Sala Clementina - Venerdì, 28 ottobre 1994
Carissimi Religiosi della Congregazione della Passione!
1. Sono molto lieto di
incontrarmi con voi, in occasione del vostro Capitolo Generale, che si celebra
in concomitanza col terzo centenario della nascita del vostro Fondatore, Paolo Danei, in religione Paolo della Croce. Saluto con affetto tutti i presenti, con
un particolare pensiero al Preposito Generale, Padre José Augustín Orbegozo
Jáuregui, che ringrazio per le devote espressioni poc’anzi rivoltemi.
San Paolo
della Croce fu anzitutto un uomo di Dio, tormentato dal fatto che la Passione di
Gesù, da cui ci viene ogni bene, fosse così dimenticata. Egli aveva compreso che
nella Passione si trova la salvezza eterna dell’uomo ed anche il segreto per il
superamento dell’egoismo, delle rivalità e della durezza di cuore, che tanto
male portano all’umanità.
2. Grande mistico, fu anche un uomo straordinariamente
equilibrato. Con profonda intuizione spirituale, egli si adoperò per rendere la
fede e la pratica cristiana comprensibili ed attraenti per l’uomo moderno e
riuscì a coinvolgere nel suo apostolato non solo il clero e le anime più
sensibili, ma anche la gente semplice del popolo. Si consumò nello zelo e nella
carità, felice di offrire a Dio la sua intera esistenza. Egli è certamente un
uomo dalla cui vita e dai cui insegnamenti ancora oggi è possibile imparare come
si cammina nelle vie di Dio e come si serve il suo Regno. Mi rallegro, perciò,
delle numerose iniziative prese in quest’anno centenario per ricordare la sua
figura ed approfondire i suoi insegnamenti.
Il vostro Fondatore aveva ben
compreso come i meccanismi del potere, dell’avidità, del protagonismo fossero
incompatibili con i sentimenti del Crocifisso. Perciò predicava e promuoveva il
distacco e la libertà interiore: “Studiate - scriveva - di essere semplici e
umili come bambini; non perdete di vista l’orribile nulla che siete, non perdete
di vista il vostro niente avere, niente sapere, niente potere... E la pace che è
frutto dello Spirito Santo vi farà crescere in carità gli uni verso gli altri,
essendo un cuore solo in Gesù Cristo” (San Paolo della Croce, Lettere, IV, 226).
3. Il Capitolo Generale
che state celebrando ha un tema interessante: la Passione di Gesù e la passione
dell’uomo: qual è il messaggio di san Paolo della Croce e la risposta
passionista oggi? Esso si svolge mentre stanno avviandosi a conclusione i lavori
dell’Assemblea del Sinodo dei Vescovi sulla vita consacrata e sulla sua missione
nella Chiesa e nel mondo. Vi esorto ad essere testimoni dei valori dello Spirito
tra gli uomini d’oggi, seguendo l’ispirazione del vostro speciale carisma di
Passionisti. Nella lettera che ho indirizzato a tutta la vostra Congregazione ho
messo in evidenza la preziosità del vostro carisma e la grande attualità che
esso ha per la Chiesa e per l’umanità del nostro tempo.
Sappiate tradurre,
carissimi, anche per l’uomo moderno gli insegnamenti dati a voi con tanto calore
e tanta sapienza dal Fondatore. È questo il vostro specifico contributo al
grande impegno della Chiesa per la nuova evangelizzazione. Proseguite
generosamente nell’apostolato a contatto diretto con tanti popoli e culture,
specialmente con tanti poveri e sofferenti.
Desidero incoraggiarvi in questo
sforzo, che nel Capitolo viene condiviso a livello internazionale, esortandovi a
non perdervi d’animo di fronte alle difficoltà ed a rinnovare ogni giorno la
fiducia e la speranza nel sostegno della grazia di Dio. La Passione di Gesù, a
cui vi ispirate, sia la fonte della vostra forza e della vostra costanza, perché
guardando al Crocifisso tutto appare sotto una nuova luce, quella dell’infinito
amore di Dio.
4. Il nostro tempo manifesta i segni di un profondo disagio
spirituale, dovuto allo smarrimento dei riferimenti sicuri e consolanti della
fede. Quale grande bisogno ha oggi l’umanità di essere accolta, ascoltata,
illuminata con amore! E quale grande tradizione avete voi Passionisti nel campo
del colloquio, della direzione spirituale, dell’amministrazione del Sacramento
della Riconciliazione! Non si tratta di apostolato di poca importanza, come
qualcuno potrebbe pensare, perché il passaggio alla civiltà dell’amore può
avvenire soltanto se si opera per comunicare la potenza della Redenzione.
La
radicalità della mistica di Paolo della Croce, non appartiene solo al passato,
ma è un bene di cui il mondo attuale ha profondo bisogno. Vi esorto perciò ad
approfondirne il valore, sapendola tradurre, adattare, incarnare nel contesto
culturale odierno. Fedeli a una tradizione che vuole voi Passionisti maestri di
preghiera e le vostre comunità scuole di preghiera (Cost. 37), continuate a
coltivare una forte spiritualità, che comunichi a tutta la Chiesa e specialmente
alle persone consacrate il desiderio di partecipare alla Passione di Cristo per
rinascere ogni giorno ad una vita più alta.
5. Alle soglie del terzo millennio
cristiano, il mondo ha ancora bisogno di guardare con fede all’immagine del
Crocifisso. Predicate la Croce. Offrite ai laici, specialmente ai sofferenti ed
agli oppressi, il grande messaggio in essa contenuto. So che molte persone
singole e vari Movimenti e Gruppi ecclesiali sentono vivamente oggi il bisogno
di approfondire questo mistero centrale della fede, partecipando attivamente
alla vostra preghiera ed al vostro apostolato. È un “segno dei tempi” da non
trascurare.
Concludendo questo nostro breve ma intenso incontro, desidero
rinnovare l’espressione della stima ed amicizia che i Papi e la Sede Apostolica
hanno avuto per il vostro Fondatore e per la vostra Congregazione. Mentre affido
all’intercessione di Maria Addolorata, di san Paolo della Croce e dei Santi e
Beati Passionisti il frutto dei lavori capitolari e l’impegno di
evangelizzazione dell’intera Congregazione, imparto con affetto a ciascuno di
voi la benedizione apostolica, estendendola volentieri a tutte le persone che si
ispirano al carisma ed alla spiritualità passionista.
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Copyright 1994 - Libreria Editrice Vaticana