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VIAGGIO APOSTOLICO NELLE FILIPPINE,
IN PAPUA NUOVA GUINEA, AUSTRALIA E SRI LANKA

X GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTŁ

DISCORSO DI SUA SANTITĄ GIOVANNI PAOLO II
AI PRESULI DELLE FILIPPINE

Sala Domingo Salazar Hall, Curia dell'Arcidiocesi di Manila
Sabato, 14 gennaio 1995

 

Cari Fratelli in nostro Signore Gesù Cristo,

1. Il mio desiderio di celebrare la Decima Giornata Mondiale della Gioventù a Manila, nello stesso momento in cui la comunità cattolica filippina commemora il Quarto Centenario dell'Arcidiocesi di Manila, Cebu, Caceres e Nueva Segovia, non poteva non contemplare anche il desiderio di avere questo incontro speciale con voi - i Pastori della Chiesa di Dio nelle Filippine -. Uniti insieme nel suo nome (cfr. Mt 18,20), siamo un'icona viva della comunione che dà vita alla Chiesa. Ogni incontro del Vescovo di Roma con i membri del Collegio dei Vescovi rievoca la gioia e l'entusiasmo evangelico della Pentecoste, quando «Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici» (At 2,14), proclamò senza paura la Buona Novella della salvezza attraverso la Morte e la Risurrezione del Signore. Oggi a Manila, in questa Sala dedicata a Domingo Salazar - il primo Vescovo delle Filippine - proviamo di nuovo lo stesso vincolo di carità e affetto che univa gli Apostoli a Gerusalemme.

2. Nel corso dei secoli, il messaggio cristiano si è profondamente radicato nell'anima filippina e rimane la forza animatrice della vostra società. Dopo oltre quattro secoli e mezzo da quando la fede cattolica è stata qui proclamata per la prima volta, lo Spirito che ha portato i popoli di questo Arcipelago ad abbracciare il Vangelo senza rinunciare ai molti elementi positivi del loro retaggio culturale, adesso chiama la Chiesa a rendere una rinnovata testimonianza del potere del Vangelo di trasformare la vita e la cultura umana (cfr. Gaudium et spes, n. 58).

Al fine di promuovere la «grande primavera cristiana» (Redemptoris missio, n. 86) che Dio sta preparando all'approssimarsi del Terzo Millennio, le vostre Chiese particolari hanno impegnato generosamente le loro energie spirituali e pastorali nella nuova evangelizzazione. Il Secondo Concilio Plenario delle Filippine (PCP II), celebrato in conformità alle direttive del Concilio Vaticano Secondo, è una tappa decisiva nel vostro cammino verso il Grande Giubileo dell'anno 2000. Esorto tutti - Pastori, sacerdoti, religiosi e laici: fate dell'adempimento degli Atti e dei Decreti del Concilio Plenario e del Piano Pastorale Nazionale il fulcro della vostra vita e del vostro apostolato.

3. Come osservate nel vostro Documento Conciliare, l'attenzione alla catechesi è «il primo elemento di una rinnovata evangelizzazione» (n. 156). La catechesi della nuova evangelizzazione intende invitare il popolo, come primo passo, a una più profonda conversione del cuore. Questa metanoia, il cammino di conversione che conduce al Grande Giubileo dell'Anno 2000, comprende un «impegno a percorrere l'aspro sentiero della Croce» (ibid, 669). I Pastori devono vegliare per garantire che la predicazione e la catechesi presentino la Buona Novella pienamente e sistematicamente, senza distorsioni (cfr. Catechesi Tradendae, n. 30), soprattutto riguardo ai Sacramenti, attraverso i quali si alimenta e si sostiene la fede del vostro popolo. A tale proposito state saggiamente svolgendo una catechesi completa e continua, con lo scopo di condurre i fedeli a una più devota celebrazione di questi «capolavori di Dio» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1116). In tal modo, la natura prettamente soprannaturale della missione della Chiesa verrà tutelata e abbondanti energie spirituali verranno attivate nella vita dei fedeli.

4. Il pellegrinaggio della Chiesa verso il Regno passa attraverso il mondo che essa si impegna a servire. Al fine di essere lo strumento divino dell'amore redentore in mezzo alle crisi sociali dei nostri giorni, la Chiesa deve essere un segno convincente del suo Signore, che «spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo» (Fil 2, 7). Essa è chiamata a esercitare «un vero ruolo profetico, denunciando i mali dell'uomo nella loro sorgente contaminata, indicando la radice delle divisioni e infondendo la speranza di poter superare le tensioni e i conflitti per giungere alla fratellanza, alla concordia e alla pace a tutti i livelli e in tutti i ceti dell'umana società » (Reconciliatio et Paenitentia, n. 4). In quanto Vescovi, conoscete bene le enormi sfide che vi si presentano: la perdita di nobili ideali, la confusione della coscienza morale riguardo al bene e al male, il crescente materialismo e l'indifferenza religiosa, le ingiustizie proprie di certe politiche economiche, il crescente divario tra ricchi e poveri. Affrontando questi ed altri problemi con il potere liberatore del Vangelo, la vostra missione giunge al cuore della società filippina. L'evangelizzazione integrale deve mirare a creare e alimentare una fede che comporti un'autentica trasformazione degli individui e della società.

Una situazione in cui il benessere economico e il potere politico sono concentrati nelle mani di pochi, rappresenta, come avete scritto, «un affronto alla dignità e alla solidarietà umana» (Documento Conciliare PCP II, n. 296). Troppe famiglie non hanno una terra da coltivare e una casa in cui vivere, e troppe persone non hanno un lavoro e sono prive dei servizi basilari. Il vostro compito deve consistere nel contribuire a creare un nuovo atteggiamento, una convinzione forgiata dal principio dell'obiettivo sociale del potere e del benessere, che può condurre a opportuni cambiamenti nell'ordine predominante. Le ricchezze della creazione rappresentano un bene comune di tutta l'umanità, e quanti possiedono le varie forme di «benessere» in una data società devono considerarsi «amministratori, cioè ministri tenuti ad operare in nome di Dio» (cfr. Tertio Millennio adveniente, n. 13).

5. Nello svolgere il vostro ruolo di Pastori, avete impegnato la Chiesa delle Filippine ad essere una «Chiesa dei Poveri». Avete fatto appello ai cattolici affinché abbraccino «lo spirito evangelico della povertà, che associa il distacco dal possesso con una profonda fiducia nel Signore quale fonte di salvezza» (Documento Conciliare PCP II, n. 125). Questa è la via del Signore Gesù, con il suo amore speciale per i sofferenti e gli emarginati, i piccoli e i peccatori. Non siete rimasti in silenzio di fronte alle ingiustizie perpetrate contro i poveri, ma avete energicamente difeso i loro diritti. Nelle Filippine i poveri sono chiamati ad essere validi agenti dell'evangelizzazione e non soltanto il suo oggetto.

Avete difeso con forza la verità sull'uomo nel vostro insegnamento sul valore della vita umana e la santità della procreazione. Lo scorso anno, nella mia Lettera alle famiglie, ho scritto che «ci troviamo di fronte ad un'enorme minaccia contro la vita: non solo di singoli individui, ma anche dell'intera civiltà» (n. 21). Quando grandi interessi promuovono politiche che sono contro la legge morale iscritta nel cuore umano (cfr. Rm 2, 15), essi offendono la dignità dell'uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio, e nel fare ciò minano le fondamenta della stessa società. Poiché la Chiesa attribuisce un alto valore ai doni divini della vita umana e alla sua inalienabile dignità, essa non può che opporsi con forza a tutte quelle misure che, in qualsiasi modo, tendono a promuovere l'aborto, la sterilizzazione e anche la contraccezione. Voi vi opponete fermamente al pessimismo e all'egoismo di quanti tramano contro lo splendore della sessualità umana e della vita umana (cfr. Documento Conciliare PCP II, n. 585), quale esigenza essenziale del vostro ministero pastorale e del vostro servizio al popolo filippino.

6. Poiché «a ciascuno è stata data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune», le «varietà di doni» e le «diversità di ministeri» presenti nella comunità cristiana devono essere convogliate a costruire l'unico Corpo di Cristo (cfr. 1 Cor 12, 4-7). Quali vostri «cooperatori, figli e amici» (Lumen gentium, n. 28) i sacerdoti per primi hanno diritto alla vostra guida, al vostro incoraggiamento e alla vostra ispirazione, affinché possano adempiere al loro ministero con fedeltà e in modo fecondo. I vostri sforzi per dare nuovo impulso all'evangelizzazione dipenderanno molto dalla vostra solerte attenzione allo sviluppo spirituale dei sacerdoti e dei seminaristi. Sono lieto di notare che la vostra Conferenza sta preparando un Programma Filippino aggiornato di Formazione Sacerdotale, che si fonderà sulla Ratio fundamentalis e sulla Pastores dabo vobis, mettendo in evidenza una sana formazione nella vita spirituale e nella teologia del sacerdozio ministeriale (cfr. Piano Nazionale di Pastorale, art. 75,77.1). Tutta la comunità deve avvertire la necessità di promuovere vocazioni sacerdotali, e tocca a voi garantire che «la dimensione vocazionale sia sempre presente in tutto l'ambito della pastorale ordinaria, anzi sia pienamente integrata e quasi identificata con essa» (Pastores dabo vobis, n. 41).

Non occorre dire che i religiosi e le religiose hanno un ruolo importante da svolgere nella nuova evangelizzazione delle Filippine, così come lo hanno avuto sin dall'avvento della Chiesa in questi luoghi. Ciascun Istituto è chiamato a esaminare il suo particolare carisma alla luce dei segni dei tempi, mettendo i suoi doni comunitari al servizio della Chiesa (cfr. Perfectae caritatis, n. 20). I regolari consulti attraverso canali aperti di comunicazione tra Vescovi e Superiori generali, che voi raccomandate nel Piano Nazionale di Pastorale (cfr. n. 89.1) non possono che rendere più efficace quel «lavoro» nella vigna da cui il Signore trarrà il suo raccolto.

Il Concilio Vaticano Secondo - che deve essere considerato il «grande dono dello Spirito alla Chiesa sul finire del secondo millennio» (Tertio Millennio adveniente, n. 36) - ha aperto le porte ai laici affinché sviluppino una spiritualità consona al loro stato di vita. Li ha sollecitati a partecipare più ampiamente ai settori di vita della Chiesa che giustamente li riguardano. I laici cattolici delle Filippine devono essere incoraggiati ad assumersi la loro piena responsabilità per la missione della Chiesa nel mondo. Poiché è loro vocazione specifica ordinare gli affari temporali «secondo Dio» (Lumen gentium, n. 31), la sfida che devono affrontare è quella di essere «santi in tutta la loro condotta» (cfr. 1 Pt 1, 15), conducendo gli altri a Cristo grazie alla convincente testimonianza della loro vita nel foro quotidiano delle attività umane. Perciò essi si attendono da voi le risorse di una formazione spirituale e dottrinale in grado di rispondere alle esigenze di un mondo sempre più complesso.

7. Una sfida particolare che il vostro ministero deve affrontare è quella di difendere la famiglia e di rafforzare la vita familiare. La società filippina ha ancora una forte tradizione a questo proposito, ma sempre di più - come siete ben consapevoli - le famiglie hanno bisogno di aiuto per opporsi ai negativi effetti sociali e culturali che accompagnano le rapide e profonde trasformazioni economiche che stanno avendo luogo in tutta l'Asia. Desidero ringraziarvi per tutto ciò che la vostra Conferenza, e in particolare la vostra Commissione per la Vita Familiare, ha fatto per richiamare l'attenzione sui bisogni della famiglia nel corso del passato Anno della Famiglia.

Allo stesso modo, i doni e le necessità particolari dei giovani richiedono una sollecita attenzione pastorale. I giovani sono la sorgente di speranza per il futuro, come abbiamo visto durante la Decima Giornata Mondiale della Gioventù proprio qui a Manila. Con il loro entusiasmo e la loro energia, devono essere incoraggiati e formati a diventare «protagonisti dell'evangelizzazione e artefici del rinnovamento sociale» (Christifideles laici, n. 46). Essi sono evangelizzatori che portano il Vangelo ai loro pari, soprattutto a quanti si sono allontanati dalla Chiesa e che spesso non possono essere raggiunti dalle normali attività pastorali. Mentre gli strumenti ordinari dell'opera giovanile nelle parrocchie devono continuare e svilupparsi, al fine di garantire che i giovani non vengano isolati dalla comunità più ampia, sono ugualmente utili associazioni, movimenti, centri speciali e gruppi che vengano incontro alle loro particolari necessità (cfr. Redemptoris missio, n. 37). La Chiesa, che è sempre giovane, percorre costantemente le vie del mondo per incontrare i membri della generazione più giovane, traendo ispirazione dal loro idealismo sincero, dalle loro menti che si interrogano e dai loro cuori generosi.

8. Cari Confratelli Vescovi, questi sono alcuni pensieri che desideravo condividere con voi che guidate il gregge di Dio nell'unica nazione dell'Asia in cui la maggior parte degli abitanti sono membri della Chiesa. Nel nome del Signore vi incoraggio a rispondere alla grazia speciale della vostra vocazione, di portare il Vangelo oltre i lidi di questo splendido Arcipelago, agli altri popoli di questo vasto continente. Un grande raccolto attende quanti porteranno queste antiche e nobili civiltà alla scoperta di Cristo, che solo è «la via, la verità e la vita» (Gv 14, 6). L'Asia ha bisogno del vostro aiuto se vuole ascoltare la Buona Novella di Cristo crocifisso e risorto.

Voi siete Pastori di un popolo innamorato di Maria. Che la Madre del Redentore guidi il vostro ministero episcopale affinché, unito in Cristo, il popolo di questa amata Nazione «sia ricolmo di tutta la pienezza di Dio» (cfr. Ef 3, 19). Con la mia benedizione Apostolica.

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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