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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLA GIUNTA E AL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA DI ROMA

Giovedì, 23 febbraio 1995

 

Signor Presidente,
Illustri Componenti della Giunta e del Consiglio Provinciale di Roma,
Gentili Signori e Signore!

1. Nel porgervi un cordiale benvenuto a questo tradizionale incontro, desidero innanzitutto manifestare viva riconoscenza per i voti augurali che mi sono stati espressi. Ringrazio in particolare il Presidente della Giunta Provinciale, On. Giorgio Fregosi, per le cortesi parole che ha voluto poc’anzi rivolgermi a nome di tutti.

Desidero a mia volta formulare sentiti auguri per ciascuno di voi e per le rispettive famiglie: il 1995 sia un anno di grazia, ricco di serena laboriosità e di generosa dedizione al bene della società.

Il compito a cui siete stati chiamati dalla fiducia dei cittadini richiede – lo sapete bene – doti di ascolto, capacità organizzative, attitudine al servizio e disponibilità al sacrificio. La nostra epoca manifesta un profondo bisogno di chiarezza e di trasparenza da parte dei pubblici amministratori, per ristabilire quel clima di collaborazione e di fiducia fra popolazione e istituzioni che è essenziale al buon andamento della civile convivenza.

In molti sentono oggi il bisogno di una rinnovata intesa fra amministrazioni pubbliche, forze sociali e semplici cittadini, per affrontare in modo sereno e costruttivo i problemi vecchi e nuovi che, purtroppo, continuano a creare non poche difficoltà alla società italiana in generale e alla Provincia di Roma in particolare.

2. Desidero qui sottolineare un problema importante e delicato, con cui ogni pubblica amministrazione è oggi chiamata a confrontarsi. Si tratta della necessità di una corretta e lungimirante politica della famiglia. L’istituto familiare appare infatti troppo spesso aggredito da pressioni economiche e sociali che ne ostacolano in vario modo l’esistenza e lo sviluppo.

È necessario prevedere e provvedere adeguate misure di sostegno per la famiglia, giacché dal buon funzionamento di questa sua cellula fondamentale dipende in larga misura il benessere dell’intera società. La tutela dei diritti della famiglia si esprime in numerosi campi di azione sociale e politica. Occorre offrire a tutti la possibilità di usufruire di un alloggio dignitoso, di strutture sanitarie efficienti, di servizi scolastici e formativi aggiornati. È poi necessario che ciascuno dei genitori possa esprimere al meglio il proprio specifico ruolo all’interno della famiglia, in particolare per quanto riguarda l’educazione dei figli. In tutto questo l’amministrazione provinciale, pur non disponendo di grandi strutture e di risorse finanziarie cospicue, possiede tuttavia una capacità di interventi capillare e immediata, anche facendo leva sulle possibilità offerte da un’attenta decentralizzazione.

Uno specifico accenno merita, poi, il diffuso fenomeno della disoccupazione, che da qualche tempo ha toccato in forma rilevante anche i comuni del Circondario di Roma. La situazione si presenta ancora più preoccupante, se si pensa che ai segnali di una nuova fase di ripresa economica non si è accompagnato un corrispondente aumento dei posti di lavoro. Si rende perciò necessario intervenire affinché i frutti dell’attuale sviluppo della produzione vengano indirizzati verso una ridistribuzione equa della ricchezza prodotta, mediante una politica che ponga al primo posto l’istituzione di nuove possibilità di occupazione. I benefici effetti di una tale politica economica si farebbero sentire in primo luogo proprio all’interno della vita familiare.

3. Non è compito della Chiesa proporre soluzioni tecniche ai problemi; essa intende invece offrire agli amministratori della cosa pubblica cordiale collaborazione, in primo luogo richiamando ciascuno alle sue specifiche responsabilità. Essa però ha anche il dovere di denunciare, forte solo della verità del Vangelo, le situazioni di ingiustizia o di inadempienza, portando inoltre un concreto sostegno alla convivenza civile, soprattutto mediante le numerose organizzazioni caritative e di volontariato.

A questo proposito mi è gradito constatare ancora una volta la consolidata collaborazione fra la Provincia e la Diocesi di Roma, attraverso l’intesa fra pubblica amministrazione e realtà ecclesiali, in particolare per quanto concerne i servizi dovuti alle fasce meno abbienti della società. In una cultura che tende ad ampliare sempre più l’influsso del principio della concorrenza, non solo all’interno del mercato, ma nello stesso ambito delle relazioni sociali, è necessario riaffermare con forza il principio della solidarietà per preservare l’umana convivenza da ogni tipo di egoismo sia personale che di gruppo.

4. L’Anno da poco cominciato costituisce un ulteriore significativo passo verso il grande Giubileo del 2000, la cui preparazione è già iniziata. Si presenta qui un terreno quanto mai significativo per una proficua collaborazione fra la Comunità ecclesiale e l’Amministrazione provinciale. La Provincia di Roma, infatti, può offrire un apprezzato contributo affinché si possa giungere a quello storico appuntamento in un clima di serenità, offrendo ai pellegrini provenienti da ogni parte del mondo una valida testimonianza della tradizionale ospitalità del popolo italiano, ed in special modo degli abitanti di Roma e del suo circondario.

Nella prospettiva del progressivo avvicinamento al grande Giubileo del 2000, desidero rinnovare a ciascuno dei presenti i più sentiti auguri per il Nuovo Anno: che sia per tutti un anno di pace, di fruttuoso lavoro e, soprattutto, di abbondanti grazie del Cielo. Voglia Iddio benedire voi, le vostre famiglie e tutte le vostre attività.

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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