DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AD UN GRUPPO DI GIOVANI GIORNALISTI RUSSI
Sabato, 2 dicembre 1995
Sono lieto di dare il benvenuto a voi, giovani giornalisti, venuti a Roma
dalla Russia nel corso del vostro tirocinio professionale.
Auguro pieno successo a questo vostro itinerario di preparazione, che parla
già di per se stesso dello sforzo di rinnovamento del vostro Paese ed anche
dell’impegno con cui voi intendete dedicarvi al servizio delle comunicazioni
sociali, un servizio sempre più necessario e che impone formazione assidua e
integrale.
La Chiesa, che ha manifestato in vari modi e in numerose occasioni la sua
attenzione verso il mondo giornalistico, vede in voi degli “operatori,
servitori, artisti della parola” (Insegnamenti di Giovanni Paolo II, IX/1
[1986] 555).
Dai giornalisti si attende oggi un contributo assai vasto e ben preciso alla
retta informazione, in campo nazionale e internazionale, per favorire l’intesa
fra le persone e fra i popoli, la solidarietà senza barriere e legami di
fraternità fra tutti. Voi siete ora agli inizi della vostra carriera: vi auguro
di incominciarla nel migliore dei modi, anzitutto come “uomini della verità” (Insegnamenti
di Giovanni Paolo II, IX/1 [1986] 555).
Sappiate essere fedeli alle nobili tradizioni culturali e spirituali del
vostro Paese ed attenti alle aspirazioni di tanti fratelli che, nel mondo,
lottano per una vita più degna e rispettosa delle persone.
Con questo auspicio elevo preghiere a Dio perché la sua luce vi accompagni
sempre e benedica le vostre famiglie e la vostra amata Patria.
© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana
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