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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO
DEL «COETUS INTERNATIONALIS MINISTRANTIUM»

Martedì, 29 agosto 1995

 

Cari ragazzi e giovani!

1. Eccovi nuovamente a Roma per l’incontro internazionale dei Ministranti. Vi accolgo tutti con gioia. Voi siete, ciascuno per la sua parte, la speranza ed il futuro della Chiesa sulla strada che ci conduce alla pienezza di vita in Cristo.

Ringrazio vivamente Mons. Pierre Raffin, vostro Presidente, per le parole che mi ha appena indirizzato a nome di tutti. Come egli ha detto, mi piace incontrare i giovani e mi piace incoraggiarli, perché la loro vita può essere straordinaria quando essi accettano che sia Dio a darle il senso autentico.

Questo senso, cari amici, per voi è radicato nella partecipazione attiva alla liturgia. Voi già vi premurate di assicurare un servizio durante la Messa della domenica. Continuate con ogni dedizione ad essere fedeli a questo impegno così prezioso! Non potete immaginare quanto i cristiani delle vostre parrocchie, delle vostre cappellanie e delle varie comunità che frequentate, siano contenti di vedere che il servizio dell’altare è assicurato con dignità, competenza e amore.

2. Il vostro Congresso quest’anno ha per tema una frase del Vangelo, una parola di Gesù stesso: “Beati gli operatori di pace!” (Mt 5, 9). Ecco, cari amici, un programma splendido ed esigente! È un motto che ciascuno di voi può prendere come impegno della propria vita, sia nella comunità cristiana che a scuola, sia per la strada che a casa. Voi conoscete, infatti, il ruolo che la pace occupa nella liturgia. Durante la Messa, appena prima della comunione, il celebrante riprende le parole stesse di Gesù: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace” (Gv 14, 27). E, subito dopo, Cristo Gesù, che è la “nostra pace” (Ef 2, 14), si offre come cibo per unire le nostre vite alla sua.

Vedete, dunque, quanto la pace è essenziale alla vita della Chiesa, quanto essa è voluta dal Signore ed è al tempo stesso il frutto di un impegno. Carissimi, siate “operatori di pace”, a partire dalla liturgia. Premuratevi di mettere il servizio di Dio al di sopra della vostra soddisfazione personale. Siate aperti a ciò che vi dicono gli altri, senza transigere sulla verità, ma senza mai mancare di carità.

3. Ihr wit, da unsere Zeit in besonderer Weise das begünstigt, was die Entwicklung der Kommunikationsmittel und die Aneignung der Kultur betrifft. Ein jeder kann heute in kurzer Zeit Zugang zu den Informationsquellen haben. Die wissenschaftlichen Arbeiten haben sehr stark zugenommen, insbesondere um den Reichtum der christlichen Tradition zu erschlieen. Zweifellos habt Ihr noch nicht das notwendige Alter, um lange Studien über die Liturgie anzustellen. Dennoch gibt es gute Veröffentlichungen, die allen den Reichtum der christlichen Symbole zugänglich machen können. Zögert also nicht, meine lieben Freunde, Zeit darauf zu verwenden, um Euch in den Reichtum der Überlieferung im Bereich der Liturgie zu vertiefen. Seid nicht nur Diener am Altar, sondern Freunde des Altars, weil Ihr ergriffen worden seid von dem, den er repräsentiert. In der Geschichte hat der Altar verschiedene Formen erlebt, aber er war immer das Symbol Christi, der ”Altar, Priester und Opferlamm“ ist, wie die Liturgie sagt.

Ecco le parole del santo Padre in una nostra traduzione in italiano.

3. Sapete che il nostro tempo favorisce in modo particolare lo sviluppo dei mezzo di comunicazione e l’appropriazione della cultura. Chiunque oggi può avere accesso in breve tempo a tutte le fonti d’informazione. Gli studi scientifici sono aumentati enormemente, soprattutto quelli volti a scoprire la ricchezza della tradizione cristiana. Senza dubbio non avete ancora l’età sufficiente per fare degli studi approfonditi sulla liturgia. Ciononostante esistono buone pubblicazioni che permettono a tutti di accedere alla ricchezza dei simboli cristiani. Non esitate allora, cari amici miei, a spendere il vostro tempo per approfondire la ricchezza della tradizione nell’ambito liturgico. Non siate soltanto servitori dell’altare ma anche amici dell’altare perché siete stati toccati da Colui che questo rappresenta. Nella storia l’altare ha avuto diverse forme rimanendo però sempre il simbolo di Cristo, che è l’altare, sacerdote e agnello sacrificale come dice la liturgia.

4. Saluto cordialmente i Vescovi e saluto di cuore voi Ministranti ungheresi qui presenti e quelli in patria. Abbiate coscienza della grandezza e dell’importanza del vostro impegno che svolgete accanto all’altare del Signore. Nella Santa Messa celebriamo il grande mistero della nostra fede: Cristo rinnova il sacrificio della croce e dona il suo santo corpo, il Pane della vita eterna, a coloro che hanno fede in Lui. Continuate quindi a svolgere con gioia e con dedizione il vostro servizio. Annunciate anche nella vita quotidiana la morte di Cristo e professate con fede la sua resurrezione, salvezza del mondo.

5. Mes chers amis, vous devez sans cesse revenir à ce qui fait l’essentiel de notre foi. La messe du dimanche est ce moment privilégié, ce moment unique de la semaine où, avec toute l’Eglise, vous prenez part au sacrifice du Christ. Chaque fois que le prêtre refait les gestes du Christ et redit ses propres paroles – ceci est mon corps, ceci est mon sang, faites cela en mémoire de moi –, le Christ luimême est présent au milieu de nous. Au centre du chœur, l’autel devient alors ce lieu de grâce où le Christ est réellement présent et où il se donne aux membres de son Corps. Et vous, serviteurs de ce mystère, vous en êtes les premiers témoins avant d’en être un jour peut–être, si le Seigneur vous y appelle, les acteurs privilégiés. Si Jésus vous demande de le suivre et de lui donner votre vie en devenant prêtres, répondez–lui!

La célébration du mystère central de notre foi a besoin d’être entourée du plus grand respect. Je suis heureux de voir à ce propos que vous disposez désormais de l’édition du Cérémonial que Monseigneur Raffin m’a remise. Vous serez donc autour de l’autel comme les serviteurs qui se tiennent prêts à recevoir le Maître à son retour, “vigilants dans la prière et remplis d’allégresse”.  Vous voyez combien votre tâche est grande et combien l’Eglise a raison de compter sur vous.

Confiant dans votre enthousiasme, confiant dans la force que vous donne le Seigneur, je vous envoie de nouveau en mission. Soyez des témoins de la grandeur de Dieu! Soyez des disciples du Christ! De grand cœur, je vous donne ma Bénédiction Apostolique et je l’étends tout particulièrement à vos familles, à vos amis qui n’ont pu venir et à tous ceux qui vous aideront à avancer sur votre route.

Ecco le parole del santo Padre in una nostra traduzione in italiano.

5. Miei cari amici, non dovete mai smettere di rammentare quale sia l’essenza della nostra fede. La messa domenicale è quel momento privilegiato, quel momento unico della settimana in cui, con tutta la Chiesa, voi prendete parte al sacrificio di Cristo. Ogni volta che il sacerdote ripete i gesti di Cristo e le sue parole – questo è il mio corpo, questo è il mio sangue, fate questo in memoria di me – è Cristo stesso a essere presente tra noi. L’altare, al centro del coro, diventa allora quel luogo di grazia dove Cristo è realmente presente e dove Lui si dona ai membri del suo Corpo. E voi, servitori di questo mistero, ne siete i primi testimoni, prima di diventare forse un giorno, se il Signore vi chiamerà, gli attori privilegiati. Se Gesù vi chiede di seguirlo e di donargli la vostra vita diventando sacerdoti, rispondetegli!

La celebrazione del mistero centrale della nostra fede deve essere circondato dal massimo rispetto e sono pertanto felice di vedere che avete ormai tutti l’edizione del Cerimoniale che Monsignor Raffin mi ha fatto pervenire.

Voi sarete dunque intorno all’altare come i servitori che si tengono pronti a ricever il Maestro al suo ritorno, “vigili nell’attesa e pieni di gioia” (Praefatio dell’Avvento). Vedete bene quanto sia grande il vostro compito e quanto la Chiesa abbia ragione di far conto su di voi.

Fiducioso nel vostro entusiasmo e nella forza che il Signore vi dona, vi rimando in missione. Siate testimoni della grandezza di Dio! Siate discepoli di Cristo! Con tutto il cuore vi imparto la mia Benedizione Apostolica e l’estendo in modo particolare alle vostre famiglie, ai vostri amici che non hanno potuto essere qui, oggi, e a quanti vi aiuteranno a progredire nel vostro cammino.

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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