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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DI RELIGIOSI IMPEGNATI
NEL DIALOGO INTERRELIGIOSO CON I MUSULMANI

Sabato, 26 agosto 1995

 

Cari Fratelli francescani,
Cari amici,

1. È per me motivo di gioia ricevere voi, partecipanti del Congresso organizzato dalla Commissione internazionale dell’Ordine dei Frati Minori per i rapporti con i musulmani. La vostra commissione si è posta lo scopo di promuovere la presenza francescana tra i musulmani e di rispondere agli interrogativi dei cristiani che vivono e lavorano tra loro. Gli organizzatori francescani hanno opportunamente invitato a prendere parte ai lavori membri di altre comunità religiose, al fine di arricchire le vostre riflessioni grazie alla loro competenza. Convenuti qui da ventotto paesi d’Africa, Medio Oriente, Asia ed Europa, avete una ricca esperienza da condividere, con l’aiuto di eminenti esperti nelle problematiche che voi studiate. Vi ringrazio per il vostro desiderio di incontrare il Successore di Pietro per metterlo al corrente delle vostre preoccupazioni.

2. L’impegno dei francescani nel dialogo con i musulmani non è nuovo: risale infatti a San Francesco di Assisi, il quale si recò di persona a incontrare il sovrano musulmano Al-Kamel in Egitto. San Francesco ha lasciato ai suoi figli delle indicazioni ben precise su come intavolare rapporti con i musulmani. Così, nel ricercare oggi il dialogo interreligioso, in particolare con i seguaci dell’Islam, voi siete fedeli a uno dei carismi del vostro Ordine. Sono felice di vedere rinnovarsi da qualche anno l’impegno della famiglia francescana in questi dialoghi interreligiosi, che rientrano nell’ambito della missione evangelizzatrice della Chiesa (cf. Lettera enciclica Redemptoris Missio, 55-57).

3. Avete scelto un tema delicato come oggetto dei vostri scambi di esperienza: gli integralismi nell’Islam e il cristianesimo. Atteggiamenti di questo tipo sono infatti riscontrabili in diversi ambiti e constatarlo vi permetterà di condurre un’analisi oggettiva di questo fenomeno nell’Islam.

Nelle regioni in cui voi esercitate il vostro ministero avete modo di sperimentare direttamente gli effetti del fondamentalismo islamico, che da qualche anno a questa parte sta avendo manifestazioni eccezionali. E necessario che voi manteniate un certo distacco e restiate lucidi, per poter portare avanti la vostra missione in questo contesto. Il fenomeno dell’integralismo deve essere studiato in tutte le sue motivazioni e manifestazioni. L’analisi delle situazioni politiche, sociali ed economiche indica che il fenomeno non è solo religioso, ma che in molti casi la religione viene sfruttata per fini politici o ancora per compensare difficoltà di carattere sociale ed economico. Non può esserci una soluzione realmente durevole al fenomeno dell’integralismo, fin tanto che non vengano risolti i problemi da cui trae origine.

Se l’intolleranza e la violenza scatenata dall’integralismo sono da condannare, è ancora più importante guardare con fede e amore alle persone che assumono questi atteggiamenti e che spesso soffrono.

4. La vostra presenza e la testimonianza che rendete a Cristo nei paesi musulmani sono preziose per la Chiesa. So bene che in quelle regioni incontrate spesso non poche difficoltà, ma vi esorto a portare la Buona Novella dell’amore di Cristo Salvatore di tutti gli uomini, di Colui che ha detto ai suoi discepoli: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20).

Di tutto cuore vi imparto la mia Benedizione apostolica, che estendo a tutti i fedeli tra cui portate la vostra missione.

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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