auxiliadora de
Godoy, Superiora Generale delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù, e in lei
saluto tutte le Consorelle dell’Istituto, assieme ai parenti, agli alunni, ai
parrocchiani, ai collaboratori e agli ammalati, venuti a far visita al
Successore di Pietro.
2. Carissime Sorelle! Il vostro carisma nella Chiesa è quello di adorare e
far conoscere il Sacro Cuore di Gesù, anelando all’amore perfetto per Dio ed
esercitando in maniera tutta particolare la testimonianza della carità
fra gli uomini, quale dono della sovrabbondante sollecitudine del Padre celeste
verso tutti i suoi figli.
Si tratta di una vocazione esigente, ma sempre necessaria nella Chiesa, perché
dalla contemplazione dell’amore di Cristo deve scaturire ogni azione
apostolica, nella consapevolezza che “di generazione in generazione durano i
pensieri del suo Cuore, per salvare dalla morte i suoi figli e nutrirli in tempo
di fame” (Sal 33, 11.19).
Come è stato appena ricordato, l’Istituto delle Apostole del Sacro Cuore è sorto
il 30 maggio 1894 per iniziativa della Serva di Dio Madre Clelia Merloni, con
l’intento di recare aiuto agli orfani, ai poveri, ai malati e alla gioventù,
operando per “la gloria del Sacro Cuore di Gesù, propagandone la devozione,
cercando di riparare gli oltraggi che Egli riceve dai peccatori” (Dir. Man.
1, p. 8).
3. La decisione di dare alla Congregazione una specifica impronta caritativa
va ricercata nell’intensa devozione che ella ebbe nei confronti del Cuore di
Cristo, - “la prima e la più cara delle devozioni”, come ella amava dire - tanto
da chiamare la nuova fondazione con il nome di Istituto delle Apostole del
Sacro Cuore di Gesù. Con tale denominazione il Servo di Dio Mons. Giovanni
Battista Scalabrini, Vescovo di Piacenza, le accolse nella sua Diocesi,
concedendo, il 10 giugno 1900, l’approvazione delle regole e della forma di
vita.
Fin dall’inizio, la vostra Comunità sentì impellente il bisogno di andare nel
mondo ad annunciare e testimoniare l’amore di Cristo e i tesori infiniti del
suo Cuore. Le vostre attività missionarie, sia in Europa che soprattutto
nelle Americhe, stanno a testimoniare una generosità apostolica che va
incoraggiata e sostenuta mediante un’intensa e quotidiana preghiera, per far
sì che l’annuncio evangelico e la carità che volete diffondere nel mondo sia
segno di servizio e di grazia.
4. “Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me; sgorgheranno da lui fiumi
d’acqua viva” (Gv 7, 37-38). Questo è l’invito sempre attuale che il
Redentore affida a tutti, ma in modo particolare affida a voi, carissime
Religiose Apostole del Sacro Cuore, perché ad ognuno sia dato di conoscere e di
sperimentare che solo in Cristo, Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, si trova
la piena realizzazione dei desideri e delle aspirazioni più vere di ogni persona
umana.
Vi esorto a non venire mai meno al vigore del vostro carisma, ma a porlo con
rinnovato impegno a servizio della nuova evangelizzazione che interpella oggi
tutta la Chiesa, specialmente in questo tempo che ci introduce ormai al grande
appuntamento del nuovo millennio cristiano.
Confidate ardentemente nella materna protezione di Maria, Madre di Dio e Madre
nostra, la quale ci insegna a seminare nel mondo l’amore al suo divin Figlio,
dal quale può scaturire l’amore per ogni uomo, creato ad immagine del Padre
celeste.
Con questi auspici, ben volentieri benedico la statua del Sacro Cuore destinata
al villaggio albanese di Dajc, dove operano le vostre Consorelle. Benedico pure
la prima pietra della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, che costruirete a Rocca di
Papa, quale dono alla diocesi di Frascati a ricordo del vostro centenario.
E benedico, infine, con particolare affetto, voi qui presenti e tutte le vostre
Consorelle sparse nel mondo, come pure i vostri familiari e le tante persone
alle quali provvedete mediante le vostre molteplici opere.
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Copyright 1994 - Libreria Editrice Vaticana