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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II ALLE PARTECIPANTI AL CAPITOLO GENERALE DELLE SUORE MISSIONARIE
DI SAN CARLO BORROMEO
Sabato, 16 dicembre 1995
Reverenda Superiora Generale, Carissime Suore Missionarie di San Carlo
Borromeo!
1. Sono lieto di porgervi il mio cordiale benvenuto, accogliendovi dopo il
decimo Capitolo generale, che avete celebrato a cento anni dalla fondazione del
vostro Istituto. Vi saluto tutte con affetto, rivolgendo un particolare pensiero
a Suor Marissonia Daltoé, alla quale auguro un generoso e proficuo servizio alla
Congregazione, secondo le linee di rinnovamento e di azione concreta per i
prossimi sei anni, scaturite nel corso dei lavori capitolari.
La ricorrenza centenaria della vostra Famiglia religiosa vi ha fornito,
certamente, lo stimolo a rimeditare e ad approfondire le genuine intuizioni che
spinsero il Venerabile Mons. Giovanni Battista Scalabrini, in collaborazione con
il P. Giuseppe Marchetti e Suor Assunta Marchetti, a dar vita alla vostra
Congregazione, nata il 25 ottobre 1895 a Piacenza, per recare il sollievo e la
sollecitudine della Chiesa agli orfani ed agli emarginati del mondo
dell’emigrazione.
Oggi voi siete diffuse in venti Paesi, inserite attivamente tra la gente, nel
contesto della mobilità umana, per essere migranti con i migranti, costruttrici
di pace e a difesa della vita.
Il carisma che distingue la vostra azione apostolica si fonda nella
contemplazione di Cristo povero e sofferente, spingendosi ad una carità senza
confini. Quest’esigente itinerario di fede e di amore vi pone a contatto
specialmente con bambini, donne ed anziani che vivono in situazioni di
precarietà o di emarginazione.
Ciò domanda, come avete opportunamente sottolineato nelle riflessioni
capitolari, un habitus mentale e spirituale squisitamente femminile di servizio
e di dono, che vi permetta di essere forti e libere di fronte alle lusinghe del
secolarismo e dell’individualismo, e, al contrario, sempre aperte ad accogliere
in nome di Dio chiunque vi interpella e bussa alla porta del vostro cuore.
2. La vostra quotidiana attività apostolica, inoltre, vi pone a contatto con
lingue e culture diverse, con realtà e problemi sempre nuovi rispetto a quelli
dei vostri Paesi d’origine. Alimentate, carissime Sorelle, lo spirito
missionario che vi contraddistingue con incessante preghiera; percorrete un
serio cammino di formazione, che vi renda capaci di accogliere con generosità ed
apertura gli insegnamenti del Magistero, aggiornandovi anche in quelle scienze
umane che possono aiutarvi nella vostra missione. Vi è chiesto infatti di saper
ascoltare con disponibilità e comprensione quanti ricorrono a voi per un
sostegno morale e umano, di saper comprendere le situazioni in cui operate, al
fine di poter inculturare il messaggio evangelico.
Essere missionarie nel mondo della mobilità umana vi spinge poi ad avere una
tipica attitudine di itineranza, disponibili a recarvi ovunque la Provvidenza vi
chiami e la Chiesa vi invii. Il mondo attende che voi siate missionarie di
speranza e di solidarietà, testimoniando i valori propri della vostra identità
scalabriniana, quali l’apertura all’universalità, la libertà interiore e il
distacco, l’umiltà e la semplicità, lo sforzo dell’inculturazione e
l’accoglienza. La vostra dimensione di consacrate a Cristo vi spinge ad una
costante e capillare opera di evangelizzazione e di catechesi sistematica e
aggiornata, secondo il concetto che ne aveva il fondatore, Mons. Scalabrini,
definito dal mio venerato Predecessore Pio IX “l’Apostolo del Catechismo”.
3. Carissime Sorelle! Il giubileo dei cent’anni di fondazione, unitamente
all’appena celebrato Capitolo generale, sono eventi che vi hanno offerto
abbondanti motivi di riflessione circa il carisma dell’Istituto e circa la
vostra missione nella Chiesa e nel mondo. Sappiate porre in atto ciò che lo
Spirito vi ha suggerito e proseguite senza tentennamenti il vostro peculiare
servizio ai fratelli bisognosi con gioia e generosità.
La Vergine Maria, che accompagna le fatiche di ogni missionario, vi sostenga
sempre con la sua intercessione e vi aiuti a vivere intensamente questo tempo di
immediata preparazione al Santo Natale, per gustare pienamente la gioia e la
pace portate a tutti gli uomini dal Salvatore.
Con tali auspici, imparto di cuore a voi qui presenti ed all’intera vostra
Congregazione una speciale Benedizione Apostolica.
© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana
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